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La Mia Africa

 

La Mia Chitarra

Non ricordo esattamente quale fu’ il momento in cui io e la musica ci incontrammo ma sicuramente fù molto tempo fa. Da quanto mi raccontava mia madre, quando ero molto piccolo mi venne dato come regalo di natale una batteria, tamburi e piatti insomma; uno di quei regali che servono a scoprire se il pargolo possiede attitudini alla musica. Il risultato fu veramente interessante: il regalo durò solamente pochi giorni, tempo che il piccolo Stefano scoprisse un nuovo modo di suonare i tamburi, cioè con i piedi. Tamburi sfondati, bacchette spezzate e piatti divelti ed usati come frisby in soggiorno (fatti sparire molto velocemente da mia madre per scongiurare il taglio di qualche testa). E no, proprio no, non era ancora il caso di fare di Stefano un musicista.

La musica però mi piaceva, mi piaceva ascoltare il ritmo, sentire ed interpretare le parole, e così che sognavo di possedere una mia radiolina con qui ascoltarla, ma niente da fare, niente soldi e dunque niente radiolina. Fino alla fine della terza media quando mi riuscii a far regalare un radio registratore in cambio della promozione, ovviamente mono (solo con una cassa) perché quello stereo costava troppo. Ricordo ancora il giorno ed il posto dove andammo a comprarlo, ricordo il tipo che mi mostrava le varie funzioni e la possibilità di registrare la radio. Fighissimo! Potevo imprigionare la musica e riascoltarla quando volevo. Iniziai così ad ascoltare e registrare musica tutti i giorni facendo cassettine piene di canzoni senza testa e senza coda (per tagliare le parole dei deejay che non hanno mai perso l’abitudine di parlare sopra la musica quasi come se sapessero che c’ero io che stavo registrando). La musica mi prendeva, mi piaceva, la sentivo mia, come se fosse un’estensione del mio sentire, ed incominciavo ad accompagnare i vari brani mimando il suono della chitarra, come fanno di nascosto quasi tutti. La chitarra mi piaceva, il suo suono era dolce e forte allo stesso tempo e sembrava abbastanza facile suonarla. Mi guardai un po’ attorno ma nessun amico aveva la passione della chitarra (il solito culo). La voglia di suonarla era però molto forte e cresceva ogni giorno di più, fu così che decisi, Circa all’età di 18 anni, di acquistarne una senza sapere cosa compravo. Scelsi una classica visto che assomigliava a quelle che vedevo in tv e mi iscrissi ad un corso di chitarra. Il corso era una palla tremenda, insegnamento classico: note, pentagramma, toni, semitoni, ma la chitarra così non suonava, non parlava, non diceva nulla. A casa avrei dovuto fare parecchi esercizi ma era praticamente impossibile, il clima non era quello ideale e se è vero che la musica è la parola dell’anima, l’unica musica che mi sarebbe uscita suonando a casa sarebbe stata una heavy metal dark, qualcosa simile a quei “cantanti di musica infernale” o giù di lì. Non era il caso e fu così che ben presto, ed alle prese sempre più con le varie prove che la vita mi metteva davanti, lasciai perdere il corso e misi la chitarra in un armadio, dicendomi :”… chissà, un giorno forse….”.

Passano gli anni, tanti, troppi forse, ma la musica è sempre nel mio cuore. Musica di ogni genere, e come la colonna sonora di un film accompagna la mia vita e le mie esperienze. Lavoro, casa, moglie, figli, mille impegni, ma tempo per me praticamente mai (come tanta gente della mia età). E così, improvvisamente, mi parte l’embolo, mi sveglio un giorno un po’ così e mi compro una chitarra classica, scarico un po’ di video da youtube, e comincio a strimpellare solo soletto in camera, alla sera, dopo cena, mentre la famiglia si guarda la tv. La cosa mi piace ma la chitarra classica va arpeggiata e per farlo bisogna saper suonare, allora correggo la rotta e mi compro una chitarra acustica. Fighissima, è il mio suono, è la mia chitarra. Ci do dentro di brutto, compro canzonieri a tutto andare e quasi tutte le sera la prendo in braccio e ci facciamo un’oretta insieme. Accompagno la musica con le parole, anche se mia moglie dice che canto da schifo, ma chi se ne frega, è la mia musica, sono le mie parole. E’ incredibile la musica. Ci sono cose che non si riescono a dire con le parole, ci sono emozioni, stati d’animo, pensieri, che non si possono esprimere, ma con la musica esce tutto, la musica è la parola dell’anima, e la mia anima ha un’incontenibile voglia di parlare. Certo, non mi permetto neanche lontanamente di dire che so suonare, anzi se mi chiedete quali note suonano le sei corde a vuoto io non vi saprei rispondere, ma con un po’ di accordi ed il ritmo in testa non immaginate cosa può saltare fuori! Un amico mi disse qualche tempo fà: “… non importa se non sai suonare, l’importante e che tu ti diverta …” ed io mi diverto come un quindicenne che suona nella sua cameretta sognando chissà cosa.

Non c’è età per cominciare ci vuole solamente la musica nel cuore e tanta, tanta, tanta pratica. Spero di continuare a strimpellare ancora per tanti anni, la chitarra è ormai diventata come un’amica con cui è un piacere parlare, un’amica con cui spero di invecchiare.

 

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