La stufa a pellet è, per noi romantici, un’invenzione da premio nobel. Ci consente di avere la compagnia del fuoco nelle nostre, sempre più piccole, case.
Suonare la chitarra vicino alla stufa in pieno inverno con la pioggia che batte sul tetto ed una tazza di te caldo sul tavolo non ha prezzo, ed averla accesa anche la sera durante una cena con gli amici è come avere un’amico in più che ci fa compagnia con il suo calore e la sua luce tremolante e viva.
In sostanza: una figata senza tempo.
Ogni cosa bella ha però sempre il rovescio della medaglia ed in questo caso parliamo di manutenzione.
Per quanto riguarda le stufe a pellet, quelle per intenderci che soffiano aria calda, la pulizia è molto semplice: basta pulire con l’aspira cenere oltre che il braciere anche la parte retrostante la parete posteriore della camera di combustione che si asporta senza difficoltà. Ma chi come me è andato oltre, scegliendo una caldaia (e non stufa) a pellet ha un po’ più da fare.
Personalmente sono un felice possessore da circa due anni di una caldaia a pellet Ecoteck modello Venezia. Ci ho fatto due inverni senza nessun problema e senza più usare il metano, che invece di “darmi una mano” mi prendeva a mazzate.
Chiariamo subito per i poco informati: una stufa soffia aria calda, una caldaia scalda la stanza dove si trova per convezione e l’acqua del circuito di riscaldamento che, tramite una pompa, va a riscaldare i caloriferi delle altre stanze. Ovviamente una caldaia è un po’ più complessa, e costosa, di una stufa ed anche la pulizia non è proprio così immediata, è possibile comunque pulirsela da soli, basta avere un po’ di praticità manuale ed un po’ di buona volontà.
Personalmente pulisco la mia caldaia due volte l’anno, la prima a fine dicembre e l’altra a fine inverno, facendo così la resa è ottima e la fiamma è sempre viva, con un tiraggio perfetto.
Di seguito descrivo le fasi per procedere alla pulizia del modello Venezia della Ecoteck, un vero gioiellino di stufa ….. ooops caldaia!
Materiale occorrente: una piccola brugola, una chiave del 8, uno scovolino, aspira cenere, guanti, acqua e spugne. Tutto qui.
Per cominciare bisogna asportare il cappello di ceramica e le due piccole piastre in metallo che sono solamente appoggiate a fianco della botola del serbatoio del pellet. Fatto questo occorre svitare tutte le viti a brugola poste sulla parte superiore della caldaia e le altre quattro poste appena dietro la console dei comandi. Non occorre staccare il pannello comandi, basta solamente girarlo dolcemente all’indietro e lasciarlo penzolante, fatto questo potremo sollevare dapprima lo sportello del serbatoio del pellet e poi tutta la piastra superiore.
Tolta la piastra potremo sfilare dolcemente, dal basso verso l’alto, le sei piastre di ceramica poste lateralmente ed ecco che la nostra stufa è aperta e ci mostra tutti i suoi meccanismi.
Ora dobbiamo dedicarci alla pulizia dei camini che scorrono ai lati della camera di combustione; per fare questo svitiamo le quattro viti a farfalla poste sulla parte superiore della stufa e che tengono bloccate le due staffe nel cui foro scorrono i due stantuffi che ogni tanto muoviamo su e giù per tenere puliti i camini ma che in realtà fanno ben poco. Tolte le viti solleviamo con dolcezza le due staffe con i relativi stantuffi pieni di fuliggine, che puliremo poi con un pennellino (attenzione a non sbatterli per terra, sono di matriale molto duttile e si piegano con facilità). Dopo aver così aperto l’accesso superiore ai camini dobbiamo procedere agli accessi laterali. Su entrambi i lati infatti, in posizione bassa, vi sono due piastre argentate ed imbullonate che dobbiamo rimuovere. Dopo aver svitato completamente i bulloni le piastre sembreranno non volersi staccare, quasi come fossero incollate; non vi preoccupate: fate leva con un piccolo cacciavite a taglio sui bordi delle piastre che si staccheranno senza problemi, fate però attenzione a non strappare le due guarnizioni rosse presenti tra piastre e camini. Sia le piastre che le guarnizioni potranno essere poi lavati con acqua.
Ora vediamo la cenere che si è depositata sulla base dei camini e possiamo iniziare ad aspirarla. Tolto il grosso lasciamo la bocca del tubo dell’aspira cenere appoggiato nella finestrella posta alla base del camino e con uno scovolino inserito nella bocca superiore dei camini puliamo bene le pareti e la fuliggine che si staccherà cadrà all’interno del camini e verrà aspirata dall’aspira cenere che avrete lasciato acceso. Pulite bene le pareti estraiamo lo scovolino dal camino ed usiamolo per pulire l’intercapedine posteriore che unisce i due camini e che è sempre piena di cenere, inserendolo nell’intercapedine stessa tramite le bocche inferiori. Per rendervi conto di dove sia questa intercapedine basterà guardare all’interno delle bocche inferiori con una piccola torcia e capirete subito.
Puliti i camini ora dovrete passare alla pulizia della camera di combustione (in pratica dove vediamo la fiamma) utilizzando guanti, spugne ed acqua ma niente detersivi, facendo attenzione a pulire bene anche il cielo della camera di combustione e la parte superiore, e nascosta alla vista, della barra forata che vediamo in alto quando apriamo la porta a vetro e sulla quale rimane depositata parecchia cenere. Inutile dire di pulire il cassetto raccogli cenere e di aspirare lateralmente la sede del cassetto dove si deposita anche qui parecchia cenere.
La fuliggine è come il toner delle fotocopiatrici: finissima e nerissima. Bisognerà pertanto cambiare parecchi secchi di acqua altrimenti rischiamo continuamente di pulire con dell’acqua nera.
Fatto questo dovremmo riassemblare la nostra stufa eseguendo alla rovescia le operazioni fatte in precedenza, unica accortezza sarà quella di ungere leggermente, con un dito pucciato in un filo d’olio, le guarnizioni rosse delle placche argentate poste sulle bocche inferiori e superiori dei camini; questo farà si che riusciate a staccarle facilmente anche alla prossima pulizia.
Ora la stufa è pronta, ed è superfluo dirvi che prima di procedere alle operazioni di pulizia dovrete staccare la spina di corrente.
Non so quanto costi una pulizia del genere fatta da un tecnico, ma sicuramente la precisione e l’attenzione che personalmente ci metto vanno oltre la professionalità di qualsiasi tecnico e quando poi la riaccendo e vedo la fiamma viva ed il tiraggio che è ok allora penso che le due ore di lavoro sudato passate a pulirla ne sono valse la pena e se quella fiamma arde e scalda il cuore, forse è anche un po’ merito mio.
Buon divertimento































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