L’ENERGIA NUCLEARE E’ UN’ENERGIA PULITA E SICURA!!!
~1896 – Chicago, Illinois, USA: sovraesposizione radiografica
~1905 – Washington, Columbia, USA: sovraesposizione radiografica
anni 1940/1970 -La sottocomissione del governo degli Stati Uniti denuncia, in un rapporto del 1986, la conduzione di esperimenti su più di 23.000 soggetti in 1.400 differenti città
22 Giugno 1942 - Leipzig, Germania. La pila atomica Leipzig L-IV, sotto la responsabilità di Werner Heisenberg e Robert Dopel, prende fuoco ed esplode. Durante una fase di revisione, dell’aria entra nel cuore del reattore accendendo la polvere d’uranio contenuta. In consegenza, bolle l’acqua di raffreddamento ed esplode il reattore. Un getto di particelle infiammate di uranio attraversa il laboratorio causando un grave incendio.
1943/1973 – Ricercatori di Harvard e del MIT effettuano delle ricerche su 40 adolescenti maschi minorati mentali. Ai ragazzi viene somministrato cibo contaminato e la ricerca viene pubblicata nelle riviste accademiche
2 Settembre 1944 - Oak Ridge,Tennessee, USA. Un recipiente di esafluoruro di uranio esplode nella sala di trasferimento del laboratorio, uccidendo due persone e ferendone altre tre. Un tubo di vapore esplode ed il vapore si combina con un composto a base di uranio per formare fluoruro di idrogeno, inalato dalle cinque persone.
1945/1998 – Mediterraneo: 114 incidenti con coinvolgimento di una o più navi da guerra. Le tre flotte nucleari che pattugliano il Mediterraneo (USA, Gran Bretagna e Francia) hanno subito rispettivamente 61, 16 e 12 incidenti
7 Maggio 1945 – Trinity, Alamogordo, N.Messico (USA). Prima esplosione americana strumentata che condurrà alla Bomba di Trinity. Questa bomba, contenente 1000 curies di materiale fissile, verrà fatta esplodere a 1,5 Km. di distanza dal Ground Zero di Trinity, con lo scopo di testarne le strumentazioni
4 Giugno 1945 – Los Alamos, New Mexico, USA: fuoriuscita di massa critica di uranio arricchito
16 luglio 1945 – Trinity, Alamogordo, N.Messico (USA). Seconda esplosione a circa 29 metri d’altezza: crea un depressione di 400 m. di diametro. Il calore della deflagrazione trasforma la sabbia del deserto in un nuovo tipo di roccia cristallina battezzata la “Trinitite”.
6 Agosto 1945 – Hiroshima, Giappone: uso bellico di arma nucleare. Bomba all’uranio (Little Boy) arricchito del peso di 3.900 Kg. ad una altezza di 580 metri. 140.000 morti fino al 1946; 62.000 edifici distrutti
9 Agosto 1945 – Nagasaki, Giappone: uso bellico di arma nucleare. Bomba al plutonio (Fat Man) del peso di 4.050 Kg. ad una altezza di circa 500 metri: ~73.884 morti a fine 1945
11 Agosto 1945 – Corea. Due giorni dopo la bomba atomica di Nagasaki, gli scienziati giapponesi di stanza a Konan (il maggiore complesso industriale sotto il controllo nipponico) ed ignari della decisione presa dall’imperatore di arrendersi evitando ulteriore morte e devastazione, eseguono un test nucleare: il lancio partì dal bacino di Konan, fu guidato nel mare del Giappone per entrare nel porto di una piccolissima isola. Per diversi giorni relitti di imbarcazioni e altre vecchie navi furono portate sull’isola che era talmente piccola da non risultare su molte mappe. I pochi abitanti furono evacuati. Venti miglia dall’isola gli osservatori aspettavano e pregavano che gli assidui sforzi avrebbero prodotto il risultato che tanto speravano: una forza di distruzione enorme da poter usare nell’autunno sulle forze alleate in procinto di un’invasione. Il risultato fu sorprendente: sotto la nube radioattiva le imbarcazioni erano affondate o bruciavano mentre della vegetazione sulle colline ne rimaneva solo le ceneri. Un fungo atomico che probabilmente era molto simile a quello di Hiroshima e Nagasaki. Ma tutto fu inutile per la presa di posizione dell’imperatore di cessare i combattimenti. Peranto, una volta a conoscenza dell’imminente resa, gli scienziati giapponesi si diedero da fare per distruggere tutti i loro documenti nonche’ tutto l’equipaggiamento e strumentazioni possibili (incluse altre bombe atomiche quasi completate) perche’ i russi ormai avanzavano verso il complesso di Konan dalle montagne nel nord della Corea. Tutta l’apparecchiatura non distrutta finì in Russia assieme agli scienziati che furono torturati, interrogati e cancellati dalle pagine della storia
21 Agosto 1945 – Los Alamos, New Mexico, USA: criticità di incidente con assemblaggio di plutonio (contaminato lo scienziato Harry K. Daghlian, Jr). Harry K. Daghlian crea accidentalmente una massa subcritica, lasciando cadere un mattone di carburo di tungsteno su un nucleo di plutonio. Lo scienziato rimuove subito il mattone, ma resta fatalmente irradiato. Morirà il 15 settembre.
21 Maggio 1946 - Los Alamos, New Mexico, USA: criticità di incidente con assemblaggio di plutonio (contaminato lo scienziato Louis Slotin). Il fisico canadese Louis Slotin assembla manualmente una massa critica di plutonio durante una dimostrazione. Il suo apparecchio era costituito da due semi-sfere di plutonio ricoperte da berilio, che poteva essere rimosso lentamente per misurare la criticità. Normalmente le sfere avrebbero dovute essere manipolate da una macchina, ma Slotin lo fece manualmente inserendo le sue dita in fori, come in una palla di bowling. Un certo numero di cuscinetti avrebbe dovuto impedire alle due semi-sfere di cadere, ma li aveva rimossi. Aveva usato un cacciavite per controllare lo scarto fra le due semi-sfere. Ad un certo punto il cacciavite è scivolato e l’insieme è diventato critico. Nessuno dei sette osservatori ha ricevuto una dose mortale, ma Slotin muore il 30 maggio di un avvelenamento massivo, stimato in 1.000 Rads, o 10 Gray.
24 Luglio 1946 – Bikini, Isole Marshall (Oceano Pacifico). Test nucleare ad una altezza di 160 metri. Gli abitanti dell’isola vengono momentaneamente evacuati al fine di far svolgere agli americani il loro test.
Anni 1946/1956 - Viene somministrato cibo radioattivo a 19 ragazzi che frequentano la Fernland School per “ritardati mentali” in Massachusetts (farina d’avena e latte arricchiti di ferro e calcio radioattivi).
29 Agosto 1949 – Semipalatinsk, Kazakhstan (URSS). Prima bomba sovietica al plutonio progettata da Yakov Zeldovitch e Yuli Khariton.
Anni ’50 - A molti abitanti dell’Alaska vengono somministrati isotopi radioattivi per studiare il loro adattamento al freddo. 102 indiani Inuit e Gwich sono alimentati con capsule di Iodio 131, per poter studiare l’attività delle loro ghiandole tiroidee
13 Febbraio 1950 - Costa pacifica del Canada. Un bombardiere B-36 sgancia d’urgenza una bomba in mare, senza esplosione
11 Aprile 1950 – Nuovo Messico, USA. Un bombardiere B-29 si schianta contro una montagna, vicino alla baase aerea di Kirtland AFB, e brucia. Non si ha esplosione, perchè anche se la bomba è distrutta, l’ogiva nucleare non è inserita e viene recuperata.
13 Luglio 1950 – Ohio, USA. Un bombardiere B-50 si schianta. La carica esplosiva della bomba salta, lo stadio nucleare resta inattivo.
5 Agosto 1950 – Base Suisun dell’Air Force, Farfield, California (USA). Un bombardiere B-29 che trasporta una bomba nucleare senza la sua capsula fissile si schianta e si incendia vicino ad un campeggio di roulotte occupato da 200 famiglie. L’equipaggio aveva avuto difficoltà con i propulsori dell’aereo e con il ritiro del carrello di atterraggio immediatamente dopo il decollo dalla Base dell’Air Force di Fairfield Suisun (ora base dell’Air Force di Travis), schiantandosi, infine, mentre tentava un atterraggio di emergenza. Il bombardiere stava trasportando 20-27 kg. di bombe con esplosivo convenzionale, che detonarono 15 minuti dopo lo schianto. L’esplosione seguita, fu sentita fino ad una distanza di circa 50 km. e creò un cratere largo da un capo all’altro 18 m. e profonda 1,80 m. Lo schianto e la successiva detonazione uccisero diciotto uomini del personale, incluso il generale Travis dell’Air Force, e ferì altre 60 persone.
10 Novembre 1950 – Oceano Pacifico. Sgancio d’urgenza di una bomba in mare. Senza esplosione.
7 Aprile 1951 – Runit island, Atoll Enewetak (Oceano Pacifico): test nucleare ad una altezza di 100 m.
8 Aprile 1951 – Eberiru island, Atoll d’Enewetak (Oceano Pacifico): test nucleare ad una altezza di 60 m.
1 Maggio 1951 – Nevada Test Site (USA): test nucleare
30 Ottobre 1951 – Nevada Test Site (USA): test nucleare
1 Novembre 1951 – Nevada Test Site (USA): test nucleare
1952 – USA: incidente al reattore sperimentale Argon con 4 morti.
22 Aprile 1952 – Yucca Flat, Nevada Test Site (USA): test nucleare ad una altezza di 1.034 m.
26 Aprile 1952 – Bikini, Isole Marshall (Oceano Pacifico): test nucleare ad una altezza di 4 m.
2 Giugno 1952 – Argonne National Laboratory, Illinois, USA: criticità di incidente con uranio
5 Giugno 1952 – Nevada Test Site (USA): test nucleare ad una altezza di 100 m.
3 Ottobre 1952 – Monte Bello Island (U.K.): prima bomba nucleare inglese
31 Ottobre 1952 – Elugelab, Atollo Enewetak, Isole Marshall (Oceano Pacifico), USA. Test Mike. Esplosione in superficie (altezza di 10,4 metri). Prima bomba H americana (bomba a fusione). La bomba era alta come un edificio di tre piani, pesava più di 500 tonnellate ed era alimentata da combustibile criogenico e da liquido deuterio. Secondo gli ingenieri di Los Alamos, la palla di fuoco era di una dimensione pari a 4,8 Km. di diametro. Durante l’esplosione scomparvero l’isola d’Elugelap e altre isole vicine. Con Mike (nome del test), Gli USA entrarono nell’era delle armi nucleari Multi-megatoni.
12 Dicembre 1952 – Chalk River (Ontario -Canada). L’errore di un tecnico provoca una reazione che porta alla semidistruzione del nocciolo del reattore (perdita di acqua di raffreddamento nel cuore del reattore). Si ebbero esplosioni in serie e fuga di gas e vapori radioattivi nell’atmosfera, accompagnate dal riversamento di 4.000 metri cubi di acqua in due canali non distanti dal fiume Outaouais. Il nocciolo del reattore, distrutto, fu interrato assieme alle scorie radioattive.
15 Marzo 1953 – Mayak Enterprise, Russia, URSS: criticità di incidente con soluzione di plutonio
17 Marzo 1953 – Knothole, Nevada Test Site, Area 4 (USA): test nucleare
24 Marzo 1953 – Knothole, Nevada Test Site, Area 4 (USA): test nucleare
18 Aprile 1953 – Knothole, Nevada Test Site, Area 4 (USA): test nucleare
25 Maggio 1953 – Knothole, Nevada Test Site, Area 4 (USA): test nucleare ad una altezza di 157 m.
28 Febbraio 1954 – Isola artificiale sulla costa di Bikini, isole Marshall (Oceano Pacifico): test nucleare
1 Marzo 1954 – Atollo di Bikini, Oceano Pacifico: fallout atmosferico da test nucleare
26 Marzo 1954 – Bikini, Isole Marshall (Oceano Pacifico): test nucleare ad una altezza di 4,2 m. . Bomba posta su una base all’interno del cratere Bravo. La più potente bomba H americana equivalente a 1.000 volte Hiroshima. La palla di fuoco misurava 6 Km. di diametro, la cappa 160 Km.. 80 milioni di tonnellate di terra e di corallo vennero vaporizzate e crearono un cratere di 1.950 metri di diametro e 75 di profondità. A 48 Km. dall’esplosione il personale addetto ricevette una quantità di 2 reims, l’equivalente di 100 radiografie.
25 Aprile 1954 – Bikini, Isole Marshall (Oceano Pacifico): test nucleare. Bomba fatta esplodere su una chiatta
Febbraio 1955 – La nave appoggio Fori-Rosalie della Royal Navy affonda nell’Atlantico, con 1500 recipienti contenenti ciascuno una tonnellata di residui atomici, a 1.600 Km dalle coste inglesi e a 2.000 metri di profondità.
12 Marzo 1955 – Nevada Test Site (USA): test nucleare
5 Maggio 1955 – Nevada Test Site, Area 1 (USA): test nucleare ad una altezza di 150 m.
10 Marzo 1956 – Mar Mediterraneo. Un bombardiere B-47 trasportante due capsule nucleari, racchiuse nei loro involucri, scompare sopra il Mar Mediterraneo. L’aereo, in volo diretto dalla base aerea di MacDill a Tampa, Florida, ad una base aerea straniera segreta, si perde con il suo equipaggio. Dopo il decollo, il B-47 era programmato per due rifornimenti di carburante in volo prima di raggiungere la sua destinazione finale. Il primo rifornimento fu completato con successo, ma l’aereo non contattò mai il secondo aereo cisterna per il rifornimento, sopra il Mar Mediterraneo. Nonostante una ricerca estesa, nessuna traccia dell’aereo, delle capsule nucleari, o dell’equipaggio, fu trovata.
6 Giugno 1956 – Atollo d’Enewetak (Oceano Pacifico): test nucleare ad una altezza di 2,1 m.
25 Giugno 1956 – Bikini, Isole Marshall (Oceano Pacifico): test nucleare. Bomba H al livello del mare
2 luglio 1956 – Eberiru island, Atollo d’Enewetak (Oceano Pacifico): test nucleare ad una altezza di 100 m.
8 luglio 1956 – Eberiru island (Oceano Pacifico): test nucleare al suolo, bomba situata nel cratere Ivy.
27 Luglio 1956 – Gran Bretagna. Un bombardiere B-47 slitta sulla pista e va a colpire un deposito contenente sei bombe nucleari.
1957/1965 - Apollo, Pennsylvania, USA. Fra il 1957 e il 1965, 100 kg. di uranio 235 spariscono dal centro di riciclaggio nucleare di Apollo. Il materiale permette di fabbricare più di una bomba atomica. Il presidente della società aveva delle relazioni con Israele, ma il mistero non è mai stato risolto.
1957 – Nevada Test Site (USA): test nucleare ad una altezza di cieca 200 m.
21 Aprile 1957 – Mayak Enterprise, Russia, URSS: criticità di incidente con soluzione di uranio
22 Maggio 1957 – Base dell’Air Force di Kirtland, New Mexico, USA. Una bomba nucleare senza la sua capsula fissile cade dal vano bombe di un B-36 ad un’altitudine di circa 500 metri ed esplode all’impatto. Il bombardiere stava trasportando entrambe le bombe e la loro capsula fissile, che era stata rimossa per sicurezza, dalla base di Biggs dell’Air Force in Texas alla base di Kirtland in New Messico. Sebbene i paracaduti attaccati alla bomba si fossero aperti durante la sua caduta, essi non funzionarono correttamente. La bomba nucleare fu completamente distrutta nella detonazione che accadde a circa 7 Km. a sud della torre di controllo di Kirtland e mezzo Km. ad ovest del terreno riservato della Sandia Base, creando un cratere d’esplosione di circa 8 metri di diametro e 4 metri di profondità. I frammenti della bomba e i detriti furono dispersi su di un area di oltre 1.500 m.. Fu condotto un esame radiologico dell’area, ma non rilevò contaminazione radioattiva oltre l’orlo del cratere.
28 maggio 1957 – Nevada Test Site, Area 7c (USA): test nucleare ad una altezza di 150 m.
24 giugno 1957 – Nevada Test Site, Area 5 (USA): test nucleare ad una altezza di 210 m.
28 Luglio 1957 – Oceano Atlantico. Un aereo da trasporto C-124 con problemi meccanici abbandona due armi nucleari, senza la loro capsula di materiale fissile, al largo della costa orientale degli Stati Uniti. Il C-124, sulla rotta dalla base aerea di Dover a Delaware, perde potenza nei motori numero uno e due. L’equipaggio è certo che la quota non può essere mantenuta con il peso delle bombe a bordo e decide di abbandonare il carico. Anche se nessuna bomba detona, si presume che entrambe le bombe si siano danneggiate nell’impatto con la superficie dell’oceano e che siano affondate quasi istantaneamente. Nessuna delle due bombe, né detriti sono mai stati trovati. Il C-124 atterra per sicurezza su un campo d’aviazione vicino ad Atlantic City, nel New Jersey, con la bomba rimanente e la testata nucleare a bordo.
7 agosto 1957 – Nevada Test Site (USA): test nucleare ad una altezza di 500 m.
Settembre 1957 – Kyshtym, Complesso Nucleare i Mayak, (Unione Sovietica) (scala Ines 6). In una fabbrica di armi nucleari negli Urali e stoccaggio di scorie radioattive, una cisterna contenente scorie radioattive prende fuoco ed esplode, contaminando migliaia di chilometri quadrati di terreno. Una nube, contenente più di 2 milioni di curie di prodotti radioattivi, si solleva per più di un chilometro in altezza (la metà di quanto rilasciato a Chernobyl). Il rilascio esterno di radioattività avviene a seguito di un malfunzionamento del sistema di refrigerazione di una vasca di immagazzinamento di prodotti di fissione ad alta attività. Vengono esposte alle radiazioni circa 270.000 persone. Si stimano per le conseguenze dell’incidente oltre 200 morti. Vengono evacuate 10.000 persone ed interdetta una zona di 250 kmq. Nella zona vengono installati cartelli stradali con le scritte: “Chiudete i fenestrini e guidate il più velocemente possibile” Le prime informazioni dell’incidente, in quanto classificato segreto di stato, si hanno nel 1976 dal biologo russo Jaurès Medvedev, riparato in Inghilterra. Nel 2000, il quotidiano francese Libération rivela che i materiali radioattivi stanno riemergendo in superficie ingiallendo le acque sotterranee.
14 settembre 1957 – Nevada Test Site (USA): test nucleare
7/12 Ottobre 1957 -Sellafield (Gran Bretagna) (scala Ines 5). Nel complesso nucleare di Windscale in Gran Bretagna, dove si produce plutonio per scopi militari, un incendio nel nocciolo di un reattore a gas-grafite (GCR) genera una nube radioattiva imponente, pari al 1/10 della bomba atomica di Hiroshima. I principali materiali rilasciati sono gli isotopi radioattivi di xenon, iodio, cesio e polonio. La nube attraversa l’Europa intera. Sono stati ufficializzati soltanto 300 morti per cause ricondotte all’incidente (malattie, leucemie, tumori), ma il dato potrebbe essere sottostimato. La radioattività su Londra giunse fino a 20 volte oltre il valore naturale, e Londra dista da Windscale 500 km. Il consumo di latte venne vietato in un raggio di 50 km (una zona di 500 kmq). Nel 1983 un documentario della televisione britannica rivela che nel villaggio di Seascale, non lontano da Sellafield, il tasso dei bambini colpiti da cancro è dieci volte più elevato che la media nazionale. Secondo il giornale Le Monde del 2 gennaio 1988, il vecchio primo ministro conservatore britannico, Harold Macmillan, aveva ordinato di insabbiare un rapporto dettagliato sulle cause di un grave incendio avvenuto all’interno di una fabbrica per il ritrattamento delle scorie nucleari di Windscale
11 Ottobre 1957 - Florida, USA. Un bombardiere B-47 si schianta con una bomba di cui la carica nucleare era disinnescata. L’aereo brucia, esplode la carica classica.
1958 – Christmas Island (Australia – Oceano Pacifico): test nucleare. Bomba H Inglese
1958 – Zona Urali (Urss). Catastrofe nucleare a causa dell’esplosione di un deposito di scorie radioattive. Centinaia di morti. Decine di migliaia di contaminati. Migliaia di km. ancora oggi recintati.
2 Gennaio 1958 – Mayak Enterprise, Russia, URSS: Criticità di incidente con soluzione di uranio
4 Gennaio 1958 – Hamburg, New York, USA. Un treno merci diretto a est deraglia nella ferrovia Nickel Plate. Cinque automobili che trasportano “materiale classificato AEC” sono coinvolte nell’incidente. Secondo il rapporto della Commissione indagante non c’è stato alcun danno al materiale e alcun ferito tra il personale AEC che scortava il carico.
31 gennaio 1958 – Base straniera non identificata. Un bombardiere B-47 con una bomba nucleare in configurazione d’attacco sta compiendo un decollo simulato durante un’esercitazione quando la ruota posteriore sinistra viene a mancare, provocando l’urto della coda contro la pista e la rottura del serbatoio del carburante. L’aereo prende fuoco e brucia per sette ore. Sebbene l’alto esplosivo non detoni, si ha contaminazione nell’area immediatamente circostante allo schianto. In seguito all’incidente, le esercitazioni di allertamento vennero temporaneamente sospese. Lo schianto può aver avuto luogo in una base aerea USA a Sidi Slimane, nel Marocco Francese. Un successivo documento dell’Air Force riportò che “l’inquinamento dei rottami era alto, ma che sull’area circostante era basso”. Un servizio del New York Times dell’8 giugno 1960, menziona un incidente di bomba nucleare che era accaduto “in un campo degli Stati Uniti vicino Tripoli, in Libia”, senza fornire ulteriori dettagli.
Febbraio 1958 – Base aerea Greenham Common, Gran Bretagna. Un bombardiere B-47 che sta subendo un guasto al motore durante il decollo espelle due cisterne piene di 6.500 litri di carburante da un’altezza di circa 2.500 m.: esse non cadono nell’area designata per un impatto sicuro ed esplodono a 20 m. dietro un B-47 parcheggiato e caricato con bombe nucleari. Il fuoco che ne deriva brucia per 16 ore e causa la deflagrazione delle alte cariche esplosive di almeno una bomba atomica. L’esplosione rilascia materiale radioattivo, includendo uranio polverizzato e ossido di plutonio, dei quali almeno 10-20 grammi vengono trovati intorno alla base. Inoltre un hangar adiacente è gravemente danneggiato e altri aerei vicini vengono spruzzati con pompe d’acqua per prevenirne l’incendio a causa dell’intenso calore alimentato dal combustibile per jet e dal magnesio del B-47. Il fuoco uccide due persone, ne ferisce altre otto, e distrugge il bombardiere. L’Air Force non ha mai ammesso ufficialmente che armi nucleari fossero coinvolte in questo incidente. L’Air Force e il ministro della difesa inglese furono d’accordo nel 1956 di negare l’esistenza delle bombe nucleari in qualsiasi incidente che coinvolgeva le armi nucleari statunitensi collocate in Inghilterra. Nel 1985, il governo inglese riferì che l’incidente coinvolse un B-47 parcheggiato colpito da un B-47 in fase di decollo in un esercizio di addestramento, ma omise ogni riferimento circa il successivo incendio.
5 Febbraio 1958 – Savannah River, Georgia, USA. Un’arma nucleare senza la capsula nucleare fissile viene perduta in seguito ad una collisione a mezz’aria. Un bombardiere B-47 trasportante un’arma nucleare senza il suo nucleo fissile, si scontra con un aereo F-86 vicino a Savannah, in Georgia. Dopo tre tentativi senza successo per far scendere l’aereo alla base Hunter in Georgia, l’arma viene gettata via per evitare il rischio di un’alta detonazione esplosiva nella base stessa. L’arma viene rilasciata in mare a diverse miglia dalla foce del Savannah River a Wassaw Sound al largo di Tybee Beach, ma il preciso punto dell’impatto rimane sconosciuto. Gli alti esplosivi dell’arma non esplodono nell’impatto. Una ricerca successiva, su un’area di 5 km.quadrati, impiegando dispositivi subacquei e sonar, non riesce a trovare l’arma. La ricerca viene sospesa il 16 aprile 1958, e la bomba viene considerata irrimediabilmente persa. La migliore stima della posizione della bomba, annota un resoconto del Dipartimento della Difesa, ” è stata determinato essere 31 gradi 54′ e 15” a nord, 80 gradi 54′ e 45” ovest”. Il B-47 era in una missione di combattimento simulata dalla base dell’Air Force di Homestead in Florida.
11 Marzo 1958 – Mars Bluff, Carolina del Nord – USA. Una bomba atomica è sganciata per errore e cade in un giardino. Esplode la carica classica. Viene distrutta la casa e gli abitanti vengono gravemente feriti. Il cratere provocato è di 20,5 m. di diametro e di 10,5 m. di profondità.
28 Aprile 1958 – Christmas Island (Australia – Oceano Pacifico): test nucleare. Bomba H inglese.
24 Maggio 1958 – Chalk River (Ontario -Canada). Incendio
8 Giugno 1958 – Atollo d’Enewetak (Oceano Pacifico): test nucleare ad una profondità di 50 m.
16 Giugno1958 – Usa. Un incidente a Oak Ridge: 12 persone investite dalle radiazioni.
28 Giugno 1958 – Atollo d’Enewetak (Oceano Pacifico): test nucleare ad una altezza di 2,6 m.
22 Luglio 1958 – Bikini, Isole Marshall (Oceano Pacifico): test nucleare a livello del mare
15 Ottobre 1958 - Vinca, Yugoslavia: criticità di incidente in un reattore di ricerca
4 Novembre 1958 – Arkansas, USA. Un B-47 si schianta dopo il decollo. Il materiale nucleare non viene danneggiato.
26 Novembre 1958 – Base Chennault dell’Air Force, Lake Charles, Louisiana, USA. Un aereo C-124 che trasporta una bomba nucleare senza la sua capsula fissile si schianta durante il decollo, distruggendo completamente l’aereo e la bomba nucleare. Si ha una quantità limitata di contaminazione immediatamente sotto alla bomba distrutta, tale da non impedire, fortunatamente, operazioni di salvataggio o di spegnimento.
30 Dicembre 1958 – Los Alamos, New Mexico, USA: criticità di incidente con soluzione di plutonio
FINE 1958 – Alla fine del 1958, gli esperimenti nucleari hanno prodotto sul pianeta circa 65 chili di stronzio 90, con una radioattività totale di 8,5 milioni di curie; la radioattività del cesio 137, alla stessa epoca, ammonta a 15 milioni di curie. Il fall out degli esperimenti americani e britannici, di grande potenza, e tutti. senza eccezione, in località nei pressi dell’equatore, si sono distribuiti uniformemente sull’intero globo. Tra il 1952 ed il 1957, gli USA hanno eseguito 90 test nel poligono nucleare del deserto del Nevada. Queste esplosioni hanno rilasciato una quantità di iodio 131 superiore di dieci volte a quella che si è sprigionata dalla centrale di Chernobyl. Gli stessi test hanno esposto mediamente ogni cittadino statunitense ad una radiazione pari a 2 rad (quelli provenienti dalla radioattività naturale ammontano a soli 0,24 rad annuali). Alcuni medici hanno calcolato che circa 10.000 tumori alla tiroide sono la conseguenza di questa pioggia contaminante invisibile. Fra 5.600 anni, ci sarà ancora sulla terra la metà del carbonio 14 prodotto da tali esperimenti, mentre il periodo di dimezzamento degli isotpi liberati dalle bombe H è 2di 4.000 anni per il plutonio 239 e di 720 milioni di anni per l’uranio 235.
6 Luglio 1959 – Base Barksdale dell’Air Force, Dossier City, Louisiana, USA. Un aereo C-124, che trasporta una bomba nucleare senza la sua capsula fissile, si schianta durante il decollo, distruggendo completamente l’aereo e la bomba nucleare. Si producce una quantità limitata di contaminazione immediatamente sotto alla bomba distrutta, tale da non impedire, fortunatamente, operazioni di salvataggio o di spegnimento.
26 Luglio 1959 – Santa Susana Field Laboratory, California, USA: un reattore raffreddato al sodiosubisce una fusione parziale del nocciolo. Secondo Makhijani, presidente dell’ Institute for Energy and Environmental Research, “Le misurazioni di Iodio 31 sono state da 80 a 100 volte più importanti di quelle rilevate a Three Mile Island”.
29 Agosto 1959 - Napoli, Italia. Catastrofe sfiorata per incendio a bordo del caccia Decour
25 Settembre 1959 – Whidbey Island, Washington, USA. Un aereo P-5M della marina degli Stati Uniti trasportante una bomba nucleare di profondità disarmata della capsula fissile, si schianta a Puget Sound vicino Whidbey Island, Washington. La bomba non è mai stata ritrovata.
15 Ottobre 1959 - USA. Un bombardiere B-52 entra in collisione con un KC-135 durante un rifornimento in volo. Fra i rottami dell’areo vengono ritrovate una bomba intatta ed una parzialmente bruciata.
1960 – URSS: sovraesposizione intenzionale
1960 – USSR: ingestione di materiale radioattivo
13 Febbraio 1960 – Reggane (Algeria): test nucleare. Prima Bomba atomica francese
7 Giugno 1960 – Base McGuire dell’Air Force, vicino Trenton, New Jersey. Un missile BOMARC (“BO” per Boeing e “MARC” per Michigan Areonautical Research Center) per la difesa aerea, immagazzinato in uno stato di pronto utilizzo per permetterne il lancio in due minuti, viene distrutto dopo l’esplosione di un serbatoio con elio ad alta pressione e la rottura del serbatoio di carburante del missile. Anche se la testata viene distrutta dall’incendio, il dispositivo di sicurezza funziona correttamente e previene la detonazione della carica altamente esplosiva della bomba. Un articolo del New York Times descrisse, allora, uno scampato disastro nucleare, notando che il missile “si fuse sotto una fiamma intensa alimentata dal suo detonatore da 45,5 kg. di TNT… La testata atomica si sciolse apparentemente nella massa fusa che era rimasta del missile, il quale bruciò per quarantacinque minuti”. Le radiazioni seguenti “furono causate quando la parte metallica di magnesio e ossido di torio, che forma parte della bomba, presero fuoco”. Il rapporto del Pentagono affermò che fu contaminata solo l’area immediatamente sotto la bomba nucleare e, a causa del deflusso dell’acqua di spegnimento dell’incendio, anche un’area adiacente estesa per la lunghezza di circa 30 metri.
5 Ottobre 1960 – Stati Uniti. Un guasto al radar di NORAD provoca uno stato di massima allerta per un imminente attaco nucleare nemico.
13 Ottobre 1960 – sottomarino K-8 , Mare di Barents: perdita da un reattore
Dicembre 1960 – I membri del Joint Strategic Target Planning americano, terminano il piano SIOP 62. Questo piano di guerra consiste nel lanciare più di 3.000 armi nucleari, comprese centinaia bombe H, per attaccare 1.000 bersagli differenti del blocco comunista, nelle prime ore del conflitto. Questo piano avrebbe dovuto esere sufficiente per uccidere un quarto della popolazione sovietica.
1961 – Svizzera: vernice di trizio
1961 – Plymouth, Gran Betragna: incidente radiografico
1961 - Il sottomarino USS Theodore Roosevelt (SSBN-600) tenta di sbarazzarsi della resina consumata del proprio sistema di demineralizzazione (utilizzato per eliminare le particelle ed i minerali radioattivi sciolti presenti nei circuiti refrigeranti primari). Il mezzo resta contaminato quando il vento rigetta la resina nella sua direzione.
3 Gennaio 1961 – National Reactor Testing Station, Idaho Falls (USA). A seguito di un incidente (dalle cause sconosciute, anche se pare che sia per un errato ritiro delle barre) in un reattore sperimentale di Idaho Falls negli Stati Uniti, muoiono, durante l’esecuzione di attività di routine, tre tecnici (John Byrnes, Richard McKinley et Richard Legg). Il grado di contaminazione dei corpi dei deceduti risulta così alto che le teste e le mani vengono tagliate e sepolte in un deposito di scorie radioattive. Non noto il numero di intossicati dentro e fuori l’impianto. Il reattore viene smontato; il nocciolo di 13 tonnellate e la vasca vengono ritirati alcuni mesi dopo.
24 Gennaio 1961 – Goldsboro, Nord Carolina, USA. Durante un allertamento aereo, un bombardiere B-52, che trasporta due bombe nucleari, a causa del cedimento strutturale dell’ala destra, va a pezzi a mezz’aria, uccidendo i tre menbri dell’equipaggio: la conseguente rottura dell’aereo libera le due bombe nucleari da un’altezza di 600-3.000 m. Il paracadute di una delle due bombe si apre correttamente con danno finale minimo. Il secondo paracadute della bomba, invece, funziona male e la bomba si squarcia a pezzi nell’impatto con il terreno, spargendo i suoi componenti su un’area estesa. Secondo Daniel Ellsberg, la bomba avrebbe potuto accidentalmente esplodere perché “cinque dei sei dispositivi di sicurezza avevano fallito”. Anche il fisico nucleare Ralph E. Lapp conferma questa ipotesi, sostenendo che “solo un unico interruttore” ha “impedito alla bomba di detonare e di spargere fuoco e distruzione sopra un’ampia area”. il nucleo della bomba altamente arricchito di uranio non fu mai ritrovato. Allo scopo di prevenire qualsiasi scoperta della parte persa della bomba, l’aviazione acquistò il diritto d’uso dell’area in modo da vincolare alla propria autorizzazione eventuali permessi di costruzione o scavo nell’area stessa.
Fine Gennaio 1961 – Casa Bianca, Washington, USA. Il presidente degli Stai Uniti Kennedy, allertato sull’incidente a Goldsboro del 24 gennaio dello stesso anno, viene informato che vi erano stati più di 60 incidenti che coinvolgevano armi nucleari dopo il 1945, di cui due riguardanti missili antiarerei con testata atomica realmente lanciati per inavvertenza
14 Marzo 1961 - Vicinanze di Yuba City, California, USA. Un bombardire B-52 con due armi nucleari, si schianta durante una missione di addestramento. Nessuna esplosione e nessuna contaminazione.
4 Luglio 1961 – URSS, al largo delle coste della Norvegia. La fuoriuscita di radiazioni per un guasto al sistema di controllo di uno dei due reattori di un sommergibile atomico sovietico provoca la morte del capitano e di sette membri dell’equipaggio.
14 Luglio 1961 – Siberian Chemical Combine, Russia: criticità di incidente con uranio
31 Ottobre 1961 – Novaya Zemlya (Oceano Artico -URSS): test nucleare (Bomba Zar). FALLOUT: Da sola generò il 25% dei residui fissili dal 1945. La Bomba “Zar”, la regina delle bombe, fu la bomba H più potente. Nacque dal lavoro del teorico Yakov Zeldovitch e dei fisici Andrei Sacharow, Vitali Ginzburg e Viktor Davidenko. La bomba venne lanciata da un bombardiere Tu-95 pilotato da A. E. Durnovtsev, diventato un eroe dell’Unione Sovietica. Il soprannome di “Bomba Zar” gli venne dato dagli americani per qualificare il progetto come inutile poichè esisteva già il cannone più grande al mondo, lo Zar Pushka. Si riporta che la bomba potesse infliggere ustioni di primo grado anche a 100 km. di distanza. La distruzione è totale in un raggio di 25 Km e le costruzioni sono seriamente danneggiate fino a 35 Km. di distanza dall’esplosione. Si ignora quali potrebbero essere i danni anche a più grandi distanze, ma è probabile che, in caso di vento i suoi effetti si sentirebbero anche a 1.000 Km. dal punto di impatto.
4 Novembre 1961 – Il rimorchio di un autocarro prende fuoco mentre trasporta una piccola quantità di materiale radioattivo. Pare che non ci sia stata alcuna contaminazione risultante dall’incendio.
10 Dicembre 1961 – Nuovo Messico, USA. Un test sotterraneo con esplosione nucleare, libera nuvole impreviste di vapori radioattivi. Ciò causa la chiusura di alcune autostrade del Nuovo Messico.
1962 – Mexico City, Messico: fonte radiografica compromessa
1962 - Cecoslovacchia. Uno studio dimostra che la miniera d’uranio di České Budějovice ha cusato la morte del’80% del bestiame per leucemie e deformazioni.
7 Aprile 1962 – Hanford, Washington, USA: Criticità di incidente con soluzione di plutonio
1 Maggio 1962 -Béryl, Sahara. La Francia effettua il suo secondo test nucleare sotterraneo, ma la montagna Taourirt che doveva contenere l’esplosione, si fissura e libera una nuvola radioattiva che contamina diversi militari ed ufficiali.
4 Giugno 1962 - Oceano Pacifico. La testa nucleare di un’ogiva di un booster di un razzo Thor cade nell’Oceano Pacifico prima che avrebbe dovuto distruggersi il booster.
6 Giugno 1962 – Nevada Test Site, Area 10 (USA): test nucleare a 190 m. di profondità. FALLOUT: 12 milioni di tonnellate di cui 8 fuori dal cratere (Magnitudine Ritcher).
9 Giugno 1962 – USA: test nucleare Truckee ad una altezza di 2.091 m.
20 Giugno 1962 – Oceano Pacifico. La testa nucleare di un’ogiva di un booster di un razzo Thor cade nell’Oceano Pacifico prima che avrebbe dovuto distruggersi il booster (identica situazione di 16 giorni prima)
30 giugno 1962 – USA: test nucleare Bluestone ad una altezza di 1.494 m
Settembre 1962 – USA. Per ridurre la vulnerabilità degli Stati Uniti di fronte ad un attacco atomico, il presidente J.F. Kennedy consiglia agli americani di costruire dei rifugi antiatomici. La sua lettera pubblicata a settembre dal giornale “Life” darà luogo ad una vera “shelter mania” che durerà un anno. Ancora oggi, centinaia di americani dispongono di un rifugio antiatomico.
16/29 Ottobre 1962 – Crisi di Cuba. E’ la crisi dei missili. Gli Stati Uniti scoprono che Fidel Castro ha fatto installare dei missili russi a Cuba. Kennedy e Krushev lavorano di democrazia. I russi ritirano i missili e gli americani le loro truppe dalla Turchia.
25 Ottobre 1962 – Base Volk Field, Wisconsin, USA. Un campanello d’allarme indicante l’inizio di una guerra nucleare con l’Unione Sovietica comincia a suonare accidentalmente durante l’apice della crisi dei missili cubani. I piloti corrono ai loro aerei dotati di armi nucleari, pronti a partire quando l’errore viene individuato da un ufficiale nel posto di comando. Ai piloti è ordinato di ritornare.
2 Dicembre 1962 – Marietta, Georgia, USA. Un treno per Louisville e Nashville deraglia mentre trasporta componenti di armi nucleari. Il materiale non risulta danneggiato, ma tre corrieri rimangono feriti.
1963 – A partire dal 1963, 131 ricoverati della prigione di stato dell’Oregon, vengono pagati 200 dollari ciascuno dalla Commissione dell’Energia Atomica (AEC), per permettere l’irradiazione dei loro testicoli
11 Gennaio 1963 – Sanlian, Cina: fonte compromessa
11 Marzo 1963 – Sarov, Russia: criticità di incidente con assemblaggio di plutonio
10 Aprile 1963 - Ad est di Boston, Massachusetts, USAIl sottomarino nucleare americano Thresher affonda con 129 persone a bordo nelle acque dell’Atlantico a 350 chilometri dalle coste della nuova Inghilterra. L’inchiesta accerterà che l’unità era in missione priva delle adeguate misure di sicurezza.
Maggio 1963 – Mandan, Dakota du Nord, USA. Si registra la più alta concentrazione mai registrata nrgli USA(fino al 2003) di stronzio 90 nel latte, probabilmente dovuta al sito nucleare di Hanford.
13 Novembre 1963 – Commissione per l’Immagazzinamento dell’Energia Nucleare negli Igloo, Base Medina, San Antonio, Texas, USA. I componenti dell’alto esplosivo (HE “High esplosive”) di una bomba atomica (che tre lavoratori stanno smontando), cominciano a bruciare spontaneamente, provocando una grande esplosione che coinvolge circa 55 kg. di HE. L’esplosione causa una piccola contaminazione.
1964 - Prima esplosione nucleare cinese
1964 – Garigliano (Italia). Guasto al sistema di spegnimento di emergenza del reattore.
1964 – Germania, Repubblica federale: vernice di trizio
13 Gennaio 1964 – Cumberland, Maryland, USA. Un bombardire B- 52, con due missili nucleari a bordo, si schianta al suolo.
21 Aprile 1964 – Un satellite di navigazione americano manca la propria orbita e rientra nell’atmosfera a 150.000 piedi al di sopra dell’Oceano Indiano. Il generatore nucleare del satellite contiene 17 KCi di Plutonio 238, che brucia almeno parzialmente prima di rientrare nell’atmosfera. Quattro mesi più tardi si rileva un aumento del tasso di Pu238 nella stratosfera. Si stima che circa 16kCi di Pu 238 si sono dispersi nell’atmosfera fino al 1970. Secondo l’EPA (Environmental Protection Agency), la contaminazione in Pu 238 dei polmoni umani (0,06 mrem) dovuta al laancio fallito è sesibilmente inferiore a quella risultantedalle ricadure degli esperimenti delle armi nucleari negli anni 1950 (0,35 mrem).
23-24 Luglio 1964 – Charlestown, Rhode Island, Usa. Incidente al reattore Wood River: un morto
16 Ottobre 1964 – Poligono di Lop Nor, provincia di Sinkiang, Cina. La Cina fa esplodere la sua prima bomba atomica.
8 Dicembre 1964 – Base Bunker Hill (ora Grisson) dell’Air Force, Perù, Indiana, USA. Un bombardiere B-58 perde il controllo ed esce dalla pista durante la fase di decollo, causando un incendio ad una parte delle cinque bombe nucleari presenti a bordo. Non seguono detonazioni e la contaminazione è limitata all’area circostante l’incidente.
1965 – Illinois, USA: incidente di irraggiamento
Gennaio 1965 – Livermore, California, USA. Un incidente al Lawrence Livermore National Laboratory libera 300 kCi di sotanza radioattiva
Ottobre 1965 – Rocky Flats Plant, nord ovest di Denver, Colorado, USA. Un incendio durante un rifornimento di carburante di un aereo espone 25 persone ad un limite di radiazione, 17 volte superiore a quello legale.
11 Ottobre 1965 – Base Wright-Patterson dell’Air Force, vicino Dayton, Ohio, USA. Un aereo C-124 da trasporto contenente componenti di armi nucleari e un modello per l’addestramento, prende fuoco mentre viene rifornito. Il fuoco comincia a bruciare nella parte finale del rimorchio di rifornimento e distrugge la fusoliera dell’aereo. Non ci sono vittime e le conseguenze del pericolo di radiazioni sono minime.
29 Ottobre 1965 – Isola Amchitka, Nord Pacifico, Alaska (USA). Test nucleare, con la detonazione di una bomba da 80 kiloton (Long Shot), nel sottosuolo dell’isola ad una profondità di 700 metri.
5 Dicembre 1965 – Isole Ryukyu (Giappone). Un jet militare d’attacco americano A-4E Skyhawk con a bordo una bomba all’idrogeno B-43 scivola in mare dalla portaerei statunitense Ticonderoga vicino alle isole giapponesi Ryukyu. Il pilota, l’aereo, e la bomba scompaiono. La bomba viene perduta approssimativamente ad una profondità di circa 5.000 m., ed i funzionari del Pentagono temono che l’intensa pressione dell’acqua possa causare l’esplosione della bomba B-43 all’idrogeno. E’ ancora sconosciuto se l’esplosione sia davvero avvenuta. L’aereo della portaerei Usa Ticonderoga era di ritorno da una missione nel nord del Vietnam, a conferma dell’ introduzione di armi nucleari nella Guerra del Vietnam. La scoperta dell’incidente avvenne solo nella metà degli anni 80.
30 Dicembre 1965 – Mol, Belgio: criticità di incidente con uranio in acqua
1966 – Belgio. Il fisico Ferdinand Janssen intossicato viene portato all’ospedale Curie di Parigi.
17 Gennaio 1966 – Palomares (Spagna). Un B-52 statunitense con quattro bombe all’idrogeno B-28 entra in collisione con un aereo cisterna durante il rifornimento in volo (il bombardiere stava attendendo il suo terzo rifornimento con un aereo cisterna KC-135 dalla base americana a Morton, quando il boccaglio del braccio per il rifornimento dell’aereo cisterna urta il bombardiere. Il braccio squarcia il B-52 lungo il suo dorso, spezzando il bombardiere in vari pezzi. I 151.00 litri di rifornimento del KC-135 vanno a fuoco, uccidendo sette uomini dell’equipaggio). I due aerei precipitano e tre bombe a idrogeno (bombe H) cadono nei pressi di Palomares, mentre la quarta cade in mare. L’esplosivo di due delle tre bombe, a contatto col suolo, detona spargendo su una vasta area plutonio e altro materiale radioattivo (4,5 kg di plutonio su 250 ettari). I rottami dell’incidente cadono in un’area approssimativamente di 161 km. quadrate di suolo e acqua. In tre mesi vengono raccolte 1.400 tonnellate di terra e vegetazione radioattiva che vengono portate negli Stati Uniti. Mentre i militari statunitensi sono forniti di tute protettive, gli spagnoli continuano a vivere tranquillamente e a coltivare i terreni. Un monitoraggio effettuato nel 1988 su 714 abitanti ha rivelato in 124 di loro una concentrazione di plutonio nelle urine di gran lunga superiore ai livelli normali. La bomba affondata nel Mediterraneo ha dato luogo ad una delle più grandi ricerche e operazioni di recupero nella storia. La ricerca durò circa otto giorni e impiegò 3.000 uomini del personale della marina e 33 navi, senza contare le barche, gli aeroplani, e il personale usato per portare l’equipaggiamento sul luogo. Benché il piccolo sottomarino “Alvin” avesse localizzato la bomba dopo due settimane, non fu recuperata prima del 7 aprile.
2 Luglio 1966 – Mururoa (Oceano Pacifico – Francia). Test nucleare: viene fatta esplodere una bomba nucleare di 30 chilotoni, più potente della bomba all’uranio che sconvolse Hiroshima.
Settembre 1966 - Livermore, Californi, USA. Fuga di plutonio al Lawrence Livermore National Laboratory
24 Settembre 1966 – Fangataufa, Polinesia Francese (Oceano Pacifico): test nucleare
Ottobre 1966 - Lagoona Beach (Usa). Alcune piastre di protezione si staccano e bloccano il circuito di raffreddamento del reattore autofertilizzante Enrico Fermi (61 Mw) per cui si ha surriscaldamento; il dispositivo di arresto automatico non funziona; il reattore riprende la sua attività soltanto nel 1970; e nel 1972 viene fermato definitivamente.
5 Ottobre 1966 – Monroe, Michigan (USA). Parziale meltdown alla Enrico Fermi Nuclear Generating Station per cattivo funzionamento del sistema di raffredamento al sodio. Contaminazione contenuta. Rimessa in funzione nell’ottobre 1970
5 Ottobre 1966 – Detroit (USA). Il nucleo di un reattore sperimentale situato in un impianto vicino a Detroit si surriscalda a causa di un guasto al sistema di raffreddamento.
1967 – Trino Vercellese (Italia). Fessurazione di una guaina d’acciaio di una barra di combustibile con conseguente chiusura della centrale per 3 anni. Per buona parte di questo tempo la centrale ha scaricato nelle acque del Po trizio radioattivo.
1967 – Francia. Fusione di elementi combustibili nel cuore del reattore di Siloe (Grenoble). Ciò provoca la liberazione di Iodio 131 e Cesio 137 nell’acqua di raffreddamento del reattore. Si liberano gas radioattivi nell’aria.
1967 - Pittsburg, Pennsylvania, USA: incidente da irraggiamento
Maggio 1967 – Dumfries and Galloway, Scozia: parziale meltdown
1968 – Den Haag (Olanda). Per un «errore tecnico» si libera nella centrale Up 2 del materiale radioattivo. La radioattività nell’aria della città supera di 100 volte i limiti «accettabili».
1968 - Francia. Il reattore di Monts Arreé si arresta per un incidente. Periodo di riparazione: 3 mesi.
1968 - Un sottomarino nucleare sovietico affonda nel Pacifico
Gennaio 1968 - Chooz (Belgio). Grave incidente nel reattore ad acqua leggera. La riparazione è durata 2 anni e 2 mesi. Nel 1970 il reattore è guasto di nuovo.
21 Gennaio 1968 – Thule, Groenlandia, Danimarca. Quattro bombe nucleari sono distrutte in un incendio dopo che il B-52 che le trasportava si schianta a circa sette miglia a sud ovest della pista della base dell’Air Force di Thule in Groenlandia. Il B-52, proveniente dalla base Plattsburgh dell’Air Force di New York, si schianta dopo che un incendio si era sprigionato nel compartimento dell’ufficiale di rotta. Il pilota stava facendo rotta all’AFB di Thule per provare un atterraggio di emergenza. All’impatto con il suolo, l’aeroplano scoppia in fiamme, bruciando gli involucri esterni dell’alto esplosivo che rivestivano almeno una delle bombe. L’esplosivo detona, spargendo plutonio e altri materiali radioattivi su un’area di circa 280 m. ad entrambi i lati della traiettoria dell’aereo, in pezzi delle dimensioni di un pacchetto di sigarette. Il bombardiere era stato in volo sulla rotta del Circolo Artico nell’ambito dell’operazione di permanente allertamento dello Strategic Air Command, chiamata in codice “Chrome Dome”. Un membro dell’equipaggio rimane ucciso nello schianto. Il governo della Danimarca, che possiede la Groenlandia e proibisce le armi nucleari all’interno e sopra il suo territorio, fece una forte protesta e seguirono grandi dimostrazioni di piazza. L’area venne successivamente bonificata da oltre 500 uomini inviati dalla Danimarca e da 200 militari statunitensi. Degli operatori radar scoprono che una bomba H contrassegnata dla numero 78252 manca: avrebbe attraversato la calotta di ghiaccio e sarebbe precipitata in fondo al Mar Artico. La bomba viene ritorvata a fine mese. Nei venti anni successivi, 100 dei danesi che avevano partecipato all’intervento si ammalano di cancro, altri di gravi malattie tra cui la sterilità. Pochi giorni dopo l’incidente, il segretario della difesa degli Stati Uniti Robert McNamara ordinò la rimozione delle armi nucleari dall’allertamento aereo. Gli allertamenti stessi furono più tardi limitati e poi sospesi del tutto.
10 Marzo 1968 – Oceano Pacifico. Il sottomarino russo K-219 affonda nel Pacifico a 1.200 km. dalle coste di d’Oahu nell’arcipelago delle Hawaii. A bordo ha tre missili nucleari e due siluri a testata nucleare.
Aprile 1968 – Il sottomarino nucleare Scorpion si contra, nel porto di Napoli, sbattendo la poppa e il propulsore nucleare contro una chiatta subito affondata
27 Maggio 1968 – Oceano Atlantico. Un sottomarino statunitense Scorpion con a bordo due siluri a testata nucleare affonda nell’Atlantico, fra i 6 e gli 8 km. a sud ovest delle Azzorre ad una profondità di 3.450 m. Periscono 99 persone.
5 Aprile 1968 - Chelyabinsk-70, Russia: criticità di incidente con uranio in assemblaggio
3 Maggio/Giugno 1968 – La Plata, Argentina: fonte compromessa
27 Maggio 1968 – USA: un sottomarino statunitense con a bordo due siluri a testata nucleare affonda nell’Atlantico
Luglio 1968 - Mediterraneo. La nave cabotiera Scheersberg-A lascia il porto di Anversa per Genova con due tonnellate di uranio a bordo. La nave non arriverà mai in Italia come previsto, ma a Iskenderun, in Turchia, senza il suo carico. Anni più tardi, il proprietario delle nave è ritrovato in una prigione norvegese, dove è stato identificato essere un agente segreto israeliano.
1968 Agosto – Brenìllis (Spagna). La centrale si blocca completamente. La riparazione è durata 3 anni.
6 Ottobre 1968 – Un sottomarino sovietico fa naufragio nelle acque dell’Artico al largo della Penisola di Cola. Pochi mesi prima, un altro era affondato nel Pacifico
10 Dicembre 1968 – Mayak Enterprise, Russia: criticità di incidente con soluzione di plutonio
1969 – Garigliano (Italia). Sette arresti alla centrale per guasti.
1969 – Germania. Per fessurazioni molteplici delle turbine il reattore Gundremmingen sul Danubio viene chiuso per 3 anni.
1969 - Usa. Incendio nel reattore di Rocky-Flats. Durante l’incendio si perde plutonio.
14 Gennaio 1969 - Una bomba cade accidentalmente sul ponte della porta-aerei nucleare USS Enterprise, alias “Big E2, uccidendo 25 marinai e ferendo 85 membri d’equipagio.
21 Gennaio 1969 – Lucens (Vantone di Vaud, Svizzera). Dopo sole 7 ore di funzionamento si ha surriscaldamento con rottura di guaine ed infiltrazione di acqua contaminata nel sotterraneo. La grotta contenente la centrale viene, in seguito, definitivamente murata .
Febbraio 1969 – Borgo Sabotino (Latina – Italia). Arresto della centrale di Borgo Sabotino per mancanza di alimentazione alla strumentazione
Marzo 1969 – Borgo Sabotino (Latina – Italia). Guasto alla centrale.
23 Settembre 1969 - Cina. Esplosione di una bomba termonucleare sotterranea in un poligono nella parte occidentale del paese. Il 28 settembre, un terremoto colpì lo stato di Vittoria, nell’Australia sud-orientale.
2 Ottobre 1969 – Isola Amchitka, Nord Pacifico, Alaska (USA). Test nucleare ad una profondità di 1.220 metri allo scopo di calibrazione strumenti sismici militari
17 Ottobre 1969 – San Laurent des Eaux, Loir-et-Cher, Francia. Un errore nelle procedure adottate per la gestione del combustibile provoca una fusione parziale a un reattore nucleare raffreddato a gas. Parecchi chilogrammi di uranio vanno persi durante un incidente a Saint Laurent des Eaux. Le riparazioni durano quasi un anno per un costo equivalente a 3 miliono di euro.
1970 Australia. Incidente da irradiazione
1970 – Belgio. Altro incidente nel cuore del reattore di Chooz.
1970 – Chicago (Usa). L’impianto Edison perde 200.000 litri di acqua contaminata.
1970 – Usa. Il reattore Dresden 2, da 600 Mw, sfugge completamente al controllo per 2 ore per un guasto ad una apparecchiatura di controllo.
12 Aprile 1970 - Oceano Atlantico. Il sottomarino sovietico K-8, classe Novembre, affonda nell’Atlantico con a bordo due reattori e due siluri a testata nucleare. Muiono 52 persone.
28-30 Maggio 1970 - USA. Esecuzione di test nucleari. Il 31 maggio la città di Chimbote, in Perù, viene devastata da un terremoto che uccide 60.000 persone
18 Dicembre 1970 - Nevada Test Site, Area 8 (USA): test nucleare. Profondità: -273 m. Il test, denominato Baneberry, libera 250 PBq di radioattività attraverso una fessura nelle rocce.
1971 - Chiba, Giappone: fonte compromessa
1971 – Den Haag (Olanda). Rottura di un tubo per il convogliamento di acqua radioattiva.
1971 – Kansas, USA. Si scopre che la miniera di sale scelta per lo stoccaggio delle scorie radioattive, al riparo dell’acqua, è piena di buchi e l’Aec (Ente americano per l’energia nucleare) è costretto a improvvisare dei piani di stoccaggio in superficie.
1971 – Francia. Fournier rivela in «Charlie Hebdo» n. 14 che un tecnico del centro nucleare di Saclay ha tentato, due anni prima, di suicidarsi dando fuoco al laboratorio in cui lavorava.
4 Febbraio 1971 - USA: incidente da irradiazione
15 Febbraio 1971 – Kurtchatov, Russia: criticità di incidente con uranio
26 Maggio 1971 – Kurtchatov, Russia: criticità di incidente con uranio in acqua
6 Novembre 1971 - Isola Amchitka, Nord Pacifico, Alaska (USA). Test nucleare ad una profondità di 1.800 metri con una potenza di 5 megaton per il collaudo delle testate dello Spartan, missile a lunga gittata pronto a partire in ogni momento – per l’intercettazione degli ICBM della Repubblica Sovietica – dai silos dislocati sul territorio statunitense negli anni durante il periodo della guerra fredda.
19 Novembre 1971 - Monticello, Minessota, USA. Nella centrale nucleare, un sebatoio d’acqua deborda, versando 190 metri cubi di acqua contaminata nel Missisipi. Delle materie radioattive entreranno nel sistema di canalizzazione delle acque di St. Paul.
12 Dicembre 1971 -New London, Connecticut, USA. Nel fiume Tamigi si disperdono 1.900 litri d’acqua contaminata derivante dall’acqua di raffreddamento radioattiva trasferita dal sottomarino americano USS Dace al sottomarino USS Fulton.
1972 – Francia. Due militanti del gruppo ecologico «Survivre et vivre» scoprono che più di 500 fusti di residui radioattivi su 18.000 conservati all’aperto al centro di ricerche nucleari di Saclay, hanno larghe fenditure che lasciano così sfuggire la radioattività.
1972 – Francia. Un operaio portoghese che non conosce i segnali di pericolo lavora parecchie ore in una sala irradiata del centro di Saclay e resta irradiato oltre i limiti di guardia.
1972 - Francia. Ancora al centro di Saclay sfuggono dieci metri cubi di liquidi radioattivi.
1972 – West Valley, New York, USA. Dopo 6 anni di funzionamento viene chiusa la fabbrica di ritrattamento dei combustibili nucleari. Restano dei serbatoi contenenti 2.300 metri cubi di scorie altamente radioattive. In seguito si scopriranno contaminati i laghi Erie e Ontario.
1972 – Usa. Due lavoratori nell’impianto di Surry muoiono per l’esplosione dei tubi difettosi di un sistema di sicurezza mentre li stanno ispezionando.
1972 – Bulgaria: esposizione radioattiva autoinflitta
Marzo 1972 – Alaska, USA. Un controllo di routine in una centrale nucleare rileva la presenza di radioattività nella rete di acqua del fabbricato (con i punti di acqua potabile) interconnesso con un sebatoio di 11 metri cubi di scorie radioattive.
Dicembre 1972 – Pauling, New York, USA. Un grave incendio e due esplosioni in una fabbrica di Plutonio, provocano la contaminazione del complesso industriale e del suolo, causandone la chiusura defintiva.
1973 - Hanford (Usa). La Aec (Ente americano per l’energia nucleare) ammette che nei 15 anni precedenti si sono verificati 15 incidenti in cui si sono liberati liquidi radioattivi per un totale di 1.600.000 litri .
Marzo1973 – Chinon (Francia). Arresto definitivo della centrale nucleare di Chinon I, dopo soli 11 anni di funzionamento. Di fatto la centrale ha mosso le turbine per 43.000 ore, ossia per 5 anni.
Aprile 1973 – Isole Hawaii (USA). Fuga radioattiva nel sottomarino statunitense Guardfish alle Hawaii. Cinque marinai dell’equipaggio vengono contaminati dalle radiazioni.
Settembre1973 - La Hague (Francia). Fuga di gas radioattivo: 35 lavoratori sono contaminati di cui 7 gravemente.
Settembre 1973 – Windscale (GB). Nell’officina di ritrattamento si ha un rigetto di radioattività: 40 lavoratori sono contaminati.
6 Ottobre 1973 – Guerra dello Yom Kippur. Durante la crisi Nixon dichiara l’allerta nucleare per il mondo, che cessa con la fine della crisi.
Novembre 1973 - Hanford (Usa). Si ha la diciassettesima fuga di liquidi radioattivi. Gli accumuli di plutonio in una fossa vicino alla città sono così grandi da rendere possibile una reazione a catena.
Dicembre 1973 – Usa. Su 39 reattori, 13 sono fuori servizio. Brown’s Ferry lavora al 10%, Peach Botton al 2%, Connec 2 al 20%.
1973 – Den Haag (Olanda). 35 addetti agli impianti sono intossicati (7 in modo molto grave). Nubi di gas radioattivo si diffondono per 15 minuti sulla campagna.
1974 - Giappone. Il Giappone costringe gli USA a ritirare dai propri porti i sommergibili atomici perchè risultati radioattivi ed inquinanti. I dati forniti dalla U.S. Navy erano falsificati e i prelievi avvenivano in altre zone
1974 – Usa. Da un’inchiesta risulta che più di 3.700 persone che avevano accesso ad armi atomiche hanno dovuto essere licenziate. Motivi: demenza, decadimento intellettuale, alcolismo.
1974 - Shevcenko (URSS). Reazione tra il sodio (usato come liquido refrigerante) e l’acqua con generazione di idrogeno e soda caustica (che a sua volta corrode il circuito di trasporto del fluido). Il risultato è una grossa esplosione.
1974 - Usa. Una nube radioattiva di trizio si forma per una fuga di gas da un condotto della centrale di Savannah Mirex, in Carolina. La nube va lentamente alla deriva ad una altezza di 70 metri .
1974 - Francia. A 60 anni dall’avvio di una fabbrica di radio, nonostante il suo smantellamento, si libera ancora una radioattività significativa. L’acquirente del terreno di Gyf-sur-Yvette sul quale la fabbrica è situata scopre in vari punti fonti radioattive che superano 50 volte la dose massima consentita.
1974 – Belgio. L’acqua della condotta Visé, captata nel Pletron, contiene da 2 a 3 volte più radon 22 (gas radioattivo) del massimo ammesso per una popolazione adulta vicina ad una centrale.
24 Febbraio 1974 - La Maddalena, Italia. Sostituiti improvvisamente i marinai statunitensi imbarcati sulla nave-balia “Gilmore” (nave-appoggio-officina affiancata agli Hunter Killer, i sommergibili d’attacco) a causa di una contaminazione radioattiva
22 Marzo 1974 – La Maddalena, Italia. Il giornale “Il Messaggero” parla di tracce di cobalto 60 nelle acque del golfo de La Maddalena
Aprile 1974 – Austria. Qualcuno contamina volontariamente il treno Vienna-Linz con Iodio 131 e Iodio 113. Dodici persone vengono ricoverate. Gli autori dell’attentato non sono mai scoperti.
Aprile 1974 – La Maddalena, Italia. I dati del CNEN evidenziano, fin dal 1972, un aumento della diffusione del cobalto e del manganese, attribuibili ai sommergibili, nel golfo de La Maddalena
Maggio 1974 – Casaccia (Italia). Si spacca un recipiente contenente plutonio. Non si sa altro.
18 Maggio 1974 – India: primo test nucleare nel poligono di Kophkran – Rajastan.
28 Maggio 1974 - Usa. L’Usaec comunica che 861 anomalie si sono prodotte nel 1973 nei 42 reattori in funzione; che 371 avrebbero potuto essere serie e che 18 lo furono realmente (di cui 12 con fuga di radioattività)
Giugno 1974 - Parsippany, New Jersey, USA: incidente da irradiazione
29 Novembre 1974 – Sardegna, Italia. Il settimanale corso Kirn denuncia il ritrovamento di rifiuti radioattivi sotterrati a S. Stefano e individuati con rilevatori geiger. Il giorno successivo i Comandi militari americani rassicurano: «Ci sono, ma non sono pericolosi».
Inverno 1974/75 – Leningrado (ora San Pietroburgo), URSS. Una serie di incidenti viene segnalata nell’inverno tra il 1974 e il 1975 presso la centrale nucleare di Leningrado, in Unione Sovietica. Tre morti accertati.
1974/1976 – USA: incidente radioterapico
1975 – Tucuman, Argentina: incidente radioterapico
1975 – Brescia, Lombardia, Italia: incidente da irraggiamento alimentare
Gennaio 1975 – Usa. Viene ordinata la chiusura di 23 reattori per guasti nel sistema di raffreddamento, vibrazioni anormali e piccole fughe di gas radioattivo
22 Marzo 1975 – Brown’s Ferry, Decatur, Alabama (Usa). Per cercare la presenza di correnti d’aria nella cabina di comando della centrale. viene usata una candela che, a sua volta, appicca il fuoco a tutti i cavi elettrici. Si bloccano tutti i sistemi di sicurezza. Si riesce a rimediare fortunosamente (per un resoconto più dettagliato di questo grave incidente vedi il «Corriere della sera» del 2/7/1977, p. 3.). Secondo il calcolo delle probabilità questo tipo di incidente può verificarsi in un caso su mille miliardi!
22 Settembre 1975 – Ionio meridionale, Italia. La portaerei americana Kennedy si scontra con
l’incrociatore americano Belknap a duecento miglia da Taranto, nello Ionio meridionale. Scoppia un incendio che sfiora letestate nucleari dei missili Terrier e parte uno dei più alti livelli di SOS nucleare, denominato ‘broken arrow’. L’incidente è reso noto solo nel 1989. “Se le fiamme avessero raggiunto le testate le possibilità sarebbero state due: o le testate atomiche sarebbero esplose con effetti facilmente immaginabili, oppure la nave sarebbe affondata in zona frequentata dai pescherecci italiani, con conseguenze ambientali molto gravi” (William Arkin, esperto di
questioni militari).
Ottobre/Novembre 1975 – Apra Harbor, isola di Guam. Il sommergibile USS Proteus scarica in mare acqua di raffreddamento radioattiva.
19 Novembre 1975 – Gundremmingen, Germania. Muoiono 2 operai nel reattore di Gundremmingen. I due dovevano riparare una valvola, ma all’improvviso escono 4 litri di vapore radioattivo ad una pressione di 60 atmosfere e ad una temperatura di 270°C. Nessuna possibilità di salvezza per i due.
22 Novembre 1975 – Italia. Due navi americane, la portaerei J.F.Kennedy e l’incrociatore Belknap, a bordo della quale vi erano armi nucleari, (come testimonia l’allarme in codice “broken arrow” che fu lanciato dal comandante della sesta flotta americana e che indica appunto un incidente che vede coinvolte armi nucleari) si scontrano al largo della Sicilia. La Belknap prende fuoco e viene gravemente danneggiata, ma l’incendio è fermato a pochi metri dal magazzino che contiene le armi atomiche.
7 Dicembre 1975 – Lubmin (Repubblica Democratica Tedesca). Un cortocircuito nell’impianto della Centrale di Lubmin, sul litorale baltico nella Germania Orientale, provoca una parziale fusione del nucleo del reattore.
1976 – Largo della Sicilia, Italia. Scontro tra due navi statunitensi (portaerei J.F.Kennedy ed incrociatore Belknap, entrambe dotate di armi nucleari) durante un’esercitazione al largo della Sicilia, con rischio di grave incidente nella Santa Barbara nucleare. In quell’occasione fu lanciato l’allarme Broken Arrow, il più grave secondo la classificazione USA.
1976? - USA: incidenti da fluoroscopio
1976 - Windscale (GB). Il reattore contamina di Iodio 131 centinaia di miglia di territorio.
1976 Gennaio – Gundremmingen, Germania. La neve caduta in abbondanza spezza le linee elettriche che convogliano l’energia prodotta nel reattore. Il reattore spento con la procedura d’emergenza, e soggetto ad una importante pressione interna, non previene l’apertura delle valvole di sicurezza e la liberazione di vapore radioattivo.
1 Febbraio 1976 - La Madalena, Italia. Secondo la stampa locale, si sarebbero registrati a La Maddalena cinque casi di cranioschisi nelle nascite degli ultimi tempi. La pesante incidenza della mortale malformazione cranica dei neonati è imputabile ad agente esterno, tra i quali si affaccia l’ipotesi della radioattività.
27 Luglio 1976 – USA. Esplosione di una carica da 20-150 chilotoni nel sottosuolo del Nevada. Il giorno seguente, la città di Tang-shan (Cina) e 800.000 persone furono distrutte da un sisma che fu valutato di magnitudine 8,2 nella scala Richter.
13-15 Settembre 1976 - URSS. Esecuzione di test nucleari sotterranei. Il 16 settembre un terremoto (7,7 Richter) rade al suolo la città iraniana di Tabas, causando 25.000 vittime
22 Settembre 1976 – Comunicato stampa del Comando Marina italiano di La Maddalena diramato nella serata. Il RAY è entrato nella rada della Maddalena il mattino di oggi per riparazioni nella parte prodiera dello scafo. L’autorità militare italiana conferma che l’incidente non avrebbe impegnato l’apparato di propulsione e che non sussisterebbe pericolo di inquinamento marino. Rispondendo ad un cronista locale, il Commodoro Shelton, comandante della base americana di La Maddalena, afferma che il RAY, con un solo ferito, sarebbe giunto a S. Stefano nella tarda serata di mercoledì 21. Appare clamorosa la contraddizione con la nota della Marina Italiana sulla data di arrivo a S. Stefano del RAY.
Ottobre 1976 -Tallin (Urss). Salta in aria una centrale atomica sotterranea: almeno cento persone muoiono. Le autorità sovietiche negano, ma dopo il 25 ottobre, e per una settimana almeno, un quotidiano russo pubblica una decina di necrologi ogni numero (Per un resoconto più dettagliato di questo incidente vedi «Panorama» de 30/11/1976, p. 145.).
1977 – Atucha, Argentina: incidente radioterapico
1977 – La Plata, Argentina: incidente radioterapico
1977 - Rockaway, New Jersey, USA: incidente da irradiazione
1977 – Bulgaria. Nella centrale di Klozodiy, a causa di un terremoto, salta la strumentazione di controllo del reattore. I tecnici riesconoa fermare la reazione
22 Febbraio 1977 – Jaslovské Bohunice, Cecoslovacchia: incendio
Aprile 1977 - El Ferrol (Spagna). Fuga radioattiva. Più di 100 persone contaminate.
7 Luglio 1977 – USA. Gli Stati Uniti annunciano di aver testato una bomba a neutroni. La decisione del presidente Jimmy Carter sarà disapprovata dalla popolazione ed il programma sarà abbondanato nell’aprile 1978.
8 Settembre1977 – Kamchatka, Russia. Il sottomarino sovietico K-171 sgancia accidentalmente un’ogiva nucleare. Una vasta ricerca con diverse navi ed aerei, ne permette il ritrovamento.
22 Settembre 1977 – Sardegna, Italia. Il sommergibile d’attacco Ray del X squadrone della VI flotta Usa urta contro il fondale nel sud della Sardegna. Secondo il Pentagono non ci sarebbero stati danni al propulsore atomico e l’hunter killer avrebbe raggiunto la base di La Maddalena per le necessarie riparazioni. L’incidente mette a nudo la
La Marina italiana, solo a distanza di 48 ore, ha modo divisionare il danno. Eclatante la violazione degli accordi
internazionali secondo i quali i soccorsi e le riparazioni ai natanti con motori atomici, devono avvenire al largo delle coste, in acque internazionali.
1978 – Canada. Il satellite Cosmos 954, un satellite Rorsat sovietico, con materiale radioattivo a bordo, cade per avaria spandendo i suoi pezzi su una vasta porzione dei Territori del Nordovest canadesi, provocando un livello misurabile di inquinamento radioattivo. Fortunatamente la zona era pressoche` disabitata, ma l’URSS dovette risarcire al Canada le spese sostenute per la ricerca e l’eliminazione dei frammenti inquinanti
1978 – Buenos Aries, Argentina: incidente da esposizione a fonte industriale
24 Gennaio 1978 – Canada. Il satellite di sorveglianza sovietico a propulsione nucleare Cosmos 954 si sfracella al suolo. Una grande quantità di materiale si spande su una superficie di circa 124.000 kmq in una zona che si estende dal grande lago di Esclaves fino a nord di Alberta e della provincia di Saskatchewan.
Maggio 1978 – Caorso (Italia). Il giorno del collegamento della centrale con la rete elettrica (26 maggio ’78) si hanno fughe limitate nel reparto turbine dovute a valvole che non tengono ed ai cattivi calcoli di progettazione delle strutture portanti, come i tiranti che sostengono i tubi del gas radioattivo
5 Maggio 1978- Setif, Algeria: fonte radiografica compromessa
22 Maggio 1978 - Puget Sound, Washington, USA. A bordo del sommergibile nucleare USS Puffer, viene aperta una valvola per errore, rilasciando 1.900 litri di acqua radioattiva.
25 Luglio 1978 - La Maddalena, Italia. Il “Corriere della sera”, in un articolo firmato da Gianfranco Ballardin, rivela che i dati della radioattività nell’arcipelago maddalenino, nei mesi da luglio ad ottobre 1977, hanno registrato un brusco aumento. Nelle acque di La Maddalena sarebbero state trovate tracce anche di cobalto 58 e di cobalto 60, come di radio-nichel, di radio-zinco e di radio-ferro.
5 Agosto 1978 – La Maddalena, Italia. Secondo il Presidente del CNEN il brusco aumento di radioattività nelle acque dell’arcipelago maddalenino, per quel periodo oggetto delle rivelazioni riportate dal “Corriere della sera” (25 luglio 1978), sarebbe stato riscontrato anche in altre località e sarebbe attribuibile alle ricadute delle esplosioni nucleari in atmosfera effettuate dalla Cina
13 Dicembre 1978 – Siberian Chemical Combine, Russia: criticità di incidente con soluzione di plutonio
1979 – Parana, Argentina: incidente radiografico
1979 - Montpelier, Francia: incidente da irradiazione
1979 – Francia: assalto radiologico
28 Marzo 1979 – Middletown, Pennsylvania, USA: parziale meltdown
28 Marzo 1979 – Three Mile Island (Harrisburgh, Usa) (scala Ines 5). Il surriscaldamento di un reattore, a seguito della rottura di una pompa nell’impianto di raffreddamento, provoca la parziale fusione del nucleo rilasciando nell’atmosfera gas radioattivi pari a 15mila terabequerel (TBq). Vengono evacuate 3.500 persone.
5 Giugno 1979 – Los Angeles, California, USA: fonte compromessa
16 Luglio 1979 – Church Rock, Nuovo Messico, USA. Le pareti di un bacino di scorie radioattive si rompono, lasciando fuoriuscire una grande quantità di scorie.
7 Agosto 1979 – Erwin, Tennessee (USA). La fuoriuscita di uranio arricchito da una installazione nucleare segreta provoca la contaminazione di oltre 1.000 persone. Vengono registrati nella popolazione valori di radioattività fino a cinque volte superiori alla norma.
22 Settembre 1979 – Oceano Indiano. Senza preavviso, al largo di Capo Buona Speranza ha luogo un’esplosione nucleare. Persone bene informate pensano che sia stato un test israeliano con l’assistenza del SudAfrica.
29 Settembre 1979 – Tucson, Arizona, USA. Il governatore Bruce Babbitt ordina alla Guardia Nazionale di “pulire” la fabbrica American Atomics, che, secondo lui, aveva delle fughe. Nella cucina della scuola pubblica situata di fronte, 300.000 dollari di cibo erani stati contaminati da Tritio radiaottivo; i dolci al cioccolato avevano 56 nCi per litro, due volte e mezzo il limite di sicurezza.
9 Novembre 1979 – USA. L’attacco simulato di un missile americano mette in moto accidentalmente un sistema di prevenzioneche imbroglia gli operatori. Nei 6 minuti necessari aad accorgersi dell’errore, erano già in fase di decollo i caccia dalle basi americane e canadesi.
1980 – Garigliano (Caserta – Italia). Ennesimo incidente nella centrale del Garigliano dovuto alle infiltrazioni di acqua di falda nei sotterranei della centrale dove c’erano i contenitori di stoccaggio delle resine provenienti dal sistema di purificazione delle acque del reattore della centrale. L’incidente provoca la fuoriuscita di ingenti quantità di materiale radioattivo (in particolare Cesio 137, Cesio 134 e Cobalto 60). Qualche giorno dopo l’incidente si registra la morte di 25 bufale che avevano pascolato in aree sommerse dal fiume e la moria di grossi pesci lungo il tratto di mare ove sfocia il fiume Garigliano.
1980 - Shanghai, Cina: incidente da irradiazione
1980 - Texas, USA: incidente radioterapico
13 Marzo 1980 - Loir-et-Cher, centrale nucleare di Saint-Laurent, Francia. Un incidente porta alla fusione di due elementi combustibili del reattore A2, filiera UNGG (uranio nucleare, grafite, gas), potenza 515 MWe. La placca metallica di contegno dei sensori del reattore, in seguito a fenomeni di corrosione, ostruisce una dozina di canali di blocco della grafite, impedendo così un buon raffreddamento del nocciolo e provocando la fusione di due elementi combustibili. Gravemente danneggiato, il reattore resta indisponibile per circa due anni e mezzo. E’ il più grave incidente riferito ad un reattore francese (livello 4 scala INES)
3 e 6 Giugno 1980 – Località sconosciuta, USA. Un allarme indicante un massiccio attacco missilistico sovietico viene registrato da un computer per le comunicazioni connesso al NORAD. Dopo una rapida consultazione per la valutazione della minaccia, 100 B-52 armati nuclearmente vengono messi in allerta per decollo imminente. L’errore viene individuato, ma lo stesso computer lancia un identico allarme tre giorni dopo il 6 giugno 1980. Viene nuovamente radunata una consultazione per valutare la minaccia e 100 B-52 armati nuclearmente vengono messi in allerta per il decollo. Il problema viene successivamente individuato in un difetto di un circuito integrato del computer, che produceva a caso cifre che rappresentavano il numero dei missili individuati.
24 Giugno1980 – Nevada Test Site (USA): test nucleare (Huron King). Il test sotterraneo nucleare Huron King fu patrocinato dal DOD (Department of Defense). Il test coinvolse un dispositivo di circa 20 Kilotoni e testò gli effetti dell’impulso elettromagnetico generato (SGEMP) su un satellite di comunicazione militare funzionante in larga scala DSCS-3. Il dispositivo spaziale venne contenuto in un grande carro corrazzato.
23 Agosto 1980 – Giappone. Un sottomarino nucleare sovietico prende fuoco al largo del Giappone e trasmette per radio una richiesta di aiuto. Il bilancio dei giapponesi parla di 9 morti e 3 feriti. Restano molti misteri sulla dinamica dell’incidente
19 Settembre 1980 – I vapori del combustibile provenienti da un missile balistico intercontinentale Titan II (ICBM “Intercontinental Ballistic Missile”) fanno saltare in aria, nella base di lancio del missile, la porta da 740 tonnellate di calcestruzzo e acciaio e catapultare la testata del missile nucleare a circa 185 m. di distanza. L’incidente accade quando un addetto alle riparazioni dell’Air Force lascia cadere una pesante chiave inglese e questa colpisce il missile, causando una crepa nella cisterna di carburante pressurizzato del missile. Il carburante prende fuoco e esplode dopoe 8 ore e mezza , uccidendo una persona e ferendone altre ventuno. Il veicolo di rientro del missile, che conteneva una testata nucleare, fu ritrovato intatto.
30 Settembre 1980 – Iraq. Un caccia F4 iraniano bombarda il centro di ricerca nucleare iracheno di Osirak
Dicembre 1980 – Colorado, USA. Un rimorchio del Dipartimento dell’Energia che trasporta plutonio da Richland, Washington, nel New Messico, si capovolge sulla strada ghiacciata dell’Interstatale 25 vicino Fort Collins, Colorado.
1981 – Buenos Aires, Argentina: incidente da irradiazione
1981 - La Hague, Francia. Incendio in un silo nella fabbrica di ritrattamento. Livello 3, scala INES
Marzo 1981 -altre fonti riportano gennaio 1981 - Tsuruga (Giappone). 280 persone vengono contaminate a causa di una fuga di residui radioattivi nella centrale di Tsuruga, in Giappone. Un mese dopo le autorità comunicano che 45 operai sono stati esposti a radioattività nel corso delle operazioni per la riparazione della centrale.
9 Marzo 1981 – Mar della Cina. Il sottomarino nucleare Usa “George Washington” sperona nel Mar della Cina la nave da guerra giapponese “Nisso Maru” e la affonda
2 Aprile 1981 – Saintes, Francia: incidente da irradiazione
10 Luglio 1981 - La Maddalena, Italia. Dopo quasi cinque anni ancora un caso di cranioschisi a La Maddalena. Rimane l’ipotesi della radioattività per la presenza dei sommergibili nucleari statunitensi nelle acque del golfo de La Maddalena
29 Luglio 1981 – Tulsa, Oklahoma, USA: intenzionale autoesposizione a fonte industriale radiografica
Ottobre 1981 – Svezia. Un sottomarino nucleare sovietico si arena in una zona militare segreta nelle acque territoriali svedesi
1982 – Garigliano (Caserta – Italia). Si contano al 1982, 18 incidenti alla centrale di Garigliano, di cui il primo fu ufficialmente denunciato solo nel 1980.
1982 – La Plata, Argentina: incidente radioterapico
1982 – USA. Nella centrale di Giuna, uno dei tubi del sistema refrigerante sì fessura e scarica acqua bollente radioattiva.
1982 USA. Dopo l’incidente di Giuna si scoprono in altre sette centrali oggetti di metallo dimenticati nei condotti. Molti impianti sono così fermati perché ritenuti poco sicuri.
2 Settembre 1982 - Kjeller, Norvegia: autoclavatura
1983 – Cade in oceano un missile sovietico contenente materiale radioattivo
23 Settembre 1983 – Constituyentes, Argentina: criticità di incidente con uranio in acqua
Novembre 1983 - Sellafield (Gran Bretagna). Lo scarico di liquidi radioattivi nel Mare d’Irlanda provoca la reazione di cittadini ed ecologisti, che sollecitano la chiusura della centrale nucleare di Sellafield, in Gran Bretagna.
6 Dicembre 1983/Febbraio 1984 – Ciudad Juarez, Messico: dispersione di fonte radiografica compromessa
1984 – Ungheria: spegnimento in emergenza di uno dei reattori di Paks
1984 – Mendoza, Argentina: incidente radiografico
10 Gennaio 1984 – Warren AFB, Cheyenne, Wyoming, USA. La Warren Air Force Base a Cheyenne, nello stato americano del Wyoming, registra un messaggio che uno dei suoi missili balistici intercontinentali Minuteman III è pronto al lancio, dalla sua base sotterranea, a causa di un malfunzionamento del computer. Per prevenire il possibile lancio, un mezzo corazzato viene sistemato sulla sommità della base sotterranea di lancio
Marzo 1984 – Casablanca, Marocco: fonte radiografica compromessa
21 Marzo 1984 – Giappone. Collisione tra un sottomarino nucleare sovietico e la portaerei americana “Kitty Hawk” al largo delle coste giapponesi
24 Marzo 1984 – Iran. Caccia iracheni conducono un raid aereo sulla centrale iraniana di Bushehr
Settembre 1984 – Unione Sovietica. Prende fuoco un sommergibile nucleare sovietico ma riesce a raggiungere la base
1985 - Cina: incidente di acceleratore
1985 - Cina: incidente radioterapico
1985 -Cina: incidente da irradiazione
1985 – Odessa, Texas, USA: incidente da irradiazione
3 Gennaio 1985 - Marietta, Georgia, USA: incidente radioterapico
10 Febbraio 1985 – Germania Ovest. Un misile americano Pershing 2 prende fuoco a Heilbronn, scagliando dei frammenti roventi del missile fino a 228 m. da uno stock di testate nucleari.
12 Febbraio 1985 – Iran. Caccia iracheni conducono un raid aereo sulla centrale iraniana di Bushehr
4 Marzo 1985 – Iran. Caccia iracheni conducono un raid aereo sulla centrale iraniana di Bushehr
26 Luglio 1985 – Hamilton, Ontario, Canada: incidente radioterapico
10 Agosto 1985 – Baia di Chazma, Vladivostok, URSS. Un’esplosione devasta il sottomarino sperimentale (progetto 570) atomico sovietico Shkotovo-22: muoiono dieci membri dell’equipaggio esposti alle radiazioni. Furono misurati più di 100.000 Ci di radioattività. I duemila abitanti della baia non furono mai evacuati. Il sottomarino, con i suoi materiali radioattivi, giace in fondo alla baia, sotto diversi metri di sedimenti
Settembre 1985/6 Gennaio 1986 – Yakima, Washington, USA: incidente radioterapico
Metà anni ’80 - Scienziati sostengono che i test nucleari in Nevada (circa 240) potrebbero aver provocato negli USA 50.000 casi di cancro alla tiroide, dopo che le mucche da latte e bestiame da allevamento furono contaminati da Iodio radioattivo, passando la radiazione agli uomini attraverso latte e carne. Il governo britannico rivela di aver condotto esperimenti con radiazioni sulla propria popolazione per almeno 40 anni. Similmente come in America, ignari cittadini sono stati alimentati alimentati con cibo contaminato, intriso di isotopi. Anche in Australia centinaia di cittadini sono stati coinvolti in esperimenti radioattivi che dal dopoguerra sono proseguiti fino al 1960. Acuni esperimenti comportavano l’iniezione di ferro radioattivo negli ovini che venivano in seguito uccisi e dati da mangiare a “volontari”; venne anche iniettato iodio radioattivo a 5 donne incinte per studiare il tracciato cardiaco
1986 - Kaifeng City, Cina: incidente da irradiazione
1986 – Gran Bretagna: incidente radioterapico
6 Gennaio 1986 - Oklahoma (USA). Un operaio muore e altri 100 restano contaminati a seguito di un incidente che si sviluppa in una centrale atomica in Oklahoma, negli Stati Uniti.
21 Marzo/11 Aprile 1986 – Tyler, Texas, USA: incidente radioterapico
26 Aprile 1986 - Chernobyl (Ucraina) (scala Ines 7). L’incidente nucleare in assoluto più grave di cui si abbia notizia. Il surriscaldamento provoca la fusione del nucleo del reattore e l’esplosione del vapore radioattivo, che sotto forma di una nube pari a un miliardo di miliardi di Becquerel si disperde nell’aria. Centinaia di migliaia di persone, soprattutto nella vicina Bielorussia, sono costrette a lasciare i territori contaminati. L’intera Europa viene esposta alla nube radioattiva e per milioni di cittadini europei aumenta il rischio di contrarre tumori e leucemia. Non esistono ancora oggi dati definitivi sulle migliaia di vittime ricollegabili alla tragedia.
4 Maggio 1986 – Hamm-Uentrop, Germania: un esperimento in un impianto da 300 megawatt THRT-300 PBMR (reattore a letto di sfere) nella Germania Ovest causa la fuoriuscita di materiale radioattivo dopo che uno dei letti di sfere viene immesso nel condotto utilizzato per portare carburante al reattore. Il tentativo di rimuovere l’ostruzione creatasi danneggia il condotto e causa il rilascio di radionuclidi. Radiazioni sono misurate per circa due chilometri intorno al reattore.
3/6 Ottobre 1986 – Oceano Atlantico. In seguito ad un incendio il sottomarino K-219, classe OTAN Yankee, affonda nell’Atlantico con 34 testate nucleari a bordo a 644 km ad est delle Bermude. L’equipaggio, prima dell’affondamento del 6 Ottobre, riesce ad evitare la fusione del nocciolo che, in caso contrario, avrebbe potuto contaminare la costa Est degli Stati Uniti e del Canada. Il relitto a tutt’oggi contiene ancora il reattore nucleare.
1987 – Zhengzhou City, Cina: incidente da irradiazione
17 Gennaio 1987 – Yakima, Washington, USA: incidente radioterapico
Luglio/Settembre 1987 – Koko, Nigeria: esposizione radiologica ad un basso livello di scorie
12/29 Settembre 1987 - Goiania, Goias, Brasile: dispersione accidentale di fonte radiografica compromessa con dispersione di polvere di cesio 137 in un’ampia area urbana con gravi conseguenze per i residenti. un apparecchio di radioterapia, abbandonato in un vechhio ospedale, viene recuperato da robivecchi per la vendita a peso. Il Cesio 137, prodotto attivo dell’apparecchio, si disperde. La gente vi gioca, attirata dal colore blu che emette. Almeno 4 persone muoiono entro 75 giorni dal ritrovamento, 249 presentano importanti contaminazioni, 49 vengono ospedalizzate (di cui 21 in reparti di cure intensive) e 600 persone, nel 2003, sono ancora sotto sorveglianza medica (livello 5, scala INES)
21 Settembre 1987 – Sardegna, Italia. Affonda, nei pressi di Capo Spartivento, la nave RIGEL sospettata di trasportare scorie di uranio.
17 Novembre 1987 – Iran. Caccia iracheni conducono un raid aereo sulla centrale iraniana di Bushehr
17 Dicembre 1987 - Biblis, Germania. Incidente a livello 2 della scala INES. Rivelato solo un anno dopo in un articolo della rivista specializzata americana, Nucleonic Weeks
1988 – In extremis un missile sovietico contenente materiale radioattivo viene spostato su un’orbita più elevata per non correre il rischio di cadere sulla terra
1988 – Zhao Xian, Cina: incidente da irradiazione
1988 – Exeter, Gran Bretagna: incidente radioterapico
1988 – Olanda: infiltrazione in uno dei reattori della stazione nucleare di Dodewaard
1988 – Spagna: problema tecnico nello stabilimento di Almaraz
1988 – Spagna: incendio nella stazione di Valdellos
23 Luglio 1988 – Giappone. Il sottomarino nucleare giapponese “Nadashio” entra in collisione con un peschereccio che affonda: trenta morti
Agosto 1988 – Pacifico Giapponese. Il sommergibile nucleare peruviano “Pacocha” urta un peschereccio giapponese nel Pacifico e affonda: sette morti
5 Novembre 1988 – Mururoa. La Francia realizza nelle acque dell’atollo di Mururoa un’esplosione nucleare di 50 chilotoni. Il giorno successivo, un violento terremoto (7,6 Richter) sconvolge la provincia cinese dello Yunnan, facendo circa 600 vittime.
23 Novembre 1988 – La Maddalena, Italia. Un fonogramma della USL n°1 di Sassari annuncia l’allarme nucleare a La Maddalena. La rete di rilevamento locale avrebbe registrato un salto di quattro punti di radioattività. Si appura immediatamente che si tratta di un falso allarme dovuto al sistema di rilevamento andato in “tilt”. Il fisico Prof. Ladu dichiara inaffidabile il sistema di sorveglianza e di allarme in servizio nell’arcipelago maddalenino.
26 Novembre 1988 – La Francia realizza nelle acque dell’atollo di Mururoa un’esplosione nucleare di 50 chilotoni. Un terremoto (6 Richter) colpisce il Canada e gli Stati Uniti del Nord-Est il giorno seguente
7 Dicembre 1988 -Circolo polare artico. L’URSS fadetonare una bomba nucleare di potenza stimata fra i 20 ed i 150 chilotoni in una base del circolo polare artico. Il 7 dicembre, l’Armenia è squassata da un terremoto (6,9 Richter) che uccide 60.000 persone e lascia mezzo milione di senzatetto.
1989 – Mondo: almeno 25 incendi sono scoppiati a bordo di sottomarini nucleari nel mondo
1989 - Finlandia: avaria al sistema di controllo nella stazione di Olkiluoto
1989 – Beijing, Cina -incidente da irradiazione
1989 – Cina: incidente radiografico
22 Gennaio 1989 – Kazakistan. Una esplosione sperimentale (20-150 chilotoni) viene effettuata nel Kazakistan nordorientale; il giorno successivo un terremoto nel Tajikistan sovietico fa più di 200 morti.
5 Febbraio 1989 – San Salvador, El Salvador: incidente da irradiazione
Aprile 1989 – Norvegia. Un sottomarino nucleare sovietico prende fuoco al largo della costa settentrionale della Norvegia: nel rogo muoiono 42 persone
6 Maggio 1989 – Greenpeace e l’Università di Bologna presentano un dossier che documenta 1.276 incidenti a sommergibili e navi militari. I dati, attinti direttamente dalla documentazione del Congresso Usa. riferita al periodo compreso tra il 10 aprile 1963 e il 30 ottobre 1986, rilevano gli incidenti gravi a sottomarini nucleari: 7 sovietici, 7 statunitensi, 4 francesi, 3 britannici. In 5 casi l’incidente si è concluso con l’affondamento. Negli altri casi si sono
verificati incendi, esplosioni e inquinamento radioattivo dei mari. Dall’inchiesta risultano 50 atomiche finite in fondo al mare. Costituisce un serio allarme per le istituzioni democratiche e per la popolazione constatare che nessuno di questi incidenti è statorivelato al Parlamento ed alla pubblica opinione dal Governo o dalle autoritàmilitari.
16 Luglio 1989 – Norvegia. Un sottomarino nucleare sovietico prende fuoco al largo delle coste norvegesi: è il terzo incidente dello stesso tipo nella stessa zona in meno di quattro mesi
19 Ottobre 1989 – Vandellos, Spagna. Alle ore 21,39 nella sala delle turbine della centrale nucleare, si ha un inizio di incendio che provoca indirettamente un allagamento ed un danneggiamento di differenti sistemi, fra cui il refrigeratore del reattore. Questo incidente è classificato a livello 5 della scala INES.
24 Novembre 1989 - Greifswald, Germania Est: incendio
1990 – Francia: scoperti 5 m/c d’acqua radioattiva presso la stazione nucleare di Fessenheim
1990 – Francia: avaria nelle tubature della stazione nucleare di Gravelines
1990 – Francia: il reattore di Creys-Malville viene spento per infiltrazione di sodio
1990 - Francia: vengono contaminati 2 operai nella stazione nucleare di Blayais
1990 – Gran Bretagna: Infiltrazione di sodio nel reattore di Dounreay
1990 - Spagna: infiltrazione d’acqua in parti dell’impianto nucleare di Ascò
1990 – Germania: infiltrazione di tritio nella stazione nucleare di Kruemmel
1990 - Bulgaria, centrale di Kozloduy: spegnimento di un reattore a causa di un terremoto
1990 - Belgio: avaria al sistema di raffreddamento nella stazione nucleare di Doel
1990 - Slovacchia: surriscaldamento cavi per il controllo del reattore e la protezione del sistema
1990 – Slovacchia: congelamento di alcune parti della centrale per aumento del livello di raffreddamento
1990 – Sasolburg, Sud Africa: fonte compromessa
Gennaio 1990 - Shanghai, Cina: incidente da irradiazione
29 Marzo 1990 – USA: incidenti da fluoroscopio
21 Giugno 1990 – Soreq, Israele: incidente in un impianto radioattivo commerciale
24 Giugno 1990 – Chernobyl, Ucraina: evento sub critico di moltiplicazione di neuroni nella stanza 304/3 del reattore danneggiato
Luglio 1990 – Chernobyl, Ucraina: evento sub critico di moltiplicazione di neuroni nella stanza 304/3 del reattore danneggiato
10/20 Dicembre 1990 – Zarragosa, Spagna: incidente radioterapico
14 Dicembre 1990 -Calabria, Italia. Spiaggiamento della motonave Rosso in Calabria, nella zona di Formiciche. Si sospetta che l’incidente sia avvenuto in seguito ad un fallito affondamento di rifiuti tossici radioattivi.
1991 - Avaria nel sistema di raffreddamento nell’impiato nucleare di Belleville
1991 – Francia: errore umano causa lo spegnimento della stazione di Paluel
1991 – Francia: infiltrazione nel sistema refrigerante causa spegnimento del reattore a Nogent
1991 – Francia: un’avaria tecnica crea problemi nella stazione di Belleville
1991 – Francia: violazioni tecniche nell’impianto di Cattenom
1991 - Gran Bretagna: errore umano causa incendio nella stazione nucleare di Hinkley
1991 - Germania: incidente durante il rifornimento di carburante nella stazione di Wuergassen
1991 - Bulgaria: incendio alla centrale di Kozloduy
1991 - Svezia: malfunzionamento dei macchinari della stazione nucleare di Oskarshamn
1991 – Svezia: infiltrazioni rilevate nella stazione nucleare di Barsebeck
1991 – Svezia: diffusione di vapore radioattivo per malfunzionamento nell’impianto Barsebeck
1991 – Belgio: spegnimento del reattore della stazione di Tihange per errore tecnico
1991 – Finlandia: spegnimento manuale dovuto ad un incendio nella stazione di Olkiluoto
18 Gennaio 1991 – Guerra del Golfo. Per tutta la durata del conflitto Israele si è mantenuta in stato d’allerta nucleare.
Febbraio 1991 - Mihama (Giappone). La centrale riversa in mare 20 tonnellate di acqua altamente radioattiva
31 Luglio 1991 – Bush senior e Gorbachev siglano il primo trattato strategico bilaterale (Salt 1) per la riduzione delle Armi Strategiche (5.000 unità in meno nei prossimi 7 anni per entrambe le parti)
Agosto1991 – Forbach, Francia: incidente da irradiazione
27 Settembre 1991 - Difficoltà a caricare un missile a bordo di un sottomarino sovietico, classe Typhoon, trasportante diverse armi nucleari.
26 Ottobre 1991 - Nesvizh, Belarus: incidente da irradiazione
11 Dicembre 1991 – Maryland, USA: incidente da irradiazione
1977?-1991 – Gran Betragna. incidente radiografico
1992 – Svezia: errore umano provoca un corto circuito nella stazione di Barsebaeck
1992 - Svezia: corto circuito in uno dei generatori a Barsebeck
1992 - San Antonio, Texas, USA: incidente radioterapico
1992 - Francia: avaria tecnica nello stabilimento di Fessenheim
1992 – Francia: avaria tecnica nel sistema refrigerante nell’impianto di Dampierre
1992 - Francia: contaminati 2 operai nell’impianto di Dampierre
1992 - Gran Bretagna: avaria tecnica alla stazione di Sizewell
1992 - Germania: avaria al sistema di raffreddamento nella centarle di Brunsbuttel
1992 – Lituania: Avaria nel sistema di spegnimento della centrale di Ignalina
1992 – Lituania: avaria tecnica centrale di Ignalina
9 Gennaio 1992 – Germania. Denunciati ottocento casi di ritrovamento di materiali radioattivi clandestinamente introdotti in Germania dalle repubbòiche ex sovietiche.
24 Marzo 1992 – San Pietroburgo (Russia). A seguito della perdita di pressione nell’impianto di Sosnovy Bor nei pressi di San Pietroburgo, fuoriescono e si disperdono in atmosfera iodio e gas radioattivi.
aprile 1992 – USA. Esperimento nucleare sotterraneo.
23 Giugno 1992 – USA- ultimo test nucleare sotterraneo. NUMERO TOTALE DI TEST ESEGUITI DAGLI USA: 1.039 (il 25% circa atmosferici). il 28 giugno, due terremoti di insolita violenza (7,4 e 6,5 Richter) colpiscono il sud della California.
25 Ottobre 1992 -San Pietroburgo, Russia. Sul reattore RBMK di Sosnovy Bor si ferma una saracinesca dell’acqua di uno dei 1.660 tubi di forza con conseguente distruzione dell’elemento di conbustibile e del tubo i forza.
Novembre 1992 - Forbach (Francia). Un grave incidente nucleare causa la contaminazione radioattiva di tre operai. I dirigenti dell’impianto vengono accusati, l’anno successivo, di non aver approntato le misure di sicurezza previste
Novembre 1992 – Cina: Incidente da irradiazione
16/21 Novembre 1992 - Città di Indiana, Pennsylvania, USA: incidente radioterapico
17 Novembre 1992 – Hanoi, Vietnam: incidente da irradiazione
19 Novembre 1992 – Jilin, Xinzhou, Cina: fonte industriale compromessa
Novembre 1992 – Vandellos, Spagna. Il governo spagnolo decide la chiusura definitiva del reattore dopo che una fuoriuscita di effluenti liquidi radioattivi ha contaminato un vicino canale
Fine 1992 – Incominciano a diffondersi gli studi sulla relazione fra eventi simici e calamità da una parte e test nucleari dall’altra. Il professor Gary T. Whiteford, docente di geografia all’Università di Brunswick in Canada, scopre che i terremoti con magnitudine da 6 a 6,5 Richter sono più che raddoppiati da quando hanno avuto inizio i test nucleari sotterranei. Infatti, tali sismi furono 1.164 fra il 1900 ed il 1949; sono saliti a 2.844 tra il 1950 ed il 1988. Un significativo aumento è registrato anche per i sommovimenti tellurici di magnitudine compresa tra 6,5 e 7 Richter: furono 1.110 nel periodo 1900-1949; se ne contarono 1.465 tra il 1950 ed il 1988. Tali incrementi si sono verificati in tutte le zone particolarmente sismiche del globo. Ad esempio: la percentuale di tutti i terremoti (superiori o pari a 5,8 Richter) nelle Isole Aleutine era di 3,31 nel tempo precedente gli esperimenti nucleari americani nel Nevada. Tale percentuale salì fino al valore di 12,57 nel periodo dei test. Le isole Salomone e Nuova Bretagna (Oceano Pacifico) erano sismicamente tranquille nella prima metà del secolo scorso: la percentuale dei terremoti era di 2,98. Nell’epoca delle bombe nucleari francesi a Mururoa questo valore è quasi quintuplicato: 10,08. Anche l’isola di Vanuatu ha pagato un pesante tributo alla grandeur nucleare francese. La sua percentuale di terremoti era di 3,36 nell’arco di tempo 1900-1949; nel periodo seguente contrassegnato dai test, tale cifra è balzata a 9,30. Nell’isola Novaya Zemlya non avvennero mai violenti terremoti nel primo cinquantennio del secolo scorso; da quando vi fu costruita una base per esperimenti nucleari sovietici, si sono avute sei scosse telluriche di grandezza pari o superiore a 5,8 Richter. In una visione globale si può rilevare che, nei primi cinquanta anni di del secolo scorso, sono stati registrati 3.419 terremoti di magnitudine uguale o superiore a 6 Richter, con una media di 68 all’anno. Dal 1950 al 1989, i terremoti in questione sono stati 4.963, con una media di 127 all’anno: il valore è quasi raddoppiato. Il professor Whiteford ha compiuto inquietanti scoperte a proposito dei cosiddetti “terremoti assassini” (killer quakes), cioè sismi che provocano almeno 1.000 vittime. “Nel corso di 37 anni di sperimentazione nucleare, venti dei trentadue terremoti assassini, ovvero il 62,5%, avvennero lo stesso giorno o entro quattro giorni dal test”. Dati allarmanti provengono anche da uno studio di due scienziati giapponesi, Shigeyoshi Matsumae e Yoshio Kato, della Tokai University di Tokio: “Fenomeni anomali meteorologici, terremoti e la variazione dell’asse terrestre sono notevolmente correlati ai test atmosferici e sotterranei. Essi hanno causato un aumento della temperatura dell’esosfera terrestre da 100 a 150 gradi, che cresce in modo abnorme immediatamente dopo un test nucleare. Ad esempio, è stato scoperto che la temperatura assoluta salì da 70 ad 80 gradi dopo un test sovietico che fu rilevato dalla stazione d’osservazione da Uppsala, il 23 agosto 1975. Similmente, un continuo e drastico rialzo della temperatura fu osservato in occasione di una fitta serie di sei esplosioni sperimentali avvenute tra il 18 ed il 29 ottobre 1975″. E concludono: “La temperatura dell’atmosfera è cambiata dai test nucleari, un cambiamento che neppure il sole potrebbe produrre. Si può facilmente immaginare quali effetti abbia tutto ciò sulle condizioni meteorologiche della terra”
1993 – Russia: omicidio usando una fonte radioattiva
1993 – Francia: errore umano causa problemi tecnici nell’impianto di Cruas
1993 – Francia: avaria al sistema di strumentazione e controllo nello stabilimento di Saint Alban
1993 – Francia: incidente nel sistema di raffreddamento nella stazione di Paluel
1993 – Gran Bretagna: malfunzionamento della stazione nucleare di Wylfa
1993 – Bulgaria, centrale di Kozloduy: infiltrazione e rilascio di sostanze radioattive
17 Gennaio 1993 – Iraq. Gli Stati Uniti lanciano 45 missili da crociera Tomahawk contro il complesso industriale iracheno di Zaafaraniyeh che, secondo i servizi segreti, avebbe fabbricato degli equipaggiamenti di uranio arricchito.
13 Febbraio 1993 - Sellafield (Gran Bretagna). Fuga radioattiva nell’impianto di riprocessamento di Sellafield. La densità massima di radionuclidi dello iodio consentita viene superata di oltre tre volte.
17 Febbraio 1993 – Barsebaeck (Danimarca). Uno dei reattori della centrale di Barsebaeck viene temporaneamente fermato a causa della fuoriuscita accidentale di vapore radioattivo.
06 Aprile 1993 - Siberia (Russia). Nell’impianto di recupero del plutonio di Tomsk 7 della Siberian Chemical Enterprise, un aumento di pressione causa una esplosione e genera una falla di 34 metri cubi nel serbatoio d’acciaio inossidabile contenuto nel bunker dell’edificio 201, seppellendolo. Il serbatoio conteneva acido nitrico concentrato, uranio (8.757 kg), plutonio (449 gr), diluito con una mistura di rifiuti organici e radioattivi derivanti dal primo ciclo estrattivo. L’esplosione causa la completa copertura del bunker e l’apertura di un grande squarcio nel soffitto dell’edificio, rilasciando nell’ambiente approssimativamente 6 GBq di Plutonio239 e 30 TBq di altri radionuclidi.
A causa dell’indicente, 160 lavoratori dell’impianto e circa 200 liquidatori sono esposti ad una dose totale superiore a 50 mSv (il limite di sicurezza stabilito per i lavoratori degli impianti nucleari è pari a 100 mSv in 5 anni).
La nube radioattiva si propaga per 28 Km a nord est dell’edificio 201, oltre 20 km al di fuori del perimetro dell’impianto. Il piccolo villaggio di Georgievka (pop. 200 persone) si trova proprio al limite della nube radioattiva ma, per pura fatalità, non sono state registrate malattie o problemi sanitari di alcun genere.
Risultano contaminati circa 1.000 ettari di terreno. La nube radioattiva si dirige verso zone disabitate.
Agosto 1993 – Francia. Il sottomarino Rubis entra in collisione con una petroliera a largo di Fos: si sfiora la catastrofe ambientale
Fine 1993 – dal 1954 al 1993 la Gran Bretagna ha eseguito 21 test nucleari nell’atmosfera e 24 sotterranei; la russia rispettivamente 207 e 508; la cina 23 e 16.
1994 – Texas City, Texas, USA: incidente da irradiazione
1994 – Lituania: spegnimento della centrale nucleare di Ignalina per pericolo d’attacco terroristico
Febbraio 1994 – Francia. Incendio a bordo del sommergibile Amethiste
Marzo 1994 – Francia. Incendio a bordo del sommergibile Emeraude: 10 vittime tra l’equipaggio.
20 Marzo 1994 – Il caso Ilaria Alpi. Vengono uccisi Ilaria Alpi e Mirko Hrovatin per avere scoperto lo smaltimento di rifiuti radioattivi in Somalia (zona di Bosaso).
Gli eventi correlati:
- 1977/1988. Il CCR (Centro comune di Ricerca) ad ISPRA sul Lago Maggiore studia per la Comunità Europea (con il sostegno di Italia, Francia, Stati Uniti, Belgio, Canada, Australia, Giappone, Inghilterra, Svezia, Germania Ovest, Olanda e Svizzera) il piano DODOS: Deep Ocean Data Operating. L’obiettivo del progetto era quello di valutare lo stoccaggio di scorie radioattive in ambiente naturale terrestre e marino, ovvero l’inserimento delle scorie in missili-penetratori e la loro eliminazione dentro i fondali. Al termine del progetto e a piano scartato per il timore di attentati terroristici ai siti marini, viene rubato un fondamentale componente elettronico di una boa per il controllo dei siluri. Gli investigatori sospettano del furto il faccendiere Giorgio Comerio, collaboratore nel progetto.
- 1982/1990. La ODM (Oceanic Disposal Management) del faccendiere Comerio raggiunge un accordo per la concessione di zone marine, denominata EEL, ove sepellire penetratori carichi di scorie radioattive, con 45 nazioni.
- 1995. Fonte giudiziarie confermano l’attività di smaltimento di rifiuti radioattivi tramite l’affondamento con penetratori da parte di americani (nell’Atlantico, in prossimità delle coste del Brasile) e di francesi. Tale procedimento viene adottato anche dai russi presso Novaja Semlja.
- 1995. Viene fermato alla frontiera fra l’Italia e la Svizzera con una valigetta zeppa di carte sullo smaltimento dei rifiuti radioattivi, il procacciatore d’affari Elio Ripamonti. Nelle deposizioni racconta del sistema di smaltimento messo in atto dalla ODM di Comerio, il faccenderie con conoscenze all’interno dell’ENEA (Ente Italiano per le Nuove Tecnologie, Energie e Ambiente). Il sistema era basato su “container messi in siluri di acciaio, studiati per essere collocati nel fondo marino a circa 400 metri di profondità”, nonostante il divieto dello smaltimento in mare previsto dalla Convenzione di Londra del 1979.
- 1995. Nella villa del faccenderie Giorgio Comerio viene trovata una copia del certificato di morte di Ilaria Alpi.
- 20/06/1995. Viene rinvenuta, fra la documentazione del SISMI riguardante il faccendiere Giorgio Comerio, una bolla di consegna di 8.000 kg. di rifiuti radioattivi provenienti dall’America a bordo della nave AKRUX.
23 Marzo 1994 - Biblis (Germania). Centrale nucleare di Biblis: una falla nel circuito primario di un reattore fa uscire liquido altamente contaminato.
28 Aprile 1994 – Tokyo, Giappone: incidente da irradiazione
28 Giugno 1994 – Petropavlosk (Russia). Fuga di materiale radioattivo nella baia di Seldevaia a causa della rottura di un deposito a Petropavlosk.
21 Ottobre/18 Novembre 1994 – Tammiku, Estonia: fonte compromessa
1995 – Svezia: infiltrazione d’acqua radioattiva e spegnimento della stazione di Ringhalls
1995 – Francia: incidente radiografico
1995 - Francia: fonte compromessa
1995 – Tyler, Texas, USA: incidente radioterapico
1995 – Bulgaria: spegnimento accidentale automatico della centrale di Kozloduy
1995 - Gran Bretagna: spegnimento di un reattore per infiltrazione di liquido refrigerante a Hartlepool
1995 - Germania. L’Alta Corte tedesca decide che la licenza di attività concessa alla stazione di Mülheim-Kärlich è illegale, a causa della mancata considerazione, in fase di concessione, del rischio di terremoto nella zona.
Settembre 1995 - Kola (Mare di Barents). L’energia elettrica della centrale di Kola viene staccata per morosità e vanno fuori uso i sistemi di raffreddamento. Incidente solo sfiorato, grazie all’intervento del comandante della base.
Novembre 1995 – Chernobyl (Ucraina) (scala Ines 3). Un’avaria al sistema di raffreddamento del reattore n.1 di Chernobyl causa un incidente nel quale la radioattività si disperde e contamina gli operai impegnati nella manutenzione.
8 Dicembre 1995 – Monju (Giappone). Due tonnellate di sodio liquido e altro materiale radioattivo fuoriescono dal reattore nucleare prototipo di Monju nella prefettura di Fukui a causa di un malfunzionamento al sistema di raffreddamento. L’impianto è costituito da un reattore autofertilizzante a neutroni veloci FBR.
1996 – Germania. Un programma della TV tedesca, Monitor, svela che la Siemens ha compiuto numerosi errori durante la costruzione della stazione di Kruemmel.
1996 – Lituania: infiltrazione d’olio causa lo spegnimento della centrale di Ignalina
1996 - Slovacchia: ingegnere accusato di contrabbando d’uranio radioattivo con la Germania
1996 – Belgio: esplosione nella stazione nucleare di Tihange
27 gennaio 1996 – Mururoa (Oceano Pacifico – Francia). Test nucleare: ultimo test francese a Mururoa. Dal 1966 al 1996, la Francia ha realizzato nei suoi territori polinesiani 193 esperimenti nucleari, di cui 46 atmosferici e 147 sotterranei.
Febbraio 1996 – Dimitrovgrad (Federazione Russa). Un addetto causa la rottura della valvola di sicurezza di uno dei reattori del centro di ricerche atomiche di Dimitrovgrad. Fuoriesce una nube radioattiva contenente soprattutto radionuclidi di manganese.
Febbraio 1996 – Vandellos, Spagna. 15 persone sono contaminate per inalazione dall’americio 241 mentre svuotano le piscine del combustile della centrale (chiusa nel nivenbre 1992)
Giugno1996/9 Ottobre 1997 - Lilo Training Center, Tbilisi, Georgia: fonte compromessa
24 Luglio 1996 - Gilan, Iran: fonte industriale radiografica compromessa
22 Agosto/27 Settembre 1996 – San Jose, Costa Rica: incidente radioterapico
1997 - Belgio: guasto al sistema di controllo della stazione di Doel
1997 – Georgia: fonte compromessa. L’incidente avviene presso il centro di addestramento militare di Lilo in seguito all’esposizione di reclute a sorgenti radioattive lasciate nei depositi dai precedenti utilizzatori sovietici e di cui era ignota l’esistenza
1997 – Francia: un treno con 180t di scorie radioattive deraglia nei pressi di Apach
1997 – Germania. 20.000 dimostranti si affollano presso il deposito di scorie radioattive di Gorleben per manifestare contro il trasporto di scorie nucleari.
1997 – Germania: un treno carico di liquido nucleare deraglia di fronte alla stazione di Kruemmel
Marzo 1997 – Tokaimura (Giappone). Un incendio e un’esplosione nel reattore nucleare nell’impianto di ritrattamento nucleare di Tokaimura contamina almeno 35 operai.
Giugno 1997 – Arzamas (Russia). Un incidente nel centro ricerche di Arzamas porta i materiali radioattivi sull’orlo di una reazione a catena. Si sviluppa una nube radioattiva a seguito della quale muore il responsabile dell’esperimento.
Luglio 1997 – La Hague (Francia). Il comune di Amburgo denuncia presenza di radioattività nell’acqua scaricata nella Manica dall’impianto di trattamento francese di La Hague. La Francia smentisce, ma il presidente della Commissione di controllo si dimette.
Settembre 1997 – Urali (Russia). Sugli Urali si scontrano un trattore e un camion che trasporta isotopi radioattivi. Da due container fuoriesce liquido pericoloso contenente iridio 192 e cobalto 60. Nell’area la radioattività sviluppata è 25 volte superiore al limite consentito.
1998 – USA e Russia mantengono 7000 testate nucleari pronte ad essere lanciate in 15 minuti.
1998 - Houston, Texas, USA: incidente da irradiazione
1 Maggio 1998 – Catena delle Alpi. Le autorità di controllo francesi scoprono elevati livelli di contaminazione da cesio 137 sulle Alpi, causati dal passaggio di rottami ferrosi provenienti dall’Europa dell’Est.
11-13 Maggio 1998 - L’ India conduce 3 test nucleari sotterranei nel poligono di Kophkran – Rajastan. La prima esplosione ha utilizzato circa 12 Kilotoni, e la seconda 43 Kilotoni. La terza esplosione avrebbe utilizzato solo 1 Kilotone. I tre test sono stati condotti a differenti profondità in un raggio di 1 Km. Il secondo test ha prodotto una vibrazione che e’ stata registrata come un evento sismico di 4.7 gradi della scala Richter.
28-30 Maggio 1998 – Pakistan: vengono condotti 6 test atomici. Secondo le dichiarazioni pakistane i primi tre test hanno utilizzato bombe di potenza inferiore ad 1 Kilotone. Gli altri tre test hanno utilizzato potenze tra 12 e 25 Kilotoni. E’ stato aperto una dibattito internazionale sulla possibile correlazioni dei test in un’area ad alto rischio sismico e il catastrofico sisma che ha colpito l’Afghanistan settentrionale proprio pochi minuti prima dell’esplosione del secondo gruppo di test.
10 Dicembre 1998/8 Gennaio 1999 - Istanbul, Turchia: fonte compromessa radiografica
1999 – Houston, Texas, USA: incidente radioterapico
1999 – Kingisepp, Russia: fonte compromessa
8 Gennaio 1999 – Francia. Centrale di Cruas Meysse, 65 persone evacuate dopo che si sono accese le luci d’allarme radioattivo.
20 Febbraio 1999 – Yanango, Peru: fonte compromessa
11 Marzo 1999 -Francia, centrale del Tricastin: un contaminato.
24 Marzo 1999 – Kosovo: scoppia la guerra. Nel suo corso la NATO dichiara di aver sparato circa 31.000 proiettili all’uranio impoverito per un totale di circa 10 tonnellate di DU sparse in Kosovo. Centinaia di bombe a uranio impoverito vengono sganciate nel mare Adriatico da aerei americani
Giugno 1999 - Ishikawa Prefecture (Shika Nuclear Power Plant), Giappone: malfunzionamento delle barre di controlo
16 Giugno 1999 -Russia, centrale di Seversk: 2 contaminati per fuga radioattiva.
23 Giugno 1999 -Ucraina, centrale di Rivno: principio incendio.
4 Luglio 1999 -Ucraina, centrale di Zaporozhie (Ucraina): bloccato un reattore per precauzione.
12 Luglio 1999 – Giappone, centrale Tsuruga: bloccato reattore per una perdita acqua.
17 Luglio 1999 - Ucraina, centrale di Chernobyl: 3 operai contaminati.
13 Settembre 1999 – Grozny, Russia: tentato furto di fonti
30 Settembre 1999 - Tokaimura (Giappone) (scala Ines 4). Un incidente in una fabbrica di combustibile nucleare attiva una reazione a catena incontrollata. Viene accertato che si tratta di un errore umano: due operai hanno trattato materiali radioattivi in contenitori non idonei. Tre persone muoiono all’istante, mentre altre 439, di cui 119 in modo grave, vengono esposte alle radiazioni. Vengono ricoverati in 600 ed evacuati 320.000 abitanti della zona. La mattina di giovedì le autorità rivelano che, a causa di una fuoriuscita d’uranio, si è innescata una fissione incontrollata nel nocciolo del reattore.
· Alle 10:30 scatta l’allarme, alcuni operai sono stati contaminati in modo molto grave.
· Alle 12:41 la polizia crea un “cordone” intorno alla centrale, si capisce che l’incidente sta diventando più grave del previsto.
· Alle 15:18 alcune famiglie residenti nei pressi della centrale vengono evacuate.
· Alle 21:00 si tiene una riunione di emergenza e il governo comprende a questo punto la gravità dell’incidente; oltre 300.000 persone invitate a stare in casa.
· Alle 24:00 la radioattività attorno e dentro all’impianto raggiunge livelli tra le 10 e le 20.000 volte superiori alla norma.
· Alle 2:30 del giorno seguente 18 operai tecnici nell’impianto accettano una missione da veri “kamikaze”, devono entrare nell’impianto per fermare la reazione a catena, ben consapevoli che, terminata la missione, non sarebbero più stati gli stessi.
· Alle 6:00 le autorità affermano che la radioattività è scesa a zero.
Dopo si accerterà che è stato un errore umano, i tecnici stavano infatti trasportando, all’interno dell’edificio dove si tratta l’uranio usato come combustibile nella vicina centrale nucleare, due barili di miscela di uranio- acido nitrico(che venivano miscelati a mano, con un rudimentale imbuto, di 30 kg ognuno: questi sono involontariamente caduti a terra e, essendosi miscelati, hanno innescato la reazione. I tecnici che hanno fermato la reazione sono all’ospedale in gravissime condizioni.
2 Ottobre 1999 – Ucraina, centrale di Khmelitskaya: blocco del reattore per malfunzionamento.
4 Ottobre 1999 - Wolsong (Corea del Sud). Una fuoriuscita di acqua pesante durante lavori di manutenzione della Centrale di Wolsong causa l’esposizione alle radiazioni di 22 operai impiegati presso l’impianto.
5 Ottobre 1999 – Centrale di Loviisa (Finlandia). Viene segnalata una perdita di idrogeno nell’impianto di Loviisa, sulla costa Finlandese. Secondo i tecnici della centrale c’è stato un pericolo di incendio e perdite. La situazione, secondo gli addetti, è rimasta comunque sotto controllo.
8 Ottobre 1999 – Rokkasho (Giappone). Una piccola quantità di materiale radioattivo fuoriesce da un deposito di scorie a Rokkasho, nella prefettura giapponese di Aomori. Le radiazioni provengono da due fusti arrivati dalla centrale nucleare di Ekushima.
20 Ottobre 1999 – Superphenix (Francia). Un incidente tecnico ritarda lo smantellamento del reattore a neutroni rapidi Superphenix di Creys-Malville (Isere), nel Sud-Ovest della Francia. Nell’operazione di scarico del reattore, un inconveniente tecnico a una puleggia per l’estrazione delle cartucce di combustibile arresta la fase di scarico del materiale radioattivo.
27 Ottobre 1999 – USA. “I bambini statunitensi residenti vicino le centrali nucleari di New York, New Jersey e Florida hanno nei denti un “radioisotopo” (lo stronzio 90) che li espone ad un rischio tumore molto alto”. Così Ernest Sternglass, professore di radiologia all’università di Pittsburgh ha esordito nell’ultima conferenza stampa del progetto no-profit di “radioprotezione e salute pubblica”. Lo sconcertante risultato è stato ottenuto dai ricercatori statunitensi che hanno analizzato 515 bambini residenti negli Stati di New York, New Jersey e Florida. I livelli di radioattività rilevata nei campioni, raccolti dal 1979 al 1992, erano molto vicini a quelli osservati a metà degli anni ’50 quando Stati Uniti e Unione Sovietica, in piena guerra fredda, si dilettavano negli esperimenti con le armi invisibili. Secondo i responsabili del progetto i livelli di radioattività dovevano invece essere scesi intorno allo zero. “Se gli esperimenti nucleari sia di superficie, sia sotterranei sono effettivamente terminati, i primi sospetti cadono sui reattori nucleari e sui relativi incidenti”, ha detto Sternglass, che ha aggiunto: “II mondo è troppo piccolo per gli incidenti nucleari”. I responsabili del progetto attribuiscono parte di questa radioattività al disastro avvenuto nel 1979 a Three Mile Island e a quello di Chernobyl nel 1986. Ci sono documenti federali che testimoniano la fuga nucleare dal reattore di Suffolk (New York) nei primi anni ’80.
18 Novembre 1999 – Torness (Scozia). Un Tornado della Raf in esercitazione precipita in mare di fronte alla centrale nucleare di Torness in Scozia a meno di ottocento metri dall’impianto. Un grave incidente è sfiorato per un soffio.
13 Dicembre 1999 - Zaporozhe (Ucraina). Il primo dei sei reattori nucleari della centrale ucraina di Zaporozhe viene fermato per il malfunzionamento dei uno dei segnalatori di eccessiva pressione.
27 Dicembre 1999 – Blayais, Gironde, Francia. In seguito a tempesta vengono inondati i gruppi 1 e 2, e in misura minore i gruppi 3 e 4, della centrale di Blayais. Tre dei quattro reattori vengono fermati. Incidente di livello 2 della scala INES
2000 – Romania. Nove operai vengonoesposti ad alti livelli di radioattività di Cobalto 60 durante lo smantellamento di un impianto di fusione. La notizia è stata mantenuta segreta per sei mesi
2000 – Saluggia (Vercelli), Italia. La piena della Dora Baltea arriva fino a lambire il deposito Eurex, ovvero 200 metri cubi di scorie provenienti da laboratori di ricerca. Disse il Nobel Carlo Rubbia:”Sfiorata la catastrofe planetaria”.
5 Gennaio 2000 – Blayais (Francia) (scala Ines 2). Una tempesta provoca un incidente alla centrale di Blayais, nella Gironda, dove due dei quattro reattori vengono fermati. L’acqua invade alcuni locali della centrale: danneggiati pompe e circuiti importanti.
24 Gennaio/20 Febbraio 2000 – Samut Prakarn, Tailandia: fonte compromessa radiografica
27 Gennaio 2000 – Giappone. Un incidente ad una installazione per il riprocessamento dell’uranio in Giappone provoca livelli di radiazione 15 volte superiori alla norma in un raggio di circa 2 km.. Funzionari locali segnalano che almeno 21 persone sono state esposte alle radiazioni.
15 Febbraio 2000 – Buchanan, Indian Point, New York (USA). Una piccola quantità di vapore radioattivo fuoriesce dal reattore Indian Point 2 vicino alla cittadina di Buchanan sul fiume Hudson, località a circa 70 chilometri da New York. La perdita di gas radioattivo costringe la società che gestisce l’impianto a chiudere la centrale e a dichiarare lo stato di allerta. La perdita è di circa mezzo metro cubo di vapori radioattivi.
12 Maggio 2000 – Sicilia, Italia. Il sottomarino inglese a propulsione nucleare “Tireless” subisce un’avaria al largo della Sicilia, ma prosegue il suo viaggio fino alla base di Gibilterra dove rimane bloccato. Dopo il segreto iniziale che ha accompagnato il Tireless nel suo viaggio, si è venuti a sapere che:
- il sottomarino aveva rilasciato dell’acqua dal circuito di raffreddamento (e quindi radioattiva) in mare aperto;
- la crepa nel circuito di raffreddamento non era di 2 mm., ma di vari centimetri;
- la posizione della crepa non riguardava solo la tubatura secondaria che porta al pressurizzatore, ma
coinvolgeva anche la tubatura principale del circuito di raffreddamento;
- il difetto non era occasionale, ma strutturale, e quindi riguardava tutti i reattori montati a bordo di due classi
di sottomarini inglesi (Trafalgar e Swiftsure).
5 Giugno/3 Luglio – 2000 - Mit Halfa, Egitto: fonte compromessa radiografica
Luglio 2000 – Richland, Washington, USA. Degli incendi lambiscono la discarica nucleare, molto radioattiva, “B/C” del sito di Hanford. Nessuna contaminazione aerea in quanto le scorie non sono in superficie, ma interrate.
Agosto 2000/24 Mar 2001 – Panama City, Panama: incidente radioterapico
12 Agosto 2000 – Mar di Barents, Russia. Il sottomarino nucleare russo Kursk con 118 uomini a bordo s’inabissa nel mare di Barents. Tra le ipotesi delle cause, anche una collisione con un’altra unità
5 Settembre 2000 – Francia. Il sottomarino nucleare francese Saphir rimane bloccato nel porto di Tolone in conseguenza di una fuga radioattiva che indica un’avaria al reattore
21 Ottobre 2000 – In seguito all’incidente al “Tireless” (12 Maggio 2000) la Marina britannica ordina il ritiro dei suoi sottomarini di attacco a propulsione nucleare per revisionarli e riparare il difetto alle condutture dei reattori. Il giornale “The Guardian” (28/10/2000) denuncia la gravità dell’incidente e il fatto che non si sia andati molto lontani dall’innescare la fusione del nocciolo.
~2001 – Samara, Russia: fonte compromessa radiografica
2001 – Germania: esplode una parte dell’impianto di Brunsbuettel
10 Febbraio 2001 – Il sottomarino nucleare statunitense “Greeneville” durante l’emersione travolge una nave scuola giapponese, uccidendo 9 persone.
27 Febbraio 2001 - Bialystok Oncology Center, Polonia: incidente radioterapico
22 Giugno 2001 – Puglia, Italia. un peschereccio pugliese ‘pesca’ un sottomarino nucleare statunitense, a spasso nelle acque territoriali italian
Estate 2001 - Kandalaksha, Russia: fonte compromessa
Dicembre 2001/Febbraio 2002 - Liya, Georgia: fonte compromessa radiografica
9 Febbraio 2002 – Onagawa, Giappone. Due lavoratori sono esposti a piccole dosi di radiazioni e ad ustioni di minimo grado durante un incendio verificatosi all’esterno di un edificio della centrale nucleare di Onagawa, nella prefettura di Miyagi. Il fuoco si è sviluppato alla base del reattore n.3 durante un’ispezione di routine, quando accidentalmente uno spruzzo di materiale infiammabile ha incendiato un foglio di plastica.
15 Novembre 2002 – La Maddalena, Italia. Il sommergibile nucleare Oklahoma della Seconda Flotta, di stanza nell’Atlantico, entra in collisione con una motonave e ripara a La Maddalena.
10 Aprile 2003 – Paks (Ungheria) (scala Ines 3). L’unità numero 2 del sito nucleare di Paks (l’unico in Ungheria, costituito da quattro reattori, a 115 chilometri da Budapest) subisce il surriscaldamento e la distruzione di trenta barre di combustibile altamente radioattive. Solo un complesso intervento di raffreddamento scongiura il pericolo di un’esplosione nucleare, limitata, ma incontrollata e con gravi conseguenze per l’area intorno a Paks. Secondo il direttore della centrale, Istvan Kocsis, la causa evidente di questo grave incidente, che ha luogo durante la pulizia delle pile di combustione, è un errore di pianificazione del sistema di controllo e raffreddamento ad opera di Framatome ANP
12 Agosto 2003 – La Maddalena, Italia. varie foto documentano un sommergibile Usa in evidente difficoltà nelle acque de La Maddalena
17 Ottobre 2003 – Arcipelago de La Maddalena (Italia). Sfiorato incidente nucleare: il sottomarino americano Hartford s’incaglia nella Secca dei Monaci a poche miglia dalla base di La Maddalena. La popolazione, allarmata dal rumore e dalla forte scossa, come di terremoto, si preoccupa e il pensiero corre subito alla base americana. “Macchè – dichiarano i militari italiani – tutto a posto, è stato semplicemente un piccolo terremoto in Corsica”. Ma dalla Francia fanno sapere che “niente affatto, qua non c’è stato nessun terremoto. Né piccolo, né grande”. E dopo venti giorni, a novembre, un giornale americano riporta la notizia di quello che è successo: il sottomarino dell’Uss Navy si è schiantato e ha riportato gravi danni allo scafo e all’elica. L’Hartford si è trovato in seria difficoltà. Tanto è vero che l’ammiraglio americano responsabile della flotta Usa è stato defenestrato dal Pentagono. .
13 Novembre 2003 – Kola Harbor, Russia: fonte compromessa
25 Novembre 2003 – Rio de Janeiro, Brasile. L’ Eletronuclear comunica un incendio ad un trasformatore di alta tensione nella centrale nucleare di Angra dos Reis (a sud di Rio de Janeiro, in Brasile) dove sono presenti i (2) due reattori gemelli: Angra I e Angra II. Sono esclusi danni all’ambiente e al personale addetto.
2004 – Svizzera. Arrestati tre ingegneri per traffico nucleare con il Pakistan
2004 – Vicenza. Evento di fusione accidentale di una sorgente di Cesio 137 presso le Acciaierie AFV Beltrame di Vicenza. L’evento viene rilevato da un segnale d’allarme del sistema di monitoraggio posto all’uscita dell’impianto (transito di un camion contenente polveri residue del processo di fusione).
Gennaio 2004 – La Maddalena, Italia. La CRIIRAD francese rileva in campioni di alghe prelevate nel mare dell’arcipelago de La Maddalena, tracce di Torio234 in quantità anomala. Il governo Usa e quello italiano non si scompongono: “Il plutonio trovato deriva dagli esperimenti nucleari fatti negli anni ’50 e ’60 in tutto il mondo. La sostanza è presente a La Maddalena, perché è presente in tutto il mondo”.
23 Febbraio 2004 – Murmansk, Russia. L’incrociatore lanciamissili russo “Pietro il Grande”, a propulsione nucleare, viene fatto rientrare nel porto di Murmansk con l’obbligo di restare all’ancora perché “potrebbe esplodere in qualsiasi momento”. A dare la notizia è il comandante in capo della Marina Militare russa, l’ammiraglio Vladimir Kuroyedov, il quale spiega che la nave, il più grande incrociatore nucleare del mondo, si trova in condizioni “molto precarie” e in un “tale stato di usura” da rappresentare un gravissimo pericolo.
9 Agosto 2004 - Mihama (Giappone). Nel reattore numero 3 nell’impianto di Mihama, 350 chilometri a ovest di Tokyo, una falla provoca la fuoriuscita di vapore ad alta pressione che raggiunge i 270 gradi e causa la morte di quattro operai. Altri sette lavoratori vengono ricoverati in fin di vita. E’ l’incidente più tragico nella storia nucleare del Giappone. La centrale viene chiusa.
9 Agosto 2004 – Shimane (Giappone). Scoppia un incendio nel settore di smaltimento delle scorie in una centrale nella prefettura di Shimane.
9 Agosto 2004 - Ekushima-Daini (Giappone). L’impianto viene fermato per una perdita d’acqua dal generatore.
10 Agosto 2004 – Caprera, Italia. Sottomarino nucleare s’incaglia a Caprera. Sfiorato l’incidente nucleare.
I fatti tenuti segreti per circa due settimane.
Febbraio 2005 - Keith Goulding della Rothamsted Research a un convegno della British Association for the Advancement of Science presenta un suo studio che rileva che il plutonio proveniente dai test del Nevada del 1952-53 ha contaminato anche l’Europa nord-occidentale. Per giungere fino alla Gran Bretagna, e quasi certamente anche tutto il resto dell’Europa, il materiale radioattivo ha impiegato pochissimi giorni.
18/19 Aprile 2005 - Sellafield (Gran Bretagna). Viene denunciata la fuoriuscita di oltre 83.000 litri di liquido radioattivo, in 10 mesi, a causa di una crepatura nelle condotte e di una serie di errori tecnici.
Giugno 2005 - Sellafield, Gran Bretagna. La fuga di un’enorme quantità di combustibile radioattivo porta alla chiusura temporanea della centrale nucleare di Sellafield (nord-ovest Inghilterra). Secondo il Guardian la perdita, che ammonta ad oltre 20 tonnellate di combustibile di uranio altamente arricchito e plutonio, sciolto in acido nitrico, sarebbe avvenuta per colpa della rottura di una tubatura. Il liquido radioattivo è quindi confluito in una cella di acciaio inossidabile, ora inaccessibile a causa delle radiazioni.
Settembre/Ottobre 2005 – Dounreay, Gran Bretagna. In settembre l’impianto di cementificazione viene chiuso a seguito del riversamento interno di 266 litri di residui radioattivi derivanti dall’attività di riprocessamento.
In ottobre, un altro laboratorio dell’impianto viene chiuso dopo che test di contaminazione eseguiti su 8 lavoratori sono risultati positivi per tracce di radioattività.
Novembre 2005 – Braidwood, Exelon’s Braidwood station, Illinois, US: fuoriuscita di materiale nucleare
Novembre 2005 – Italia. Il CNR rileva tracce di trisio e Cs 137 sul Monte Rosa. Le tracce risalgono ai test nucleari effettuati nel ’63 in Algeria e all’incidente nucleare di Chernobyl, e poi arrivate sul Monte Rosa, trasportate per migliaia di chilometri dalle correnti atmosferiche.
3 Novembre 2005 -La Connecticut Yankee Atomic Power Company segnala che una certa quantità di acqua contaminata (al di sotto comunque dei limiti di potabilità) da Cesio 137, Cobalto 60, Stronzio 90 e Tritio è fuoriuscita da una piscina di stoccaggio del combustibile esausto.
25 Novembre 2005 – Rio de Janeiro, Brasile. Un incendio nella centrale atomica di Angra dos Reis, sulla costa a sud di Rio de Janeiro, blocca la centrale Angra I e quella contigua, Angra II.Ne dà notizia, con un comunicato, l’E.N. – Eletronuclear, l’azienda atomica pubblica Brasiliana.
19 Dicembre 2005 – Sosnovyi Bor, Russia. Una terribile esplosione vicino alla centrale nucleare di San Pietroburgo ha fatto temere il ripetersi del disastro di Chernobyl. La deflagrazione è avvenuta all’interno dell’altoforno di un impianto di fusione e raffinazione dei metalli “Ekomet-S” a Sosnovyi Bor, alle porte della seconda città della Russia. La fuoriuscita di metallo fuso ha investito tre (3) operai: uno di essi è morto per le ustioni e gli altri sono ricoverati in gravi condizioni. L’impianto si trova appena fuori dal perimetro della centrale nucleare di San Pietroburgo, costruita nel 1973 e identica a quella di Chernobyl. La Ekomet-S, che lavora i rifiuti e il materiale di scarto prodotti dalla centrale, ha sospeso le attività per due settimane in attesa dei risultati di un’indagine avviata dalla Procura di San Pietroburgo.
5 Gennaio/1 Febbraio 2006 - Glasgow, Scozia: sovraesposizione a terapia radioattiva
6 Marzo 2006 – Erwin, Tennessee, USA: fuoriuscita di materiale nucleare
11 Marzo 2006 - Belgio. Un operatore della società Sterigenics de Fleurus, specializzata nella sterizzazione di equipaggiamenti medici, entra per 20 secondi in una cella d’irradiazione contenente una fonte sigillata di cobalto 60 ed in cui non era in corso nessuna operazione; le fonti radioattive avrebbero dovuto essere immerse in una piscina sotto 5/6 metri d’acqua in attesa della produzione. Tre settimane dopo, l’operatore accusa qualche sintomo tipico di irradiazione (vomito, perdita di capelli). Si stima che egli abbia ricevuto una dose elevata fra i 4,4 e i 4,8 Gy in seguito a un cedimento del sistema di controllo/comando idraulico che assicura il mantenimento della fonte radioattiva nella piscina (lo spessore d’acqua fungendo da scudo biologico). L’operatore sarà ricoverato per più di un mese. Dopo aver sigillato per tutto il mese la cella in questione, l’organismo governativo di controllo AFCN in collaborazione con gli ascoltatori privati di AVN ed il controllo sul benessere dei posti di lavoro, ha imposto a Sterigenics un programma operativo comprendente la messa in luogo di ridondanti sistemi di sicurezza idraulici, elettrici e meccanici. Incidente di livello 4, scala INES.
23 Marzo 2006 – Ohi, Giappone. Alle ore 18.40 locali divampano fiamme, per cause ancora da accertare, in un deposito destinato al trattamento delle scorie dell’impianto nucleare di Ohi, nel distretto di Fukui.
I reattori 3 e 4, situati nelle vicinanze del deposito in fiamme, non subiscono danni. Due operai vengono ricoverati per aver inalato fumi, ma si esclude l’esposizione a radiazioni.
Aprile 2006 – Rokkasho, Giappone. Circa 40 litri di acqua contaminati da plutonio e uranio sono fuoriusciti da un condotto interno nell’impianto di riprocessamento del combustibile nucleare a Rokkasho, nel nord del Giappone, durante manovre telecomandate condotte da un addetto della centrale.
Maggio 2006 – Mihama (Giappone). Ennesimo incidente con fuga di 400 litri di acqua radioattiva nella ex centrale nucleare di Mihama.
Maggio 2006 – Laboratori Enea di Casaccia (Italia). Fuoriuscita di plutonio, ammessa solo quattro mesi dopo, che ha contaminato sei persone addette allo smantellamento degli impianti.
Giugno 2006 - Australia. Rottura di una tubazione all’interno del reattore di Lucas Heights
20 Luglio 2006 – Giappone. Nella centrale nucleare di Hamaoka una medusa ostruisce uno dei filtri del sistema di raffreddamento dei reattori.
25 Luglio 2006 – Oskarshamn (Svezia) (scala Ines 2). Corto circuito nell’impianto elettrico della centrale a 250 chilometri a sud di Stoccolma per cui due dei quattro generatori di riserva non sono in grado di accendersi. Vengono testate tutte le centrali nucleari del Paese e quella di Forsmark viene spenta.
Agosto 2006 – Svezia: in seguto all’incidente nel reattore di Forsmark, 4 delle dieci centrali svedesi vengono fermate: il sistema di backup non consente di prevenire la catastrofica fusione del nocciolo, qualora venisse improvvisamente interrotta l’alimentazione del reattore.
Settembre 2006 -Kjeller, Norvegia. In Norvegia un reattore nucleare di ricerca si blocca dopo una segnalazione d’allarme a causa di livelli elevati di radioattività riscontrati nel circuito primario
7 Settembre 2006 – Un incendio scoppia a bordo di un sottomarino russo a propulsione nucleare. Lo annuncia la Marina russa, secondo cui nel rogo due marinai hanno perso la vita ma, sempre secondo le fonti militari, non ci sarebbero state fughe radioattive. L’incidente è avvenuto nella tarda serata di mercoledì. Ora il sottomarino è stato rimorchiato senza difficoltà fino alla base navale di Vedyayevo.
Ottobre 2006 – Roma, laboratori nucleari della Casaccia. Dichiarata fuga di Plutonio alla Sogin, avvenuta in primavera durante una bonifica allo stabilimento all’interno dell’Enea di Roma.
Ottobre 2006 – Glen Rose, Texas, USA. Interrotto il reattore nucleare Comanche Peak 2, dopo che é stato rilevato un problema al sistema che fornisce acqua alle turbine a vapore.
Ottobre 2006 – San Pietroburgo, Russia. Cortocircuito, a causa di un temporale, mette in moto sistema automatico di emergenza interrompendo l’unità n. 2
Ottobre 2006 – Temelin, Repubblica Ceca. Uno dei due reattori della centrale si spegne automaticamente dopo che il sistema di sicurezza ha rilevato tracce di umidità all’interno del generatore elettrico.
7 Ottobre 2006 - Kozlodui (Bulgaria). Viene intercettato un livello di radioattività venti volte superiore ai limiti consentiti e le verifiche portano a scoprire una falla in una tubazione ad alta pressione. La centrale, che sorge nei pressi del Danubio, scampa ad una gravissima avaria. Secondo la stampa locale la direzione cerca di nascondere l’accaduto e di minimizzarlo nel rapporto all’Agenzia nazionale dell’Energia Atomica.
16 Ottobre 2006 – La società British Energy comunica ufficialmente l’esito delle ispezioni ad alcuni reattori nucleari: sono state rilevate preoccupanti crepe e lesioni alle tubature in almeno 3 impianti (centrale di Hinkley, centrale di Hunteston, centrale di Hartlepool)
30 Ottobre 2006 – Arkansas (USA). Incendio alla Centrale Nucleare di Arkansas Nuclear One, a ovest di Russellville
Novembre 2006 – Temelin, Repubblica Ceca. La riattivazione del reattore, bloccato nel settembre scorso per una manutenzione programmata e per cambiare le barre di combustibile, viene rimandata per difficoltà di passaggio dell’acqua in alcune strutture di contenimento del combustibile
Novembre 2006 – Ringhals, Svezia. Un incendio costringe al fermo uno dei reattori della centrale nucleare di Ringhals. Il fuoco ha causato l’arresto automatico del reattore.
Novembre 2006 – Three Mile Island, USA. Un difetto alla strumentazione innesca il sistema di arresto automatico
Novembre 2006 – West Milton, USA. I due reattori nucleari della base di addestramento della marina nello stato di New York vengono temporaneamente spenti per effettuare delle riparazioni dovute alla sostituzione di alcune valvole dei reattori rivelatesi difettose
Novembre 2006 – Buchanan, USA. Uno dei reattori della centrale nucleare di Indian Point si blocca automaticamente a causa di un problema ad uno dei gruppi di alimentazione a bassa tensione
1 Novembre 2006 – Roma, laboratori nucleari della Casaccia. Una esplosione distrugge le porte del magazzino 9 contenente plutonio.
1 Novembre 2006 – Ucraina. Spento, per malfunzionamento di un condotto ausiliario di raffreddamento del secondo reattore, la centrale della regione di Mykolayvsky
6 Novembre 2006 – Koeberg, Sud Africa. Arresto automatico di uno di due reattori alla centrale nucleare per problemi relativi al sistema di controllo della turbina del reattore.
21 Novembre 2006 – Tennesee, USA. Alle ore 9,00 del mattino le scuole della Contea di Meigs sono state chiuse per “precauzione” dopo che la TVA (Tennesee Valley Authority) ha comunicato che un “evento insolito” è accaduto presso la centrale nucleare di Watts Bar
23 Novembre 2006 – Gran bretagna: omicidio usando una fonte radioattiva (caso Litvinenko)
Dicembre 2006 – Onawaga, Giappone. Il reattore n. 2 della centrale nucleare di Onawaga viene fermato a causa di una perdita di acqua refrigerante da una tubatura.
Dicembre 2006 - Sapporo, Giappone. Incendio nell’ impianto nucleare di Tomari
FINE 2006 – Dalla fine della seconda guerra mondiale alla fine del 2006, le esplosioni nucleari nel mondosono state 2.007
2007 – La Corea del Nord effettua test nucleari (fasulli secondo molti esperti)
Gennaio 2007 – San Onofre, California, USA. Perdita in una sezione della tubatura di connessione con una delle pompe della centrale nucleare di San Onofre
Gennaio 2007 – Fukui, Giappone. Quattro operai della centrale nucleare di Takanama sono colpiti da un getto di acqua radioattiva.
29 Gennaio 2007 – Oak Ridge, Tennessee (USA)- Fonti ufficiali confermano un incendio di modeste dimensioni sviluppatosi presso l’impianto per la produzione di armamenti nucleari Y-12 di Oak Ridge.
30 Gennaio 2007 – Saratov, Russia. La centrale nucleare è stata spenta a causa di un non meglio specificato problema di sicurezza.
Febbraio 2007 – Ringhals, Svezia: perdita nel sistema di raffreddamento primario
Febbraio 2007 – Yeonggwang, Corea del Sud. A causa di una disfunzione viene arrestata l’attività del reattore
Marzo 2007 - Temelin, Repubblica Ceca. Fuoriescono circa 1.000 litri di acqua radioattiva dalla centrale. Si tratta del secondo incidente di questo genere in una settimana.
7 Marzo 2007 – Kinshasa, Congo. Scompaiono dal centro nucleare di Kinshasa oltre 100 barre di uranio oltre ad una non precisata quantità di uranio contenuta in casse di forma semiovale
21 Marzo 2007 – Mare Glaciale Artico. Due marinai inglesi muoiono e un terzo rimane ferito in un incidente a un sommergibile nucleare, in missione nel Mar Glaciale Artico. Il reattore atomico, secondo quanto riferisce il ministero della Difesa, non è danneggiato e il sommergibile è tornato in superficie senza particolari danni. A quanto pare l’incidente ha riguardato il sistema di depurazione dell’aria. I danni riportati dalla sezione sono «superficiali» secondo quanto riferisce il ministero della Difesa inglese.
9 Aprile 2007 - Dampierre, Francia: fermato il reattore 3 in seguito a un calo di tensione.
Aprile 2007 – In Italia ci sono 90 bombe atomiche, 480 in Europa. Per una potenza complessiva pari a 900 volte la bomba di Hiroshima. Nel mondo le bombe atomiche sono più di 30.000.
28 Giugno 2007 – Kruemmel (Germania). Scoppia un incendio nella centrale nucleare di Krummel, nel nord della Germania, vicino ad Amburgo. Le fiamme raggiungono la struttura che ospita il reattore e si rende necessario fermare l’attività dell’impianto. Secondo il rapporto 2006 del ministero federale dell’Ambiente, l’impianto di Kruemmel è il più soggetto a piccoli incidenti tra le 17 centrali. Stando ai piani di uscita dal nucleare, fissati in una legge del 2002, il reattore dovrebbe essere spento al più tardi nel 2015.
Luglio 2007 – Giappone. Nel filtro di un tubo di scarico in uno dei sette reattori della centrale nucleare Kashiwazaki-Kariwa viene individuata la presenza di iodio radioattivo.
Luglio 2007 – Krümmel, Germania. Incendio a un trasformatore nella centrale nucleare con danneggiamento del reattore
Luglio 2007 – Sidney, Australia. Blocco dell’ impianto di Lucas Heights per affrontare i problemi sorti durante i suoi 11 mesi di attività, relativi a diverse piastre di combustibile allentate
10 Luglio 2007 – Germania. Il rapporto statistico dell’Ufficio Federale per la protezione dalle radiazioni segnala 1945 incidenti nelle centrali nucleari tedesche dal 1993 al 2006.
16 Luglio 2007 – Kashiwazaki (Giappone). La centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, la più grande del mondo che fornisce elettricità a 20 milioni di abitanti, viene chiusa in seguito ai danneggiamenti provocati dal terremoto. L’Agenzia di controllo delle attività nucleari giapponesi ammette una serie di fughe radioattive dall’impianto, ma precisa che si tratta di iodio fuoriuscito dal una valvola di scarico. Il direttore generale dell’AIEA, Mohammed El Baradei, dice che il sisma: “è stato più forte di quello per cui la centrale era stata progettata”. Il terremoto provoca un grosso incendio in un trasformatore elettrico, la fuoriuscita di 1.200 litri di acqua radioattiva che si riversano nel Mar del Giappone e una cinquantina di altri incidenti. Si teme che la faglia sismica attiva passi proprio sotto la centrale. Il costo totale del sisma per la centrale è stato valutato a più di 3,6 miliardi di euro, mentre per il fermo (previsto fina a marzo 2008) è stato valutato un deficit di 570 milioni di euro.
Settembre 2007 – Kashiwazaki (Giappone). Incendio nella centrale nucleare giapponese a partenza da un cavo elettrico in un condizionatore d’aria posto sul tetto di un edificio della centrale di Kashiwazaki-Kariwa.
Ottobre 2007 – Basilicata, Italia. Riprende l’inchiesta sul nucleare in Italia, riguardante rispettivamente due esponenti della ‘ndrangheta ed altre 8 persone che, tra gli anni ’80 e ’90, hanno avuto incarichi dirigenziali presso il centro Enea di Rotondella, in provincia di Matera, dove ha operato in passato l’impianto Itrec per il ciclo nucleare uranio-torio. L’inchiesta ipotizza una produzione clandestina ed un traffico di plutonio, presumibilmente con Paesi esteri, ma anche la mancata custodia di materiali radioattivi. Due anni fa un pentito della ‘ndrangheta rivelò che 600 fusti di materiali radioattivi erano stati sepolti in territorio materano, in località Coste della Cretagna, tra Ferrandina e Pisticci. Il collaboratore ha dichiarato anche che la ‘ndrangheta trasportava fusti radioattivi in Somalia o che affondava navi cariche di bidoni radioattivi al largo del Tirreno. Gli altri otto avvisi di garanzia sono invece per altrettanti dirigenti dell’Enea. Tra i reati ipotizzati nell’informazione di garanzia, ve n’è uno particolarmente agghiacciante: produzione clandestina di plutonio, l’elemento più usato nelle bombe nucleari a fissione. Il riferimento al plutonio spunta nelle carte del procedimento sul centro ricerche della Trisaia, a Rotondella, sulla costa ionica. Gli otto sotto inchiesta sono quasi tutti gli ex direttori del sito nucleare lucano che devono anche rispondere di traffico di sostanze radioattive, commercio di armi, violazione dei regolamenti sulla custodia di materiali pericolosi.
16 Novembre 2007 – Sarezzo, Brescia. Chiusura alle Acciaierie Venete di Sarezzo in seguito alla fusione di una sorgente di Cesio 137 che sublimando finisce nelle polveri contenute nei fumi di scarico.
Dicembre 2007 - uno studio, in Germania, dimostra che fra i bambini con meno di 5 anni cresciuti in un raggio di 5 km. dalle centrali nucleari tedesche, le leucemie sono 2,2 più frequenti che a livello nazionale
Febbraio 2008 – Kruemmel, Germania. Nella centrale nucleare Kruemmel, chiusa, scoppia un incendio prontamente spento dalla squadra interna dei vigili del fuoco.
Aprile 2008 -A 5 mesi di distanza viene reso noto l’incidente nucleare della centrale di Ascò che ha provocato la contaminazione di un’area che interessa 1.600 persone (novembre 2007)
10 Aprile 2008 – Beznau, Svizzera. Disattivata a titolo preventivo una turbina della centrale nucleare di Beznau in seguito ad una perdita di olio.
12 maggio 2008 - Cina. Un terremoto devastante (60.000 vittime) arreca dani alle centrali nucleari cinesi situate nella regione dello Sichuan, che è una regione ad alta densità per quanto riguarda la presenza di questi impianti. Ce ne sono almeno cinque nelle vicinanze dell’epicentro del terremoto di natura sia civile che militare. A Guangyuan che è la zona dove il sisma ha colpito con più violenza, c’è l’impianto 821 che è un impianto per la produzione di plutonio per le testate nucleari. Gli esperti cinesi hanno dichiarato che le centrali nucleari avrebbero riportato solo lievi danni, ma alcuni dubbi e preoccupazioni restano, anche perchè alcune centrali sono situate lungo il corso dei fiumi e la radioattività rischierebbe di diffondersi dall’acqua alle culture, tramite l’irrigazione agricola. Pechino, comunque, insiste nell’affermare che tutti i siti nucleari nell’area colpita dal sisma del 12 maggio sono sicuri. Ma Wu Xiaoqing, vice ministro dell’Ambiente, dice che gli esperti stanno ancora cercando di rendere sicure circa 15 “sorgenti” di radiazioni. Dopo il sisma, le autorità avevano detto che 32 siti radioattivi erano rimasti sepolti nel terremoto, ma Wu oggi ha affermato che il numero di questi luoghi potenzialmente radioattivi è salito a 50. Trentacinque di questi sono già stati neutralizzati ma non ha precisato dove si trovano quelli ancora pericolosi. Tre, secondo quanto ha detto il viceministro, sono ancora sepolti e non raggiungibili mentre gli altri 12, anche se ancora inaccessibili, sono sotto monitoraggio. Smarrite inoltre, in seguito al terremoto, fonti ospedaliere ed industriali
28 Maggio 2008 – Gran Bretagna. Blackout alla centrale nucleare di Sizewell.
21 Maggio 2008 - Oskarshamn, Svezia. Sventato un tentativo di sabotare la centrale nucleare. La polizia ha arrestato due operai, dopo che nella borsa di uno di loro era stato trovato materiale esplosivo
4 Giugno 2008 - Krsko, Slovenia: perdita di liquido dal sistema di raffreddamento della centrale slovena di Krsko
6 Giugno 2008 – Ucraina: rottura di un tubo di raffreddamento in una centrale non lontana dal confine polacco (incidente rivelato una settimana dopo)
14 Giugno 2008 -Fukushima, Giappone. In seguito ad una scossa i terremoto di scala 7,2 gradi Richter, nella centrale nucleare di Fukushima, nell’omonimo distretto, dove operano due reattori gemelli per una potenza complessiva di 9.096 megawatt, la compagnia gestrice, la Tokyo Electric Power Co. (Tepco), rende noto che si è verificata una piccola fuoriuscita – 14,8 litri in tutto – di acqua leggermente radioattiva da una vasca in un deposito di stoccaggio di scorie.
2 Luglio 2008 – Spagna. Un incidente dopo l’altro: quattro degli otto reattori nucleari spagnoli registrano disfunzioni in meno di 72 ore. Per motivi differenti, ma senza pericolo per le persone o l’ambiente, gli incidenti si sono prodotti tra il 28 giugno e il primo luglio. Per le organizzazioni ambientalistela olpa è da attribuire pessima cultura della sicurezza con la quale Iberdola e Endesa, proprietarie delle quattro centrali colpite, gestiscono gli impianti. Il “Consejo de Seguridad Nuclear” (Csn), organismo che monitora la sicurezza atomica, attribuisce invece fatti a una “sfortunata casualità”. I proprietari delle centrali sminuiscono l’accaduto, sottolineando che la sicurezza delle installazioni non è stata colpita. Tre degli incidenti registrati sono avvenuti in tre reattori situati a Tarragona, nel nord-est della Spagna, gestiti dalla Associazione Nucleare Asco-Vandellos (Anav), proprietà di Iberdola e Endesa.
3 Luglio 2008 – Corea del Sud. Un reattore nucleare della centrale nucleare di Ul-jin, città situata nel nord est della Corea del Sud (230 Km a sud ovest di Seul), cessa improvvisamente la sua attività. Secondo la Korea Hydro Nuclear Power Corp il reattore N° 1 della centrale di Ul-jin si è arrestato automaticamente dopo che al generatore di vapore è mancata l’acqua per delle ragioni sconosciute.
5 Luglio 2008 -Tricastin, Francia. Denuncia della CRIIRAD: più di 770 tonnellate di rifiuti radioattivi sotterrati, per più di 30 anni, direttamente nel terreno nel sito nucleare di Tricastin.
8 Luglio 2008 -Tricastin, Francia. Fuga di una soluzione contenente uranio in una fabbrica del sito nucleare di Tricastin a Bollène (Vaucluse). Circa 30 metri cubi di soluzione di uranio si sono versati sul suolo, una parte all’interno dello stabilimento ed un’altra nelle acque della Gaffière e poi dell’Auzon. Vietati il consumo di acqua, di pesce, l’irrigazione, i bagni e gli sport nautici ed acquatici.
11 Luglio 2008 – Ringhals, SveziaUn incendio distrugge il tetto di una turbina dell’impianto nucleare di Ringhals, in Svezia
12 Luglio 2008 -Beznau, Svizzera. Il reattore numero uno della centrale nucleare di Beznau, in Argovia, disattivato per 12 ore. In seguito alla revisione annuale dell’impianto, è stata scoperta un’avaria a due valvole di regolazione del circuito dell’acqua di alimentazione nella parte non nucleare.
13 Luglio 2008 – Cofrentes, Spagna. Nuovo incidente alla centrale nucleare: viene registrato un aumento di potenza non programmata superiore al 20% di quella autorizzata. Fortunatamente i sistemi di sicurezza hanno impedito fughe radioattive e quindi non ci sono rischi per i dipendenti dell’impianto, i residenti e l’ambiente. Si è trattato però del quarto incidente in 12 giorni a Cofrentes, ricorda il quotidiano spagnolo “El Mundo”, il 27esimo in tre anni.
18 Luglio 2008 – Una fuoriuscita di acqua contaminata da elementi radioattivi, ma “senza impatto sull’ambiente”, è stata registrata in una centrale nucleare della Areva a Romans-sur-Isere, nel dipartimento della Drome, nel Sud-Est della Francia. L’incidente, il secondo il pochi giorni, è stato determinato da una rottura nel sistema di canalizzazione.
23 Luglio 2008 – Ancora una fuga radioattiva in Francia, la terza in due settimane, stavolta con sirene che suonano, evacuazione e 100 contaminati che si sono visti fuoriuscire da un tubo che era nella centrale numero 4 – sempre a Tricastin – polvere arricchita di cobalto 58. Come negli altri casi, le autorita’ francesi minimizzano. Stavolta, anzi, le autorita’ della sicurezza nucleare – sentiti i responsabili di Edf, che gestiscono il sito che si trova a 200 chilometri dal confine italiano – hanno classificato l’incidente a livello ‘zero’ della scala che va fino a sette. Mentre due settimane fa, la fuga di uranio dalla tubatura di Tricastin e il successivo incidente di giovedi’ scorso nella centrale di Romans-sur-Isere, non lontano, erano stati entrambi classificati di livello 1. Contrariamente alla procedura, pero’, l’autorita’ di sicurezza nucleare pubblichera’ domani un ”parere” sull’incidente, e cio’ e’ insolito rispetto alla norma: l’Authority diffonde i ”pareri” soltanto a partire da incidenti di livello 1. Gli operai sono ”lievemente” contaminati e per Alain Peckre, direttore della centrale, si e’ trattato di ”un episodio senza gravita”’. Tutto e’ cominciato alle 9:30 di questa mattina, quando un gruppo di dipendenti che partecipava alla manutenzione del reattore 4 ha aperto un tubo all’interno dell’impianto ed e’ ”uscita polvere radioattiva”, secondo quanto riferito dallo stesso Peckre. Immediatamente sono scattati gli allarmi e la conseguente evacuazione del sito, poi i dipendenti coinvolti, un centinaio, sono stati accompagnati in infermeria dopo che e’ scattata – per 97 di loro – la campanella che segnala la contaminazione. I 91 che si sono rivelati positivi agli esami, lo sarebbero stati a causa di ”radioelementi 40 volte inferiori al limite annuale previsto”, stando alla responsabile della comunicazione della centrale, Stephanie Biabaut. E’ anche scattata subito un’inchiesta interna per stabilire le cause di questo nuovo incidente, che contribuisce ad aumentare i timori dell’opinione pubblica. Secondo fonti dell’Authority di sicurezza nucleare, a far propendere per la procedura eccezionale, il ”parere” che sara’ emanato domani, e’ stato anche il contesto generale, proprio in riferimento alla ripetizione degli incidenti. E’ infatti da non sottovalutare che si tratta del secondo episodio in pochi giorni a EDF-Tricastin, dove lavorano 1.200 persone e 550 distaccati in un’area di 600 ettari a cavallo fra la Vaucluse e la Drome, la maggiore concentrazione di iugliomprese dell’industria nucleare francese. Dopo l’incidente della notte fra il 7 e 8 luglio sul sito, il ministro dell’Ecologia, Jean-Louis Borloo, aveva annunciato di voler procedere ad una verifica di tutte le nappe freatiche situate nei pressi delle centrali nucleari francesi, nel timore che le acque possano aver subito una contaminazione.
29 Luglio 2008 – Tricastin, Francia. Evacuati i 127 dipendenti della centrale nucleare di Tricastin, dopo che è scattato un allarme interno. I 45 più vicini all’area dove è scattato il segnale di pericolo sono stati portati in infermeria. L’esame di due persone ha rilevato lievi tracce di contaminazione radioattiva. “Non c’è un incidente, si è trattato di un allarme intempestivo”, ha detto il portavoce della società elettrica francese.
29 Luglio 2008 – Biblis, Francoforte. Fermata la centrale a causa della linea elettrica urtata e danneggiata accidentalmente da una gru durante lavori di costruzione nel sito.
30 Luglio 2008 – Scoppia un incendio di piccole dimensioni, domato dopo qualche ora. Secondo la società, gruppo energetico finlandese Teollisuuden Voima (TVO), non ci sono feriti e non c’è alcun pericolo per la popolazione. I danni all’impianto sono limitati e riguardano soprattutto impalcature e materiale da costruzione. «Non c’era materiale pericoloso nelle vicinanze, ma diverso materiale da costruzione in legno» ha spiegato all’AFP il portavoce del TVO, Juhani Itkonon. Ignote le cause dell’incendio.
2 Agosto 2008 - Oceano Pacifico. Il sottomarino a propulsione nucleare ‘USS Houston’, appartenente alla ‘US Navy’ disperde per mesi nel Pacifico un quantitativo imprecisato di acqua radioattiva a causa del malfunzionamnto di una valvola. Impossibile rilevare l’esatto quantitativo di acqua radioattiva disperso nelle acque del Pacifico. Il sommergibile, negli ultimi mesi, aveva navigato tra i porti di Guam, Hawaii e Giappone
4 Agosto 2008 – Gran Bretagna. I vertici del Ministero della Difesa britannico ammettono che i militari impiegati durante i test nucleari in Australia e Sud Pacifico negli anni 50, sono stati esposti a livelli pericolosi di radiazioni.
6 Agosto 2008 – Tricastin, Francia. Reso noto un incidente di un mese prima. Il 4 luglio 2008 si sono avute emissioni di scorie di carbonio 14 alla fabbrica Socatri (Areva) sul sito in cui già quattro volte è scattato l’allarme. L’ASN, pur classificando l’incidente all’ormai solito livello 1, ha “vietato alla Socatri qualsiasi attività che generi scorie di carbonio 14 fino alla fine del 2008″. Infatti, il limite consentito per l’anno intero è già stato superato del 5%
19 Agosto 2008 - San Luis Obispo, California, USA. Un incendio costrige a spegnere la centrale nucleare di Diablo Canyon. Il fuoco si è sviluppato in una zona non considerata a rischio. Uno dei due reattori è stato chiuso per assolvere alle procedure standard di sicurezza. “Piccole quantita d’uranio sono uscite su questa canalizzazione, che è utilizzata in maniera occasionale”, riferisce la Comurhex, filiale della Areva. “Non ci sono rischi per il personale”, assicura la società, che stima la fuoriuscita nell’ordine di 250 grammi all’anno.
21 Agosto 2008 – Pierrelatte, Francia. Segnalata una perdita di “piccole quantità di uranio” durante dei lavori per la modernizzazione degli impianti di canalizzazione e per la costruzione di un nuovo centro di conversione dell’uranio presso la centrale di Pierrelatte, situata nel Dipartimento della Drome, nel Sud della Francia.
Secondo quanto riferisce la Comurhex, filiale della Areva, giovedì si è verificata una perdita di “piccole quantità di uranio” durante dei lavori presso lo stabilimento di Pierrelatte. Ma la società assicura: “Nessun rischio per il personale”
23 Agosto 2008 – Incidente nucleare a Charleroi, in Belgio. Iodio radioattivo è fuoriuscito da un centro di ricerca di medicina nucleare all’istituto di Radioelementi. Così è scattato il divieto di consumare frutta e verdura nella zona dell’incidente che sarebbe stato rilevato solo lunedì 25 e la cui causa non è stata ancora chiarita. Il sindaco della città di Charleroi, molto vicina a Fleurus, si è lamentato per non essere stato avvisato tempestivamente dell’accaduto. Bruxelles ha anche allertato la Commissione europea e il suo sistema Ecurie dell’incidente. Secondo quanto conferma una nota c’è stato il rilascio di iodina-131 allo stato gassoso dalla struttura e l’incidente è stato classificato come di livello 3 della scala Ines.
24 Agosto 2008 – Vandellos, Catalogna, Spagna. Alle 08:49 un incendio divampa nel generatore elettrico. L’incendio viene completamente spento alle ore 10,30. «L’incendio ha avuto luogo nel generatore, un edificio convenzionale separato dal reattore», afferma Rafael Cid, vicedirettore generale del Consiglio per la sicurezza nazionale (Csn) spagnolo. Il generatore è dove le turbine trasformano in elettricità l’energia prodotta dal reattore atomico. «Dal punto di vista della sicurezza siamo relativamente tranquilli», ha detto Cid, aggiungendo che la centrale è stata fermata e che la parte danneggiata dall’incendio dovrà essere sostituita
8 Settembre 2008 – Tricastin, Francia. Durante lavori di manutenzione nell’impianto numero due sono rimaste lesionate due unità di contenimento del combustibile fissile che alcuni operai stavano tentando di rimuovere; le operazioni sono state immediatamente interrotte e la struttura evacuata. Nessuno dei presenti ha riportato danni e non si sono verificate fughe di radioattività all’esterno. La compagnia elettrica Edf ha chiesto all’Autorità di classificare l’incidente al livello 1 della scala “Ines”.
21 Settembre 2008 – Lake Township, Michigan, USA. Chiusa una delle due unità della centrale Donald Cook a causa di un piccolo incendio sviluppatosi, per cause ignote, in una delle sezioni non nucleari (il generatore di una turbina). Non evidenziate fughe radioattive.
24 Settembre 2008 – Chinon, Francia. A causa del mancato funzionamento di una pompa, un quantitativo di olio industriale “non radioattivo” utilizzato nella centrale nucleare di Chinon, nell’unita’ di produzione numero tre finisce nella Loira, inquinando un tratto di una quindicina di chilometri del fiume, tra le localita’ di Port Boulet e di Montsoreau.
24 Settembre 2008 – Cherbourg, Francia. Centrale di La Hague: vedi 10 ottobre 2008
10 Ottobre 2008 – Cherbourg, Francia. Una “fuoriuscita di materia” si verifica all’interno del sito per la rigenerazione dei combustibili nucleari di La Hague. Il fatto, notificato solo in data odierna, risale al 24 settembre scorso. Si tratta del quarto incidente livello 1 registrato nello stesso stabilimento dall’inizio dell’anno. La fuoriuscita di materia è avvenuta nel corso del riempimento di contenitori di plutonio: “La materia è rimasta confinata all’interno del locale dove si svolgeva l’operazione. Le operazioni di riempimento sono state bloccate e la materia recuperata” fa presente, in un comunicato, l’Autoirità francese di sicurezza nucleare.
12 Ottobre 2008 – Marcoule, Francia. Durante lo scarico automatico di pastiglie di combustibile, un operatore constata che il loro numero è superiore a quello previsto e dà l’allarme. Incidente classificato a livello 1 della scala INES. Ne verrà data notizia solo il 14 novemre successivo.
22 Ottobre 2008 – Vermont, USA. Una perdita di contaminanti radioattivi costringe all’evacuazione di 25 lavoratori. La contaminazione avviene durante le procedure di refueling; sembra che uno degli elementi di copertura del reattore sia stato appoggiato vicino all’impianto di ventilazione così che le particelle radioattive si sono sparse in giro per la centrale.
Novembre 2008 – Oskarshamn, Svezia. Uno dei reattori della centrale nucleare di Oskashamm viene fermato dopo che sono state trovate fratture in almeno cinque delle 90 barre di controllo.
9 Novembre 2008 - Francia. Venti operai sono contaminati durante il lavoro di installazione di pulsanti per ascensori (ditta Otis). I pulsanti erano stati costrutiti con rottami radioattivi provenienti dall’India.
9 Novembre 2008 - Oceano Pacifico. Venti persone muoiono a bordo di un sottomarino russo a propulsione nucleare. Le vittime sono morte inalando del gas tossico (freon) utilizzato per estinguere le fiamme causate, durante un’esercitazione, da un guasto il sistema antincendio del sottomarino. Un portavoce della Marina russa precisa che il reattore nucleare è intatto e che i livelli di radiazioni sono normali.
11 Novembre 2008 – Devenport, Inghilterra. Il sottomarino Trafalgar – secondo un comunicato del ministero della Difesa – perde 280 litri di un liquido refrigerante, in seguito alla rottura di un tubo che lo pompava da bordo dell’unità a un serbatoio. Il liquido si è disperso nelle acque del fiume Tamar. Secondo lo stesso comunicato non sono state osservate tracce apprezzabili di inquinamento.
13 Novembre 2008 – Onagawa, Giappone. Un tecnico di 43 anni rimane ferito in seguito a un incendio nella centrale nucleare di Onagawa. Il gestore dell’impianto, Tohoku Electric Power, assicura che nell’incidente non si e’ verificata alcuna fuoriuscita di materiale radioattivo. Le fiamme, domate nel giro di un’ora, si sono sviluppate intorno alle 14.00 locali (le 6 del mattino in Italia) presso il reattore n.1. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’incendio sarebbe stato causato da un malfunzionamento del filtro nell’impianto di condizionamento dell’aria, dove sarebbero finite, provocando la deflagrazione, alcune scintille prodotte dagli operai, impegnati in attivita’ di manutenzione. Il tecnico ferito ha riportato lievi ustioni.
14 Novembre 2008 – Beznau, Svizzera. Una turbina del reattore II della centrale nucleare di Beznau, in Svizzera, viene fermata per tre ore, in seguito alla scoperta di una perdita nella giuntura di un tubo
15 Novembre 2008 – Muhleberg, Svizzera. Il reattore della centrale nucleare di Muhleberg si spegne automaticamente durante una serie di verifiche di routine. L’episodio e’ avvenuto quando fra due test l’impianto ha tardato, per ragioni ancora ignote, a tornare all’esercizio normale, ha spiegato all’agenzia di stampa elvetica Ats una portavoce della societa’ elettrica BKW FMB Energie, responsabile della centrale. Non sono stati misurati valori di radioattivita’ fuori dal comune, ha aggiunto l’addetto stampa
19 Novembre 2008 – Bugey (Ain), Francia. Un centinaio di litri di olio industriale “non radioattivo” travasa da un serbatotio della centrale nucleare di Bugey e si disperde nel Rhône per diversi chilometri quadrati, all’altezza di Loyettes.
8 Dicembre 2008 – Kashiwzaki-Kariwa, Giappone. Un uomo rimane lievemente ferito in un incendio avvenuto in mattinata nell’edificio che ospita la turbina del reattore n. 6 della centrale nucleare di Kashiwzaki-Kariwa, nel Giappone settentrionale. L’incidente, secondo quanto riferisce il gestore della struttura, Tokyo Power Electric Co. (Tepco), non ha causato perdite di materiale radioattivo.
16 Dicembre 2008 – Francia. I laboratori di tutte le centrali nucleari francesi, censiti per fare continue misure attorno alle installazioni in questione, risultano inadeguati: l’ASN (Autorità di sicurezza nazionale) ne sospende o revoca l’autorizzazione. Le centrali, senza più controllo, dovrebbero essere fermate. Nessuna denuncia ufficiale. Lo scandalo viene smascherato dalla rete “Sortir du nucléaire” solo il 12/01/09, dopo quasi un mese di mancato controllo sulle emissioni delle centrali nucleari.
Fine 2008 – USA. Uno studio epidemiologico condotto da J. Mangano e J. Sherman mostra che i casi di leucemia giovanile aumentano significativamente in prossimità delle centrali nucleari: aumento del 13,9% della mortalità presso le centrali più vecchie, costruite tra il 1957 e il 1970; aumento del 9,4% presso le centrali più recenti, costruite tra il 1971 e il 1981; riduzione del 5,6% presso le centrali non più in funzione. Secondo gli autori la diffusione di isotopi radioattivi (anche a bassissima concentrazione) da parte delle centrali è la principale indiziata.
10 Gennaio 2009 – Germania, Assia. Fuga interna di liquido radioattivo dal primo al secondo circuito nella centrale nucleare di «Biblis B». La denuncia viene fatta dal quotidiano “Frankfurter Rundschau” in data 17 gennaio 2009, annotando che non vi è stata ancora la riparazione del danno. Il portavoce della centrale nucleare riferisce, in risposta, che il livello di radioattività del liquido fuoriuscito è «solo un millesimo del valore limite giornaliero», precisando che i lavori di riparazione verranno effettuati nell’arco due settimane, nell’ambito dei normali controlli di routine.
22 Gennaio 2009 -Satellite Cosmos-1818. Un satellite dell’era sovietica alimentato ad energia nucleare perde frammenti nello spazio dal sistema di refrigerazione del reattore. La notizia riferita oggi è del 4 luglio 2008. Secondo Alexander Yakushin, vicecapo delle Forze spaziali russe, ”non c’è pericolo di contaminazione radioattiva per la superficie terrestre”
28 Gennaio 2009 – Chalk River, Canada. Solo oggi viene denuciata una perdita di 47 litri di acqua pesante e radioattiva (contenente trizio) avvenuta il 5 dicembre scorso presso la centrale di Chalk River.
2 Febbraio 2009 – Oyster Creek, New Jersey -USA. Un incendio è divampato in uno dei due trasformatori della centrale nucleare di Oyster Creek. La società, Exelon Nuclear, ha fatto sapere che “non c’è pericolo per il pubblico”
4 Febbraio 2009 – Busko, Ramsko, Jablanicko – Bosnia Erzegovina. Il quotidiano croato Vecernji List denuncia l’inquinamento da scorie radioattive francesi dei laghi dell’Erzegovina a partenza della firma dell’accordo di Dayton nel novembre 1995 (vedi: http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=560.0 )
10 Febbraio 2009 – Nello spazio -Il satellite Usa Iridium per le telecomunicazioni si scontra con il satellite russo Kosmos-2251, non più in uso, in bassa orbita a circa 780 chilometri da terra. I detriti derivati dalla collisione potrebbero danneggiare vecchi veicoli spaziali sovietici che si trovano in prossimità. E questi ultimi hanno reattori nucleari a bordo, fanno notare gli esperti da Mosca. In particolare – spiegano fonti alle agenzie di stampa russe – c’è un rischio di collisione tra i vecchi satelliti di osservazione della marina sovietica con i rottami, sparsi intorno, e di conseguenza, si potrebbe avere la presenza in orbita di macerie radioattive.
11 Febbraio 2009 -Francia. Un’indagine di France 3 denuncia che 300 milioni di tonnellate di rifiuti radioattivi provenienti dalle miniere di uranio francesi, sono stati disseminati, nel corsi di decenni, nelle campagne, in vicinanza dei centri abitati, e sono serviti per costruire case, scuole e aree gioco per bambini.
12 Febbraio 2009 - Los alamos, USA. Scomparsi nel nulla dal centro di ricerca nucleare di Los Alamos 67 computer. I dirigenti di Los Alamos hanno sottolineato che nessuno dei computer conteneva informazioni classificate.
13 Febbraio 2009 – Germania. Sequestrate oltre 150 tonnellate di metalli radioattivi, in 12 Laender tedeschi, provenienti dall’India. La contaminazione è dovuta all’isotopo radioattivo Cobalto 60 arrivato in Germania da tre diverse fonderie indiane. Per l’alto livello di contaminazione, 5 tonnellate sono state affidate alla GNS, la società tedesca che si occupa dello smaltimento delle scorie nucleari.
22 Febbraio 2009 – Chalk River, Ontario, Canada. Terza fuga radioattiva nell’impianto di Chalk River, dal dicembre 2008. 11 kg d’acqua inquinata sono stati ventilati all’esterno dopo che due piccoli buchi sono stati rilevati in un tubo. Il tubo è stato riparato. Il reattore è rimasto in attività e la fuga non ha creato ritardi nella produzione.
26 Febbraio 2009 – Kashiwazaki-Kariwa, Giappone. Un incendio, di cause sconosciute, si sviluppa nell’edificio che ospita uno dei sette reattori della centrale. Viene domato dopo una ora e mezza. Leggermente ferito al viso un addetto della centrale. La Tepco dichiara che non ci sono state fughe radioattive.
13 Marzo 2009 – Francia. La portaerei Charles de Gaulle viene bloccata dopo la scoperta di un’anormale usura di parti del suo sistema nucleare
14 Marzo 2009 – Oskarshamn, Svezia. Un lavoratore di 61 anni muore durante le attività di manutenzione alla centrale nucleare scedese di Oskarshamn. Sembra che una parte del macchinario si stia staccata colpendo l’uomo in pieno petto.
19 Marzo 2009 – Dubai, stretto di Hormuz. Il sottomarino americano USS Hartford entra in collisione con la nave anfibia USS New Orleans. Il New Orleans riprota la rottura del serbatoio con fuoriuscita di circa 25.000 galloni di diesel. 15 marinai a bordo dell’Hartford rimangono leggermente feriti. “Non ci sono danni all’impianto di propulsione nucleare dell’Hartford”, dichiara il portavoce della Marina Statunitense Nathan Christensen.
Aprile 2009 – Indian Point, USA. Viene fermato l’impianto di Indian Point per la rottura di una pompa del circuito di raffreddamento.
12 Aprile 2009 -Kashiwazaki-Kariwa, Giappone. Incendio notturno in un magazzino del complesso nucleare, spento dopo due ore. Secondo Tokyo Electric Power non c’è stata nessuna fuoriuscita di radiazioni.
23 Aprile 2009 – Burgos, Paesi Baschi, Spagna. Un problema al generatore principale ha obbligato la centrale nucleare di Garona a fermare il reattore e ad attivare gli allarmi del centro che il prossimo anno compirà 40 anni. L’incidente non ha creato “rischi per i lavoratori, la popolazione o l’ambiente” secondo il Consiglio per la sicurezza nucleare spagnolo.
30 Aprile 2009 – Sellafield, Gran Bretagna. Da oltre 20 giorni si protrae la ricerca, nell’impianto di Sellafield, di due contenitori smarriti con materiale radioattivo risalente agli anni 70.
4 Maggio 2009 – Una catena di misure cade al suolo durante la manutenzione del quarto blocco della centrale, dopo che il cavo che collega la strumentazione si rompe. L’incidente viene classificato al livello 2 sulla scala internazionale Ines, sembra senza causare danni al personale dell’impianto e fuoriuscite radioattive.
11 Maggio 2009 – Garona, Spagna. Guasto nelle barre di combustibile con “leggero aumento dell’attività misurata all’interno del nucleo”. Lo annuncia lo stesso impianto di proprietà Endesa e Iberdrola sostenendo che il malfuzionamento non avrebbe alcun impatto negativo sulla sicurezza dell’ambiente e della salute di chi vive nei pressi dell’impianto. Secondo Greenpeace, invece, l’aumento di attività sarebbe dovuto alla rottura di un elemento del combustibile che ha contaminato il sistema di raffreddamento del nucleo della centrale.
13 Maggio 2009 – Tricastin, Francia. Due pezzi metallici, di due tonnellate ciascuno, utilizzati per dei test di funzionamento sul ponte di manutenzione, cadono da una altezza di circa 15 metri nella centrale nucleare di Tricastin. “Per misure di precauzione, dopo l’incidente, i cantieri sono stati sospesi come pure gli interventi, circa una trentina, nell’edificio del reattore” e dei controlli “sono stati realizzati immediatamente” ha fatto presente EDF.
25 Maggio 2009 – Corea del Nord. La Corea del Nord effettua ”con successo” il suo secondo test nucleare, dopo quello dell’ottobre 2006.
05 Giugno 2009 – Kashiwazaki-Kariwa, Giappone. Fuga di vapore da una porzione di pompa per l’incanalamento dell’acqua verso il reattore nucleare n° 7 nella centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, nel nord del Giappone. La Tepco rassicura che non c’è stata contaminazione ambientale, nonostante una piccola fuga di elementi radioattivi.
12 Giugno 2009 – Suffolk, Gran Bretagna. In data odierna svelato un incidente del gennaio 2007. Un impiegato recatosi per un bucato nella lavanderia automatica dell’impianto nucleare si accorge di una cospicua perdita radioattiva (decine di migliaia di litri), non rilevata dai sistemi d’allarme. Sfiorato il disastro nucleare.
29 Giugno 2009 – Kruemmel, Germania. La centrale viene bloccata per due giorni a causa di un errore di azionamento, da parte di un dipendente, di una valvola di emeregenza
29 Giugno 2009 – Dungeness B, Inghilterra. Un pezzo di gomma si blocca all’interno delle condotte della centrale durante l’operazione di introduzione di un nuovo combustibile (la schiuma combustibile non è a norma con quella prevista dai regolamenti). A detta dell’EDF: “Non c’è stato alcun danno per i nostri dipendenti, per gli impianti, il personale non è stato ferito e non vi è stato alcun rilascio di radioattività”. Nonostante queste dichiarazione dell’incidente viene data conoscenza solo 9 giorni dopo
4 Luglio 2009 – Kruemmel, Germania. Per un problema ad un trasformatore si arresta la centrale con conseguente caduta di tensione nella rete elettrica di Amburgo (fuori uso per alcune ore 1500/1800 semafori)
8 luglio 2009 – Dampierre en Burly, Loiret, Francia. Fuga di vapore o gas radioattivo nel corso dei lavori di manutenzione alla centrale di Dampierre. L’incidente, nel cuore della notte, ha svegliato diversi abitanti.
28 agosto 09 – Sosnovy Bor, Federazione Russa. Chiuso un reattore nucleare dell’impianto di Sosnovy Bor per una perdita dovuta alla rottura di una pompa. I responsabili: “I livelli di radioattività nell’aria rientrano nella norma”. La centrale ”Leningrad”, nella cittadina di Sosnovy Bor, a circa 70 km da San Pietroburgo e’ equipaggiata con lo stesso tipo di reattore di quello ucraino di Chernobyl
9 settembre 09 – Dieppe, Francia. Spento in poche ore un incendio scoppiato, per cause imprecisate, nella centrale nucleare a Dieppe. Tempestivo l’intervento dei vigili del fuoco appena scoppiato l’allarme.
8 ottobre 09 – Prefettura di Fukui, Giappone. Fuoriuscita di liquido radioattivo dalla centrale di Fugen. Un operaio e’ stato esposto a radiazioni mille volte superiori al livello standard stabilito dal governo giapponese
26 ottobre 2009 – Cadarache, Francia. Scoperto un deposito di uranio arricchito al di sopra del limite fissato. Il CEA (Commissariato Energia Atomica) ha dichiarato trattarsi di una riserva di 10 kg di uranio arricchito (1,65%), mentre il limite è di 4 kg. Il Commissariato ha proposto di classificare l’incidente al “1”, cioè come anomalia, nella scala INES (International Nuclear and radiological Event Scale).
2 novembre 09 – Francia. Spenti per manutenzione 18 impianti nucleari. Il numero uno di Fessenheim (Haut-Rhin) ha superato i 10 anni; quattro sono fermi per incidenti: il reattore numero 3 di Paluel (Seine-Maritime) a causa di una perdita di fiamma nella sala macchine; il reattore numero 2 di Nogent-sur-Seine (Aube) per un guasto a un alternatore; il reattore numero 1 di Civaux (Vienne)a causa di disfunzione di una valvola del motore elettrico; il reattore numero 3 di Bugey (Ain) dopo un incidente sul generatore di vapore. Tredici reattori devono essere ricaricati di combustibile e per operazioni di manutenzione: il numero 1 di Flamanville (Manche), i reattori numero 1 e sei di Gravelines (Nord), il reattore numero 2 di Paluel, il reattore numero 2 di Penly (Seine-Maritime), il reattore numero 2 di Cattenom (Lorraine), il reattore numero 2 di Fessenheim,il reattore numero 3 di Chinon (Indre-et-Loire),il reattore numero 3 di Blayais (Gironde), le il reattore numero 1 di Saint-Alban (Isère), il reattore numero 4 di Bugey, il reattore numero 2 di Tricastin (Drôme) e il reattore numero 2 di Cruas-Meysse (Ardèche). Il reattore numero 2 della centrale nucleare di Belleville (Cher) funziona al 60% della sua potenza dopo il riscaldamento di una pompa del circuito secondario di vapore.
7 novembre 2009 – Tricastin, Francia. Le operazioni di manutenzione al reattore numero 2 della centrale nucleare di Tricastin, in Francia, vengono sospese in seguito a un incidente avvenuto durante la ricarica di una parte delle barre di uranio
21 Novembre 2009 – Three Mile Island, Pittsburg, Pennsylvania. Grande perdita di radioattività da un reattore della centrale atomica. Fuga radioattiva originatasi da isotopo sconosciuto. 200 lavoratori evacuati, 25 sottoposti a cure mediche
1 Dicembre 2009 – Cruas, Ardeche, Francia. Nella notte tra l’1 e il 2 dicembre si verifica una otturazione della presa d’acqua di uno dei quattro reattori della centrale nucleare Edf di Cruas, con ripercussioni sul circuito di raffreddamento. L’Autorité de sûreté nucléaire (Asn), ha giudicato la gravità dell’ultimo incidente al secondo livello della scala internazionale Ines di pericolosità.
3 Dicembre 2009 – Vandellos, Spagna.L’impianto nucleare da 1.000 megawatt Vandellos II, controllato con il 72% da Endesa (ELE.MC: Quotazione), gruppo Enel (ENEI.MI: Quotazione), viene fermato per riparazioni ai distributori. Si tratta del terzo impianto nucleare in Spagna, su otto totali, che si ferma per riparazioni. Anche Asco I è infatti fermo per riparazioni, mentre il reattore di Almaraz I si sta rigenerando.
29 Dicembre 2009 – Mumbai, India. In seguito ad una reazione chimica, scoppia un incendio in un laboratorio chimico del Centro di ricerche atomiche Bhabha (Barc) di Mumbai. Almeno due studenti ricercatori muoiono. Fonti del Barc assocurano che non vi è mai stato il pericolo di fughe radioattive, visto che né il generatore nucleare né altri impianti sensibili sono stati interessati dalle fiamme.
10 Gennaio 2010 – Volgodon, Russia. Scoperta di una perdita nel generatore di vapore del reattore numero 1 con coseguente spegnimento dell’intero blocco. Secondo Rosatom i livelli di radiazioni all’esterno della centrale sarebbero sotto la norma.
22 Gennaio 2010 – Nord Reno-Westfalia, Germania. Fuoriuscita di materiale radioattivo in centrale nucleare. Ricoverato un impiegato
26 Gennaio 2010 – Gran Bretagna. Segnalati (dal 2001 a fine 2009), dagli operatori delle centrali nucleari, 1.343 incidenti alla Health and Safety Executive dal 2001 ad oggi: 773 classificati non pericolosi, 563 classificati come anomalie di sicurezza, 7 classificati come nocivi
31 Marzo 2010 – Vermont, Stati Uniti. Alcuni rapporti dei primi di gennaio del 2010 hanno messo in evidenza che, in alcuni pozzi di acque sotterranee della centrale nucleare Yankee del Vermont, sono state contaminati da Trizio radioattivo. Gli ultimi controlli confermano questo dato rilevando da 775.000 picocurie di Trizio per litro, oltre 37 volte il limite EPA (Environmental Protection Agency) a 2,45 e 2,7 milioni di picocurie per litro.
6 Aprile 2010 – Cattenom, Francia. Terzo incidente nucleare in meno di tre settimane nella centrale nucleare di Cattenom. Importante inondazione nella sala macchine per un errore umano durante lavori di manutenzione. L’inondazione è stata sufficientemente inquietante per obbligare i tecnici dell’unità di produzione n°2 a procedere alla chiusura degli impianti.
17/18 Aprile 2010 – Cattenom, Francia. Nella notte tra il 17 e 18 aprile, tracce di contaminazione interna (oltre il 40% del limite annuale) sono state individuate su un lavoratore dipendente di un’impresa esterna in occasione dei controlli sistematici in uscita dalla zona nucleare della centrale di Cattenom.
4 Maggio 2010 – Oconee, South Carolina, USA. Perdita di trizio nell’impianto di Oconee.
5 Maggio 2010 – Delhi, India. Scoperto seppellimento di rifiuti radioattivi, risalenti a 20 anni fa, nei terreni del campus universitario di Nuova Delhi.
5 Maggio 2010 – Mayapuri, India. Muore un operaio di 35 anni contaminato da macchinario irrradiato di cobalto 60 smaltito dall’Università di nuova Delhi nei comuni cantieri per la rottamazione.
7 Maggio 2010 – Rhône-Alpes, Francia. Rapporto 2009 ASN (Autorità Sicurezza Nazionale) sulla sicurezza nucleare e sulla radioprotezione delle quattro centrali nucleari francesi situate in Rhones –Alpes: UN INCIDENTE OGNI DUE GIORNI.
CENTRALE DI BUGEY. 47 incidenti:
- 31 riguardanti la sicurezza nucleare (8 classificati al livello 1 dello scala INES)
- 10 riguardanti la radioprotezione
- 5 riguardanti l’ambiente esterno
- 1 riguardante il trasporto di materiale radioattive
CENTRALE DI SAINT ALBAN. 41 incidenti:
- 27 riguardanti la sicurezza nucleare (5 classificati al livello 1 dello scala INES)
- 7 riguardanti la radioprotezione
- 6 riguardanti l’ambiente esterno
- 1 riguardante il trasporto di materiale radioattive
CENTRALE DI CRUAS – MEYSSE. 49 incidenti:
- 41 riguardanti la sicurezza nucleare (6 classificati al livello 1 dello scala INES; 1 classificato a livello 2)
- 5 riguardanti la radioprotezione
- 3 riguardanti l’ambiente esterno
CENTRALE DI TRICASTIN. 44 incidenti:
- 37 riguardanti la sicurezza nucleare (8 classificati al livello 1 dello scala INES)
- 3 riguardanti la radioprotezione
- 4 riguardanti l’ambiente esterno
ED INOLTRE: 90 incidenti (definiti “eventi significativi”) sono avvenuti nelle installazioni nucleari di base (edifici per il ciclo del combustibile, laboratori di logistica o deposito di materiale nucleare, strutture di decommissionamento).
11 Maggio 2010 – Bhabha Atomic Research Centre (Barc), Mumbai, India. Una sostanza radioattiva fuoriesce accidentalmente mentre uno scienziato versa una sostanza chimica da un contenitore ad un altro. Dieci persone vengono sottoposte a trattamento di decontaminazione.
13 Maggio 2010 – Oyster Creek, New Jersey, USA. Ennesima falla a Oyster Creek nel New Jersey, il più antico sito atomico. Raggiunte e contaminate le falde acquifere. La contaminazione è quantificata come 50 volte più alta del limite concesso dalla legge.
23 Maggio – Daya Bay, provincia di Guangdong, Cina. Perdita radioattiva nel reattore di Daya Bay. Il direttore del gruppo Clp, che detiene il 25 per cento della centrale, dichiara che la perdita è stata contenuta e che non esiste un pericolo radioattivo all’esterno della centrale. La notizia della perdita viene diffusa solo il 15 giugno successivo.
26 Maggio 2010 – Fabbrica Feursmétal, Feurs, Loira, Francia. Durante un’operazione di recupero di un apparecchio di radiografia industriale (gammografo), una dispersione accidentale di particelle di Cobalto 60, ha colpito e contaminato 6 persone presenti nel locale. L’incidente è stato classificato al secondo livello della scala INES.
26 Maggio 2010 – Vermon, Contea di Windham, Vermont, USA. Perdita radioattiva nella centrale nucleare Yankee. Bloccato l’impainro
30 Maggio 2010 – Vermon, Contea di Windham, Vermont, USA. Perdita radioattiva nella centrale nucleare Yankee (seconda in una settimana) I gestori assicurano che non c’e’ stata alcuna contaminazione con l’esterno e che la falla e’ stata subito riparata
1 Giugno 2010 – Vermon, Contea di Windham, Vermont, USA. Un piccolo pesce di fiume, vicino alla cemtrale, viene trovato radioattivo per Stronzio-90 (elemento che contamina anche il suolo della centrale)
18 Giugno 2010 – Stato di Orissa, India. Test nucleare indiano con missile balistico Prithvi-II, con un raggio d’azione di 350 chilometri, da una base mobile collocata a 15 chilometri al largo delle coste dello Stato di Orissa
21 Giugno 2010 – Nord Corea. Livelli anormali di radiazione nucleare rilevati nei pressi della frontiera tra Corea del Nord e Corea del Sud. Imprecisate le cause.
6 Agosto 2010 – Russia. Vasti incendi si stanno avvicinandoallezonecontminate di Chernobyl
10 Agosto 2010 – Russia. I giganteschi incendi dei boschi e delle torbiere imperversanti in Russia da più di 10 giorni, iniziano a provocare il risollevamento di parte delle ricadute radioattive di Chernobyl, di Mayak e dei test nucleari.
11 Agosto 2010 – Bryansk, Russia. Gli incendi in Russia ragiungono le foreste contaminate della regione di Bryansk.
13 Agosto 2010 – Mayak, Russia. A causa degli incendi e della siccità le particelle radioattive rimesse in circolo si depositano nel fiume Techa che da decenni riceve i rifiuti radioattivi del’impianto nucleare di Mayak e che si butta nel vicino lago Karachai. Queste, insieme agli importanti sedimenti radioattivi, per via dellas iccità, non più imprigionate dal fango e dall’acqua, salgono in superficie e si diffondono nell’aria sotto forma di polvere.
13 Agosto 2010 – Russia. Guadagna ancora terreno l’incendio che sta divorando una riserva naturale vicino alla centrale nucleare russa di Sarov, circa 500 chilometri a est di Mosca.
17 Agosto 2010 – Provincia Bushehr, Iran. Precipita un aereo da combattimento dell’aeronautica nazionale nella provincia meridionale di Bushehr, a 40 km dalla centrale nucleare
19 Agosto 2010 – Regione di Tver, Russia. Chiusi per malfunzionamento i due reattori della centrale nucleare Kalinin. Stando all’ufficio stampa dell’impianto, il secondo reattore è stato disattivato dal sistema di protezione automatica per un guasto ad una pompa, mentre il primo è stato chiuso per un problema al generatore.
21 Agosto 2010 – Germania. Il portale dell’ Agenzia governativa tedesca per l’ energia informa che le misure effettuate dall’ufficio federale tedesco per la protezione dalle radiazioni (Bundesamt für Strahlenschutz, BfS) hanno individuato un aumento nelle radiazione in Germania, causato dagli incendi radioattivi in Russia.
27 Agosto 2010 – Aleksandrovsk, penisola di Kola, Russia. Incendio nel cantiere navale N. 10 implicato nella demolizione di materiale militare nucleare e rifiuti radioattivi. L’incendio viene spento due ore. Il livello di radiazione nell’area raggiunge i 40 micro Roentgen/ora, tre volte oltre il normale livello di fondo nella zona. La Russia invia sul luogo un team composto da uomini del ministero della difesa, della Flotta del Nord e del monopolista nucleare Rosatom.
Ottobre 2010 – Daya Bay, Cina. Evidenziata una “microfessura” (terzo caso in 6 mesi) nel circuito di raffreddamento nella “giovane” centrale nucleare di Daya Bay, costruita da Areva. L’incidente rivelato dopo alcune settimane con solite raccomandazioni di assenza di fuoriuscuta di radiazioni.
05 Ottobre 2010 – Ignalina, Lituania. Rilasciati circa 300 tonnellate di liquidi ad alta attività durante i lavori di disattivazione della centrale nucleare di Ignalina. Il personale e lavoratori della centrale vengono esposti a radiazioni. La direzione della centrale asserisce che l’inquinamento non si è diffuso oltre il sito dell’impianto. Notizia dell’incidente viene data solo il 15 novembre successivo.
12 Ottobre 2010 – Bulgaria, centrale di Kozloduy. Durante lavori di manutenzione vengono rilevate delle crepe nei tubi di protezione di reattore della centrale nucleare di Kozloduy. Le Autorità non riferiscono alcuna fuga radioattiva.
23 Ottobre 2010 – Wyoming, USA. Un guasto tecnico interrompe per circa 50 minuti le comunicazioni tra il centro di controllo della base aerea Warren del Wyoming e 50 missili nucleari, pari a un quinto dell’arsenale americano. Il portavoce, colonnello Todd Vician dichiara: “I missili sono sempre stati protetti”.
25 Ottobre 2010 – Knolls atomic power laboratory, USA. A causa dello straripamento di un canale sotterraneo drenante almeno 640 galloni di acque reflue contaminate si riversano nel fiume Mohawk. Radonuclidi presenti nell’acqua: cesio 137, stronzio 90, uranio e plutonio. L’incidente sembra sia stato causato da un guasto ad una pompa elettrica e lo sversamento sarebbe andato avanti per almeno 3 ore. La notizia viene data solo l’8 novembre
27 Ottobre 2010 -Bilibino, Russia. Viene fermata per 36 ore, per cause non rese del tutto note, la centrale nucleare di Bilibino
3 Novembre 2010 – Saint-Maur-des-Fossés, Val de Marne, Francia. Lavoratori della 2M Process, un’impresa sussidiaria del Commissariat à l’énergie atomique (Cea) della Francia, a causa di un setaccio molecolare contaminato, sono esposti ad una sostanza radioattiva, il trizio. A tre settimane di distanza (25 novembre) dalla scoperta della contaminazione, la radioattività nell’aria circostante è in aumento. L’inquinamento viene reso pubblico il 6 dicembre. A soli 200 metri di distanza dal collegio Camille Pissarro frequentato da 650 adolescenti, la radioattività dell’aria è aumentata di 1.000 volte (fino a 200.000 Bq/m. cubo) e quella dell’acqua più di 24. Eurodisney si trova a meno di 10 km.. La contaminazione è prevista per diversi mesi.
7 Novembre 2010 – Montpelier, Vermont, USA. Una tubazione della centrale nucleare Yankee del Vermont, causa la perdita di acqua radioattiva obbligando i funzionari allo spegnimento dell’impianto. La perdita viene rilevata nel corso di ispezioni di routine da un tubo lungo due piedi proveniente dal sistema di circolazione facente parte del reattore. Si stima che la perdita è stata di circa sessanta gocce al minuto finite all’interno di un pozzetto di raccolta.
7 Novembre 2010 – Centrale nucleare a nord di New York. Esplode un trasformatore costringendo all’arresto di un reattore. Non viene segnalato nessun ferito e nemmeno fuga di materiale radioattivo
17 Novembre 2010 – Georgia, Caucaso del Sud. In alcune repubbliche ex sovietiche si può acquistare sul mercato nero uranio arricchito per la costruzione di armi nucleari. E’ quanto rivela il Guardian, entrato in possesso di informazioni riservate relative ad un processo in corso a porte chiuse in Georgia. Gli imputati, entrambi armeni, sono un imprenditore e un fisico colpevoli di aver trasportato illegalmente l’uranio arricchito da Yerevan a Tbilisi. Il presidente georgiano Mikhail Saakashvili aveva informato altri capi di stato dell’arresto dei due durante un summit sul nucleare a Washington in aprile, ma nessun dettaglio del caso era stato finora reso pubblico. Secondo quanto scrive il quotidiano britannico, Sumbat Tonoyan, 63 anni, e il fisico cinquantanovenne Hrant Ohanyan avevano nascosto i 18 grammi di uranio in loro possesso in un pacchetto di sigarette isolato con del piombo, in modo da superare i controlli dei costosi sensori anti-radiazioni installati ai confini degli Stati ex sovietici grazie ai finanziamenti degli Usa.
I due armeni erano convinti di recapitare l’uranio ad un rappresentante di un gruppo islamista e che si trattasse soltanto di un campione al quale avrebbe fatto seguito una consegna più grande. Il loro fornitore in Armenia aveva infatti assicurato loro che maggiori quantità erano disponibili. Non è chiaro dunque quanto uranio arricchito sia in circolazione, ma è la terza volta nel giro di sette anni che il materiale viene intercettato in Georgia. Nonostante negli ultimi anni diversi miliardi siano stati spesi per migliorare la sicurezza dei siti nucleari in diverse parti del mondo, ed i particolare in Russia, dove si troverebbero fino a 7.000 tonnellate di uranio arricchito, molto potrebbe essere stato rubato in passato. L’uranio di cui erano in possesso i due armeni sarebbe stato infatti rubato diversi anni fa, in epoca sovietica, quando i controlli non erano così severi. Nei tre casi georgiani, alcune prove indicherebbero che il materiale era stato trafugato da una centrale nucleare a Novosibirsk, in Siberia
20 Novembre 2010 – Germania. Ralf Kusmierz, Kristina Voigt e Hagen Scherb, studiosi del Centro di ricerca tedesco per la salute ambientale di Monaco e tra i massimi esponenti della comunità scientifica tedesca hanno esaminato il rapporto tra nascite e prossimità alle centrali nucleari, in Germania e Svizzera. Lo studio ha dimostrato l’esistenza di gravi conseguenze anche in rapporto alla semplice vicinanza a centrali nucleari. Negli ultimi 40 anni, nelle aree a 35 chilometri di distanza da 31 centrali nucleari tedesche e svizzere, il numero delle nascite di bambine risulta inferiore di 20’000 rispetto ai dati attesi.
24 Novembre 2011 – Gli agenti federali statunitensi incaricati del trasporto delle armi nucleari sul territorio statunitense sono rimasti coinvolti in sedici incidenti collegati al consumo di bevande alcooliche negli ultimi due anni.
27 Novembre 2011 – Aumentati in Germania i casi di tumore nell’area intorno al deposito di scorie nucleari di Asse. Lo riferisce il governo della Bassa Sassonia.
4 Dicembre 2011 – Cherbourg, Francia. Una parte del tetto di un edificio del sito che ospita la centrale nucleare di Flamanville crolla sotto il peso della neve. L’EDF assicura che non si sono verificati problemi per i fusti di scorie accatastati al suo interno.
8 Dicembre 2010 – Polonia. In unafonderia vengono rubati contenitori di Cobalto 60
9 Dicembre 2010 – Belgio. Viene chiuso il reattore nucleare Doel 4 a causa di un incendio sviluppatosi nella sala macchine all’esterno del sito. Avviata un’inchiesta per accertare le cause.
11 Dicembre 2010 – Somair, Niger. 200.000 litri di fanghi radioattivi fuoriescono da tre piscine lesionate, gestite da Areva, riversandosi nell’ambiente presso la miniera d’uranio Somair
14 Dicembre 2010 – Bonduefle, Essonne, Francia. Il sito di Bonduefle risulta contaminato in seguito all’utilizzo del setaccio molecolare transitato in loco prima di arrivare a Saint-Maur-des-Fossés (vedi 3 novembre 2010). La contaminazione rivelata in data odierna risale all’inizio del 2010 e a distanza di quasi un anno è di 28 Bq per metro cubo. Una parte dell’acqua altamente radioattiva del “setaccio” è stata «Gettata all’esterno dalla porta di servizio» fina da gennaio 2010, in piena banlieue parigina e nella più completa illegalità (come rileva la Rete “Sortir du nucleaire”). Il setaccio aveva una radioattività totale doppia di quella degli scarichi di trizio liquido di un reattore nucleare da 900 MW durante tre giorni (30,13 GBq al giorno). Le prime abitazioni si trovano a 500 metri, lo stadio a 300 metri e ancora più vicino decine di locali di imprese
15 Dicembre 2010 – Gravelines, Francia. Incidente di livello1 sulla scala INES alla centraòle nucleare di Gravelines. Durante l’effettuazione di un test su un circuito di soccorso dell’unità di produzione 1, scatta l’allarme per l’apertura di una valvola che manda in tilt il circuito che permette di assicurare il raffreddamento del reattore in caso di incidente.
15 Dicembre 2010 – Koeberg, Sud Africa. Viene fermata la centrale nucleare di Koeberg a causa degli alti livelli di radioattività riscontrati nel circuito primario di raffreddamento a causa di barre di combustibile difettose. Il fermo è previsto per un mese.
17 Dicembre 2010 – Saint-Maur-des-Fossés e Bonduefle, Francia. Le ultime analisi della radioattività dimostrano che essa continua a fuoriuscire dai locali dei concessionari del Cea nelle due città della banlieue parigina
22 Dicembre 2010 – Sequoyah, Stati Uniti. Si ferma l’unità 1 della centrale nicleare di Sequoyah a causa di un incendio provocato da una perdita di idrogeno nel generatore elettrico
5 Gennaio 2011 – Oskarshamn, Svezia. Il reattore 3 della centrale nucleare di Oskarshamn si ferma di nuovo per una riduzione di pressione nella “inside stop part” del reattore
fonte: www.progettoumus.it








Segnalo il seguente articolo (pagina 2 del pdf linkato)
http://www.bur.it/sezioni/Foglietto_numero_0801.pdf
Inoltre il link indicato da progettohumus verso il servizio sismologico svizzero non funziona.
ciao e tutti e complimenti per lo splendido lavoro di traduzione.
Stefano